Cosa possono fare i genitori dei bambini con ADHD?

Cosa possono fare i genitori dei bambini con ADHD?

Ultimo aggiornamento: 21 maggio, 2017

Al giorno d’oggi si parla spesso dell’ADHD, ovvero il disturbo da deficit di attenzione ed iperattività. A molti bambini viene diagnosticato questo disturbo e vengono trattati di conseguenza, ma il dibattito è ancora acceso. L’ADHD esiste davvero? E a quanti bambini viene diagnosticato quando, in realtà, non ne sono affetti?

Il punto è che la valutazione e la diagnosi devono essere fatte da esperti con le apposite qualifiche, che siano in grado di interpretare il caso e i criteri diagnostici.

Una volta formulata la diagnosi dell’ADHD, la domanda è: cosa possiamo fare in quanto genitori? Diciamo che si tratta di certo di una situazione a noi nuova, che può provocarci un forte malessere. È normale non saper bene come agire in questi casi, quindi continuate a leggere e scoprite che cosa potete fare.

“Dove c’è educazione, non c’è distinzione tra le classi”.

(Confucio)

Qual è la prima cosa da fare se vostro figlio è affetto da ADHD?

La cosa più importante è informarsi. Dopo una valutazione psicologica adeguata e una diagnosi corretta, dovete capire cosa succede a vostro figlio. Come? Esprimendo tutti i vostri dubbi agli psicologi e ai medici che parteciperanno al trattamento del bambino.

Ma non è tutto, potete anche leggere al riguardo. È importante cercare fonti affidabili. Dovete fare attenzione a quello che leggete in giro, perché a volte un contenuto scritto solo per speculare può essere preso per vero.

In questo modo, riuscirete a comprendere cosa succede al vostro bambino e, di conseguenza, lo capirete meglio e vi farete un’idea più obiettiva delle difficoltà specifiche a cui va incontro. Così, sarete più motivati nel percorrere il cammino che avete davanti.

Vi consigliamo di raccogliere tutte le informazioni possibili, in modo da mettere in pratica le tecniche più adeguate per aiutare vostro figlio.

“Dimmi e lo dimenticherò, insegnami e lo ricorderò, coinvolgimi e lo imparerò”.

(Benjamin Franklin)

Stabilite regole familiari

Finché il bambino è piccolo, cercate di farlo muovere in ambienti ordinati. Questo vuol dire non solo una stanza ordinata, devono esserlo anche la routine o il modo in cui accede alle informazioni.

Prendendosi cura dell’ordine, spingerete il bambino ad acquisire abitudini quotidiane relative al sonno, all’igiene e all’alimentazione. È anche positivo che svolga giochi che stimolino la sua attenzione, come i puzzle.

Oltre all’acquisizione di abitudini quotidiane, è indispensabile insegnargli a rispettare le norme. Sia i bambini sia gli adolescenti affetti da ADHD devono sapere cosa vi aspettate da loro; pertanto, dovete giungere ad un accordo a proposito delle regole da seguire in casa e spiegare loro le conseguenze qualora non le rispettassero.

È molto importante che i genitori imparino a dare ordini, a fare richieste o a dare ricompense in un ambiente di fiducia. A questo fine, dovete chiamare vostro figlio per nome quando è vicino a voi e guardarlo negli occhi; in questo modo, vi assicurerete la sua attenzione e sarete certi che i messaggi gli arriveranno efficacemente.

Le richieste che gli porrete dovranno essere formulate con un tono mite, con istruzioni chiare e precise che spieghino cos’è importante e cosa secondario. Vi consigliamo, inoltre, di chiedergli una cosa per volta.

Se fate più richieste insieme, e magari anche contraddittorie tra loro, confonderete vostro figlio. Dovete evitare di alzare il tono della voce, di fare prediche e di usare il contatto fisico. Infine, dovrete domandare a vostro figlio di ripetervi la vostra richiesta – se possibile con altre parole – e assicurarvi che vi abbia compresi. Questo modo di comunicare può sembrare forzato, ma con la pratica vi risulterà più naturale.

Come fomentare i comportamenti positivi e ridurre quelli negativi?

Una volta stabilite le regole della casa e raggiunto un accordo con il vostro partner su cosa vostro figlio può fare e cosa no, dovete fare in modo che il bambino compia queste indicazioni. Affinché i piccoli cambino il loro comportamento, dovete rinforzare le loro azioni positive ed estinguere quelle negative.

“Due eccessi vanno evitati nell’educazione della gioventù: la troppa severità e la troppa dolcezza”.

(Platone)

Per rinforzare i comportamenti positivi, dovete trovare ricompense significative per i bambini. Possono essere tangibili, ma ricordate che l’approvazione sociale è un rinforzo molto utile. Tant’è che se lodate vostro figlio dopo che ha fatto qualcosa di positivo, lo spingerete a ripetere quell’atto.

Per complementare questa tecnica, potreste avvalervi di un meccanismo a punti: il bambino riceverà dei punti ogni volta che fa qualcosa di positivo. A fine giornata o settimana, potrete sommare i punti per attribuirgli una ricompensa. Se decidete di fare uso di questa tecnica, è importante che le regole e i premi vengano stabiliti chiaramente in precedenza.

Tuttavia, oltre a rinforzare i gesti positivi, dovete cancellare quelli negativi. Come? Non badando ai comportamenti che vi infastidiscono. Per ridurli, potete avvalervi del castigo: potete dare al bambino qualcosa che non ama, come un rimprovero, potete fargli perdere qualcosa che si era guadagnato in precedenza o potete sottrarlo da una situazione per lui piacevole, per esempio il tempo passato guardando la tv.

È molto importante che la punizione sia proporzionata a ciò che ha commesso il bambino, così come è importante che questi capisca perché è stato punito e cosa ci si aspetta da lui. La punizione deve essere applicata subito e non va accompagnata dalla violenza fisica né da un rimprovero troppo aggressivo. Dovete mettere in pratica tutte queste regole in modo costante perché, se lo farete un giorno sì e uno no, le renderete inefficaci e non otterrete un miglioramento nel comportamento di vostro figlio.

Immagini per gentile concessione di Thought Catalog, Alexander Dummer y Tina Floersch


Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.