Miguel de Cervantes: biografia di un grande scrittore

09 novembre, 2020
La vita di Miguel de Cervantes è stata ricca di esperienze sorprendenti. Il “Don Chisciotte de la Mancia” è una delle più grandi opere della letteratura universale. Tuttavia, fu riconosciuto il suo grande valore solo molti anni dopo la morte dello scrittore.

I contributi importantissimi alla lingua castigliana e la sua impressionante opera letteraria fanno di Miguel de Cervantes una delle figure più affascinanti della storia. La vita del “manco de Lepanto” è interessante quanto le sue creazioni letterarie.

La sua opera più importante, Don Chisciotte della Mancia, è il testo più letto nella storia dopo la Bibbia. Si dice che Sigmund Freud abbia imparato lo spagnolo solo per leggere il libro nella sua lingua originale. Miguel de Cervantes, tuttavia, ottenne a mala pena pochi guadagni dal suo gigantesco contributo alla letteratura mondiale.

Come altri grandi scrittori della storia, Miguel de Cervantes non completò l’istruzione superiore né ebbe insegnanti importanti. In realtà, si sa molto poco sulla sua vita, soprattutto dei primi anni. Sulla sua opera, invece, sono state scritte migliaia di pagine e una quantità incalcolabile di saggi.

Miguel de Cervantes, il balbuziente

L’intera vita di Miguel de Cervantes è stata segnata dalle difficoltà finanziarie. Si ipotizza che sia nato il 23 settembre 1547, ad Alcalá de Henares. Era figlio di Rodrigo de Cervantes, uomo modesto che esercitava la professione di chirurgo senza mai aver completato gli studi. La famiglia si spostava in continuazione in cerca di fortuna. Ciò non permise a Miguel di ricevere una formazione scolastica continua.

Miguel de Cervantes era balbuziente, ma non si lamentava della sua condizione, anzi ci scherzava su. Era un grande appassionato di teatro e trascorse molte sere a vedere le opere di Lope de Rueda a teatro.

Si ritiene che a causa di problemi giudiziari lasciò la Spagna per trasferirsi a Roma, dove si arruolò nell’esercito. Divenuto soldato, partecipò alla battaglia di Lepanto nel 1571. Durante una battaglia navale contro i turchi, fu ferito alla mano sinistra con un archibugio. Da quel momento non poté più usare quella mano. Viaggiò in tutta Italia ed ebbe modo di conoscere la letteratura italiana.

Particolare del Pantheon di Roma.

Miguel de Cervantes, lo schiavo

Durante il viaggio di ritorno dall’Italia (dove aveva vissuto diversi anni), la nave su cui viaggiava fu attaccata dai pirati turchi. I turchi lo catturarono e lo vendettero come schiavo insieme al fratello Rodrigo che lo accompagnava. I due vissero in schiavitù per cinque anni ad Algeri finché la famiglia non raccolse i soldi per pagare il riscatto tramite un emissario mandato appositamente in Algeria per risolvere la questione.

Poco dopo il ritorno in Spagna, Cervantes si sposò con Catalina Salazar de Palacios. La famiglia di origine di Cervantes aveva grandi difficoltà economiche, motivo per cui iniziò a fare dei lavoretti presso uffici di basso livello.

A partire dal 1587 iniziò a svolgere il lavoro di commissario generale alle forniture, una posizione lavorativa minore, ma che gli permise di entrare in contatto con pittoresche figure che vivevano nei paesi in cui si recava per lavorare.

La sua vita matrimoniale non fu tra le più fortunate. Dopo due anni di matrimonio, a causa della sua posizione lavorativa, lui e la moglie si vedevano a malapena. Non avevano figli, anche se lo scrittore ebbe una figlia con una donna sposata (che riconobbe quando lei aveva sedici anni). Miguel de Cervantes, di fatto, non accennò mai alla moglie nelle sue note autobiografiche.

Libro antico con copertina blu.

Gli ultimi anni del genio

Nel 1597 venne arrestato con l’accusa di essersi appropriato di denaro pubblico. Fu proprio in prigione che nacque il seme di quella che sarebbe diventata la sua opera più importante, Don Chisciotte della Mancia. In quel periodo, aveva già pubblicato molti dei suoi lavori, in particolare romanzi brevi e opere teatrali. Sebbene i suoi lavori fossero sempre ben accolti, non gli portarono grossi guadagni.

L’unica immagine di Miguel de Cervantes è un autoritratto presente nel prologo delle Novelle esemplari: un uomo anziano e sdentato. Le immagini che conosciamo oggi sono solo un’approssimazione del suo vero aspetto.

Si dice che Miguel de Cervantes sia morto a causa del diabete a 68 anni. Aveva chiesto di essere sepolto nel convento dei Trinitari scalzi, congregazione che lo aveva aiutato quando era uno schiavo. Venne seppellito il giorno dopo della sua morta in una tomba senza una lapide e senza nome. Ancora oggi, non si sa dove si trovino i suoi resti.

Marín, L. A. (1948). Vida ejemplar y heroica de Miguel de Cervantes Saavedra (Vol. 1). Instituto Editorial Reus.