Non è quello che avete a definirvi, bensì quello che siete

· 28 agosto 2016

Quando qualcuno definisce se stesso, tende ad iniziare la frase con “Io sono…”. Io sono uno psicologo, un cuoco, un coccolone, un brontolone; ma non è vero: chi si descrive così, si dimentica di molte altre cose.

Nessuno è totalmente psicologo, né totalmente cuoco o coccolone o brontolone. Queste sono solo caratteristiche specifiche che emergono in certi momenti della vita, ma non definiscono una persona.

È molto più corretto dire “A volte pratico la psicologia, altre volte preparo piatti squisiti, spesso sono molto affettuosa, ma capita anche che brontoli un po’”.

In caso contrario, non ci presentiamo globalmente, ma come se la parte di noi di cui stiamo parlando costituisse il nostro Io completo. Sono solo porzioni della nostra persona, che è ben più complessa.

Il dottor Albert Ellis, padre della terapia razionale-emotiva, ci insegna che è meglio utilizzare il verbo avere che il verbo essere, cosa che porta a valutare comportamenti specifici o azioni concrete e non la persona nella sua totalità.

Non è la stessa cosa dire “A volte ho avuto momenti di incomprensione con mia moglie” che dire “Sono un perfetto idiota quando dialogo con mia moglie”.

Colui che tende a valutarsi in modo globale avrà un’autostima molto più bassa rispetto alle persone consapevoli del fatto che un atteggiamento, una qualità o un attributo particolare non le definisce come esseri umani.

Che cosa vi definisce?

Accettarsi in modo incondizionato, come propone Ellis, vuol dire non cadere  nell’errore di definirsi in funzione alle caratteristiche esteriori, superflue o temporanee, come ad esempio il fisico, la fama, il successo, i soldi o lo status sociale.

Difatti, le persone devono imparare ad accettarsi mettendo ai margini tutte queste caratteristiche: devono amarsi incondizionatamente perché sono esseri umani.

ragazza su binario

Secondo Ellis, tutti gli esseri umani sono dotati dello stesso valore, indipendentemente dalle qualità o dai difetti, dato che è impossibile calcolare il valore di una persona. Non esiste una regola per poterlo misurare, anche se, purtroppo, nella nostra cultura si sostiene che una persona vale più o meno di un’altra sulla base di alcuni suoi aspetti o possedimenti.

Ciò non fa altro che portarci a fare paragoni assurdi con gli altri, facendo precipitare la nostra autostima sotto i tacchi e subordinando la nostra felicità a quello che dovremmo e non dovremmo avere. Esiste una miriade di patologie legate alla mancanza di accettazione incondizionata!

Immaginatevi un individuo che si paragona ad un altro perché questi ha ottenuto un successo professionale di gran lunga superiore a lui. Egli sta dando un’importanza così grande al successo in ambito lavorativo, che si fa completamente definire da esso, anche se in realtà è solo una delle aree della sua vita.

Se potessimo leggergli la mente, di certo vi troveremmo pensieri irrazionali del tipo “sono un buono a nulla”, “non ce la farò mai”, “sono un inetto perché non ho ottenuto nulla nella vita”, ecc.

Questa persona si sentirà molto sfortunata; getterà la spugna, smetterà di combattere per ciò che vuole e riaffermerà la sua bassa autostima.

due pezzi di puzzle

Tutto ciò non sarebbe successo se si fosse accettato in  modo incondizionato. I suoi pensieri sarebbero stati molto più razionali, ma non necessariamente positivi: “Non ho raggiunto quell’obiettivo, ma posso contare su tante altre cose importanti nella vita”, “solo perché lui ha più successo, non vuol dire che io sia un incapace”, “il mio valore personale non viene misurato in promozioni lavorative”, ecc.

Valuterete gli altri nello stesso modo in cui valutate voi stessi

Per accettarvi in modo incondizionato, dovete accettare in modo incondizionato anche gli altri. Il trucco sta nel non essere troppo taccagni né troppo generosi nell’attribuire valore, qualunque sia la persona che vi trovate davanti. Una persona poco aggraziata, una molto intelligente, una famosa o un senzatetto che vive all’angolo della strada… Valgono tutti allo stesso modo.

Questo punto è molto importante perché migliora notevolmente le relazioni con gli altri. Se non giudichiamo, se non valutiamo gli altri per quello che fanno, non lo faremo nemmeno con noi stessi, liberandoci da quell’enorme pressione che spesso ci auto-infondiamo.

ragazza che si guarda allo specchio

Alcune strategie che potete mettere in atto con gli altri sono: non essere troppo esigenti e non tentare di cambiare l’altro, perdonare e comprendere che tutti commettono degli errori ogni tanto, non giudicare gli altri con termini globali, ma badare solo al comportamento specifico che hanno avuto con voi, e amare le persone per il semplice fatto che sono esseri umani come voi.

Queste tecniche avranno riscontri positivi su di voi, perché adotterete l’abitudine di accettare in modo incondizionato e non sarete più troppo esigenti né con gli altri né con voi stessi né con la vita in generale; godrete così di emozioni molto più sane. E non dimenticatevi che è quello che siete a definirvi, non quello che avete.