Noia e intelligenza: che relazione esiste?

· 7 luglio 2018

Pensare che qualcuno che si annoia facilmente non sia capace di svagarsi o manchi di creatività è un errore. Secondo numerosi studi, la verità è che esiste una correlazione tra noia e intelligenza. In realtà, alti livelli intellettivi indicano minore noia.

Per quanto riguarda i bambini, alcuni atteggiamenti dei loro genitori possono soffocarli e sopraffarli. Ad esempio, la tendenza generalizzata a pensare che più attività extrascolastiche vengono inserite nella loro agenda (lingue, sport, cultura…), più impareranno (e più il loro futuro sarà promettente). Un altro errore.

La quantità di stimoli ricevuta da un bambino non deve essere inferiore a un certo livello, ma deve essere nutrito anche da molteplici relazioni affettive e personali. Tuttavia, costringerlo a fare troppe attività può generare una sovrastimolazione poco salutare.

Gli sforzi fatti da molti genitori fanno per mantenere i loro figli sempre occupati e organizzati in molti casi si gioca a sfavore del loro obiettivo. A volte bisogna sentir dire i bambini “mi annoio”, perché è in quel momento che possono usare le loro capacità creative e artistiche. Possono affrontare il vuoto del “E ora, cosa faccio?”

Bambino che si annoia

Da cosa può nascere la noia?

Alcuni compiti ci causano grande insoddisfazione; quando li completiamo o li ripetiamo molto spesso, possiamo sentire un profondo senso di vuoto e desiderio di cambiare e fare qualcosa di diverso.

Se si tratta di una situazione occasionale, questo stato è un segnale o uno strumento che ci avvisa che la nostra motivazione sta vacillando. Ad esempio, può essere un segnale associato a un minore interesse per il lavoro che stiamo facendo. Tuttavia, questo sentimento di solito non ci paralizza, tutt’altro. Ci spinge a cercare un’altra attività che ci diverte e ci apporta maggiori benefici.

Alto coefficiente intellettivo, meno noia

Il rapporto tra noia e intelligenza viene rivelato da una ricerca pubblicata sul Journal of Health Psychology. In essa si afferma che le persone con un QI alto si annoiano meno facilmente. Ciò si deve al fatto che trascorrono buona parte del loro tempo concentrati sui loro pensieri, cosa che li mantiene impegnati, motivati ​​e stimolati.

Al contrario, chi non possiede elevate capacità intellettive ha bisogno di un numero maggiore di attività che in qualche modo guidino la sua attenzione e con cui possa “riempire” la sua giornata e stimolare la sua mente, come fare sport. Attenzione, però, questo non significa che le persone intelligenti non amino o non apprezzino socializzare o fare attività fisica.

Un’altra ricerca segue la stessa linea. In questo caso è stata realizzata dalla Singapore Management University e dalla London School of Economics and Politics Science. Questo studio afferma che le persone più intelligenti preferiscono dedicare lunghe ore ai loro scopi e obiettivi piuttosto che socializzare. Buffo, no?

Ragazza che corre

Noia e intelligenza nei bambini con elevate capacità intellettive

Nel caso di bambini superdotati, la situazione esposta è invertita. Bambini precocità nell’apprendimento e con elevate capacità intellettive tendono ad annoiarsi molto spesso se non si trovano in classi speciali e adatte ai loro bisogni educativi.

Lo sviluppo cognitivo di questi bambini è superiore alla media dei loro coetanei, pertanto se il ritmo delle lezioni è inferiore a quello di cui hanno bisogno per progredire, sorgono la noia e la pigrizia.

Il loro atteggiamento in classe è così volto alla ricerca di svago continuo e si distraggono con estrema facilità. Non stanno attenti, non fanno i compiti e sono svogliati prima, durante e dopo la scuola. Tendono a essere molto critici nei confronti dei loro insegnanti e spesso mostrano prestazioni scolastiche di scarso livello.

Come vediamo, tra noia e intelligenza esiste una stretta correlazione, ma dobbiamo anche ricordare che non tutti i bambini si comportano allo stesso modo o si annoiano allo stesso modo. Naturalmente ci sono bambini molto capaci che non si stancano né si distraggono, così come altri il cui QI è al di sotto dei livelli considerati normali e si annoiano molto. Viva le differenze!

Salute, noia e intelligenza

La noia nei bambini con elevate capacità può avere gravi ripercussioni sulla loro salute fisica e mentale. Può anche generare gravi disturbi sociali, comportamentali e cognitivi. Ad esempio, può causare serie difficoltà di adattamento e integrazione nel gruppo di pari e sentimenti di frustrazione e impotenza che, negli anni, si trasformano in incompetenza e ansia.

Queste condizioni possono essere aggravate se i professionisti dell’infanzia confondono la noia data dall’alta intelligenza con altri disturbi o patologie. Ad esempio con il ADHD, che genera anche una mancanza di concentrazione in classe, o con problemi di apprendimento o alterazioni della personalità.

Bambina che si annoia

Negli adulti, se la noia è estrema e molto frequente, può causare seri problemi. Come indicato da James Danckert, uno dei più grandi esperti in questo campo, se sperimentiamo la noia in questi termini, è probabile correre un rischio maggiore di sviluppare depressione, ansia o comportamenti di dipendenza. Questa situazione può trasformarsi anche nella causa di un disturbo ossessivo-compulsivo o di diverse somatizzazioni, in quanto ha un potente effetto negativo sulla salute fisica e psicologica.

Essere annoiati di tanto in tanto, invece, può farci bene. Quando siamo troppo saturi, ci perdiamo quei piccoli momenti di “dolce far nulla”. Momenti da dedicare a noi stessi, utili per liberare la mente e prestare attenzione ai nostri pensieri interiori, che potrebbero anche avere qualcosa da dirci.