Scoprite il metodo Kumon per l’apprendimento dei bambini

· 4 ottobre 2016

“Lasciate che i libri siano le baby-sitter dei vostri figli”Questa è una saggia affermazione di Toru Kumon, creatore dell’omonimo metodo, protagonista oggi di questo articolo e che conta ormai nel mondo più di 4 milioni di alunni.

Durante gli anni, l’educazione ha cercato centinaia di metodologie per essere più efficiente e più naturale. Il metodo Kumon è uno dei tanti nel quale confidano milioni di genitori. Perché?

Cos’è il metodo Kumon

Il metodo Kumon pretende incentivare gli alunni in modo autonomo, al fine di aumentare il loro potenziale di apprendimento secondo le loro capacità. Per questo motivo, tale processo è personalizzato ed individuale a seconda delle competenze dello studente.

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Questo processo pretende rinforzare la sicurezza nei bambini. Offre, dunque, uno scenario in cui i giovani devono affrontare in modo autonomo la ricerca delle conoscenze, tramite la stimolazione e il divertimento per l’apprendimento.

Chi è Toru Kumon?

Toru Kumon era un professore di matematica che si preoccupava particolarmente per l’educazione di suo figlio. Dopo aver trovato un esame realizzato dal figlio Takeshi, nel quale non aveva ottenuto un buon voto, il padre decise di creare per lui del materiale di studio, in modo da poter incentivare il suo interesse e migliorarne risultati. A tale scopo, Kumon cercò di formulare alcune strategie affinché suo figlio studiasse in modo auto-istruttivo, senza sovraccaricalo di lavoro e permettendogli di essere più autonomo.

Tuttavia, Kumon, notando i problemi che aveva avuto suo figlio in molti altri bambini, decise di sviluppare del materiale che fornisse agli alunni l’opportunità di affrontare le sfide che potevano risolvere senza bisogno di aiuto, ma che, data la loro graduale difficoltà, presupponevano una sfida. L’intenzione era quella di ottenere alunni perfettamente autonomi.   

Curiosamente, i vicini di Toru Kumon, osservando i miglioramenti ottenuti dal figlio Takhesi, chiesero a Toru di far applicare gli stessi metodi ai loro figli. In questo modo, nel 1958, questo professore di matematica aprì il suo primo ufficio ad Osaka, in Giappone, avendo raggiunto oggi più di 4 milioni di bambini in tutto il mondo.

I 4 pilastri del metodo Kumon

Affinché i bambini possano risolvere gli esercizi previsti dal metodo Kumon, oltre all’età e al livello scolastico, si deve incentivare la fiducia e l’interesse per lo svolgimento degli stessi da parte degli alunni. Per questo motivo, tale metodo si basa su 4 pilastri fondamentali.

Individualità secondo le capacità

Il voto non è un limite né l’obbiettivo nel metodo Kumon. Si cerca di fare in modo che ogni bambino riesca ad esplorare e sviluppare al massimo le sue competenze a seconda delle sue capacità individuali e personali. Per questo motivo, devono sforzarsi al massimo in modo graduale, per il puro piacere di imparare e sempre con sicurezza ed autocontrollo.

Imparare da autodidatta

Il metodo Kumon valuta prima di tutto la capacità del bambino di imparare a seconda degli sforzi compiuti. Ogni bambino risolve gli esercizi grazie allo sforzo personale, da autodidatta, arrivando alla soluzione attraverso un cammino da lui scelto.

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Evoluzione progressiva

Un altro pilastro sul quale si basa questo metodo è l’evoluzione progressiva. Il materiale è preparato in special modo affinché ogni bambino aumenti la complessità degli esercizi secondo il suo ritmo di apprendimento. Tutto questo è individualizzato e basato sulla capacità di comprensione e soddisfazione di ogni bambino.

L’educatore come osservatore

Anche l’educatore gioca un ruolo fondamentale nel metodo Kumon. E l’osservatore della capacità accademica di ogni bambino e della sua personalità. Adatterà il materiale alle abilità del bambino e parteciperà ai suoi progressi, incoraggiandolo a proseguire e a scoprire tutte le sue abilità.

Cosa ne pensate del metodo Kumon? Credete che sarebbe un buon modo per potenziare le abilità e le competenze accademiche dei vostri figli? Sono già molte le teorie che stimano che il miglior modo di apprendere sia quello naturale e graduale, a seconda delle capacità personali di ogni individuo. Questa metodologia si somma sicuramente a queste correnti che si sono dimostrate efficaci.