Nevrosi fobica o isteria d'angoscia

Chi soffre di nevrosi fobica ha una paura eccessiva di un oggetto, un'idea o una situazione specifica. Visti da una prospettiva psicoanalitica, non sono altro che simboli di ciò che si teme davvero.
Nevrosi fobica o isteria d'angoscia

Ultimo aggiornamento: 18 febbraio, 2021

Il primo a parlare di nevrosi fobica fu Sigmund Freud. Secondo il padre della psicoanalisi, questo disturbo faceva parte delle cosiddette nevrosi di transfert.

Freud definiva la fobia come una paura sproporzionata e la nevrosi fobica come un comportamento estremo assunto di fronte all’oggetto che provoca timore. Esistono innumerevoli fobie e possiamo affermare che qualsiasi oggetto potrebbe suscitare paura.

Una delle caratteristiche essenziali della nevrosi fobica è che può comparire nelle persone che riteniamo “normali”. Può essere accompagnata, inoltre, dalla cosiddetta nevrosi d’ansia. In quest’ultimo caso, la paura può apparire in qualsiasi momento ed essere molto invasiva.

“La paura è sempre pronta a vedere le cose peggio di quello che sono”.

-Livio-

Illustrazione di Sigmund Freud che legge un libro.

Lo stimolo e la nevrosi fobica

Per la psicoanalisi, lo stimolo che innesca la reazione di paura è solo una causa apparente. Questo significa che, per esempio, se un persona ha una fobia nei confronti delle farfalle, in realtà non teme le farfalle; alla base vi è un evento traumatico che la persona ha dimenticato.

In questo senso, l’oggetto che innesca la paura della nevrosi fobica è solo un simbolo della vera causa. Ad esempio, un bambino vede che qualcuno picchia suo padre. Il padre sanguina e alcune gocce gli macchiano il vestito. Il bambino potrebbe dimenticare questo evento e sviluppare una fobia per le camicie blu, il colore della camicia che il padre indossava in quell’occasione.

Bisogna sottolineare che il trauma non dipende necessariamente dalla reale gravità di una situazione. Nella mente di un bambino, fantasia e realtà sono spesso mescolate generando esperienze emotive molto forti.

Per esempio, un bambino sta aspettando che la madre o il padre lo vengano a prendere a scuola. Può capitare che ritardino. Durante questo lasso di tempo, il bambino potrebbe fantasticare che lo abbiano abbandonato. È possibile che in questa situazione diventi ipersensibile a stimoli “normali” come l’abbaiare di un cane o il volo di un insetto.

Una difesa psicologica

Perché nella nevrosi fobica ci si dimentica della situazione traumatica sostituendola con un oggetto che la simboleggia? Quali vantaggi si ottengono?

Una situazione diventa traumatica quando è improvvisa e inaspettata e la persona non ha, o crede di non avere, le risorse per affrontarla. In altre parole, ci si sente impotenti di fronte alla minaccia o al pericolo.

La mente, dunque, cerca di difendersi da quella assoluta impotenza cambiando l’ordine logico di ciò che è accaduto. Prende la paura e la riversa su qualcosa di esterno.

Sentire la paura dentro di sé è intollerabile. Spostarla su un altro oggetto diventa una strategia per evitare di sentirsi sopraffatti da una determinata situazione. Dimenticare, inoltre, è un’altra strategia per tenere lontano quella paura estrema.

Il disturbo fobico

Sigmund Freud non sviluppò del tutto il tema delle fobie e della nevrosi fobica. Oggi, in psicoanalisi, non si parla di fobia solo quando si prova una paura smisurata nei confronti di un oggetto specifico, ma anche in relazione a circostanze o idee. Per esempio, la paura di impazzire, di ammalarsi, ecc.

Oggi la psicoanalisi sostiene che non tutti gli eventi traumatici provochino fobie durante l’infanzia. Queste si relazionano con paure o ansie specifiche come la perdita di un oggetto amato, dell’amore o la castrazione.

Non è ancora noto perché i bambini più piccoli sviluppino fobie nei confronti di animali grandi, mentre i bambini più grandi sviluppino una fobia nei confronti di animali piccoli come gli insetti (entomofobia).

Ragazza disperata perché ha paura.

L’approccio clinico alla nevrosi fobica

La nevrosi fobica non è l’unico disturbo in cui sono presenti le fobie. Queste possono essere un sintomo di altri disturbi. A volte sono causate da un disturbo d’ansia in cui tale sensazione è costante o imprevedibile. In altre parole, non si ha solo paura di un oggetto, di un’idea o di una situazione specifica, ma anche di qualcosa di non specifico.

È possibile anche che le paure dipendano da un disturbo ossessivo-compulsivo. In questo caso, l’ansia è minore e tende a diventare ritualistica. Per esempio, chi ha paura dei germi tende a sviluppare una serie di rituali per difendersi da essi. Una persona con nevrosi fobica entra in parossismo quando viene a contatto con una possibile fonte di germi.

La caratteristica principale delle persone con nevrosi fobica è fuggire in presenza dello stimolo che provoca la fobia. Allo stesso modo, sentono continuamente il desiderio di controllare il mondo esterno. In realtà, desiderano tenere sotto controllo quello che hanno represso.

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  • Sopena, C. (2006). Mecanismos de defensa en las neurosis. Rev. Psicoanal, 47, 103-122.