3 motivi per cui è importante coltivare la gentilezza

8 novembre 2017 in Psicologia 2825 Condivisi
Ragazza che pratica la gentilezza donando un cuore

La gentilezza cambia positivamente chi la pratica e chi la riceve. È un atto di amore e di rispetto che aiuta a creare una realtà più gradevole in cui cresce la speranza e prospera la felicità. Essere gentili è un modo per migliorare se stessi e gli altri.

Coltivare la gentilezza significa ben più che mostrare simpatia o empatia verso le altre persone, vuol dire seminare tenerezza, bontà e compassione, emozioni che ci spingono verso gli altri e a fare qualcosa per loro.

La gentilezza migliora lo stato d’animo

Essere gentili migliora il nostro stato d’animo e il nostro benessere. Un semplice atto di gentilezza può cambiare il nostro punto di vista, aprendo un varco nell’oscurità per trasformare la disperazione in speranza. Ci sono diversi studi che sostengono questa teoria.

Ad esempio, uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Oxford nel 2016 ha dimostrato che mostrarsi gentili con gli altri genera un piccolo, ma significativo miglioramento a livello di benessere personale.

Amiche che si abbracciano

Noi esseri umani siamo animali sociali e aiutare gli altri ci rende felici. Questa ricerca è giunta alla conclusione che proviamo una vera soddisfazione nell’aiutare le persone, probabilmente perché ci preoccupiamo in maniera genuina per gli altri e per il loro benessere.

Un’altra ipotesi dei ricercatori, che spigherebbe il motivo per cui essere gentili ci fa stare bene, è che le buone azioni sono un mezzo tramite il quale farsi nuovi amici e coltivare rapporti sociali.

C’è di più, sembra che essere gentili ci renda più felici e viceversa, ovvero essere felici ci rende più gentili. In questo senso, uno studio condotto presso l’Università Tohoku Gakuin ha dimostrato che la gente felice intensifica, mantiene e generalizza questo stato di gioia legato alla gentilezza.

Se vuoi che gli altri siano felici, sii compassionevole. Se vuoi essere felice tu, sii compassionevole.

Dalai Lama

Essere gentili migliora la salute

La gentilezza ha un impatto positivo sulla nostra salute, sia fisica sia mentale. Essere gentili scatena una cascata di vitalità grazie alle sostanze rilasciate dal cervello che si prendono cura del nostro stato d’animo e del nostro corpo.

Essere gentili ci mantiene in buona salute, riduce il rischio di malattie e disturbi di diversa intensità, fisici e psicologici. In questo senso, un atto di gentilezza spinge il corpo a produrre endorfine, gli analgesici naturali del corpo.

D’altra parte, i problemi di salute legati allo stress migliorano a seguito delle buone azioni. Diminuiscono i sintomi della depressione, migliora il contatto sociale, le ostilità si placano e si riduce anche la possibilità di isolamento, che potrebbe causare stress, fame emotiva, ecc.

Ragazza con atteggiamento positivo

Le buone azioni rafforzano il sistema immunitario. Secondo uno studio, diminuisce il rischio di sviluppare diabete, cancro e malattie cardiache e migliorano i livelli di anticorpi necessari a combattere le malattie.

A questo proposito, ricordiamo che la gentilezza protegge la buona salute cardiaca. Alcuni esperti affermano che mostrarsi gentili riduce la pressione arteriosa, creando il cosiddetto calore emotivo, che a sua volta favorisce la produzione di un ormone chiamato ossitocina.

L’ossitocina rilascia una sostanza chimica, l’ossido nitrico, che dilata i vasi sanguigni. La pressione arteriosa, quindi, diminuisce, per questo l’ossitocina è un ottimo cardioprotettore.

La gentilezza fomenta la lealtà e migliora i rapporti personali

La gentilezza è una grande alleata dei rapporti sociali a livello lavorativo, ma anche nella vita personale. La generosità genuina vince le ostilità, alimenta il rispetto e favorisce la comprensione reciproca.

La distanza emotiva tra le persone si accorcia, quindi ci sentiamo più vicini e uniti agli altri. In fin dei conti, siamo geneticamente predisposti a questo. I nostri antenati hanno dovuto imparare a cooperare gli uni con gli altri.

Mani che si stringono

Più forti erano i legami emotivi all’interno dei gruppi o delle comunità, maggiori erano le possibilità di sopravvivenza. Ecco perché si sono preservati i geni della bontà nel nostro codice genetico. In questo modo, quando siamo gentili con qualcuno, attiviamo quella connessione che ci consente di forgiare nuovi rapporti o di rafforzare quelli già esistenti.

Dato che la gentilezza influenza positivamente chi la pratica e chi la riceve, si crea un ambiente gradevole e tutti si mostrano disponibili a risolvere conflitti, giungere ad un accordo o a condividere esperienze gradevoli.

La gentilezza migliora significativamente la qualità di vita

Se la gentilezza diventa un’abitudine, soprattutto quando siamo giovani, migliora ogni cosa: siamo soddisfatti della vita che conduciamo, ci sentiamo realizzati e stiamo bene fisicamente. La gentilezza è contagiosa, quindi nel mostrarci gentili, miglioriamo anche la vita degli altri e permettiamo loro di migliorare la nostra.

Anche nei momenti difficili bisogna cercare di essere gentili con gli altri, ma è necessario esserlo prima di tutto con se stessi. Basta un gesto semplice per fare la differenza. Trattiamo bene gli altri e gli altri ci tratteranno bene. Trattiamoci bene e gli altri faranno lo stesso.

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