Non sono cambiato: non sono come ti aspettavi

· 12 agosto 2016

Non sono cambiato, in realtà non mi hai mai conosciuto. Hai dato troppe cose per scontato, hai creato un amore a modo tuo e io ho dovuto adattarmi, come si adattano i fiori alle crepe delle rocce senza poter mettere radici. No, non sono cambiato e di fatto sono contento di non essere come ti aspettavi: fragile, senza luce, obbediente…

Magari quest’immagine ti è familiare. Gli esperti in relazioni affettive dicono che la maggior parte di noi ha una sorta di manuale riguardo a ciò che dovrebbe essere l’amore. Arthur C. Clark, scienziato e famoso autore di romanzi di fantascienza, era persino convinto che gran parte delle persone si innamorino di partner che non esistono. Sono solo degli schermi su cui proiettare sogni, illusioni e necessità personali.

Non sono cambiato, sono cresciuto. Non sono la persona che ti aspettavi perché mi hai costretto ad adattarmi al tuo egoismo. Dici che sono cambiato, ma in realtà non sono mai stato l’essere docile che immaginavi.

Una cosa da tenere in considerazione per quanto riguarda questi rapporti di coppia basati sulla disuguaglianza e sulle false attribuzioni è che, a volte, esiste tutt’altro tipo di meccanismo basato sulla proiezione psicologica. “Ti faccio credere che tu sia debole per poterti così controllare e non affrontare la mia bassa autostima e la mia incapacità di coltivare rapporti basati sul rispetto e sull’uguaglianza”.

Si tratta di un tema molto complesso e interessante che vi invitiamo ad approfondire insieme.

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Non sono cambiato, in realtà non sono mai stato come ti aspettavi

Erich Fromm diceva che l’amore maturo è quello in cui esiste un legame tale per cui si preservano l’integrità e l’individualità di ciascun membro. Questo concetto, che lo si voglia o meno, non sempre si realizza. Di fatto, è curioso vedere che, nonostante molte persone decidano di avere un rapporto amoroso, queste non conoscano davvero a fondo se stesse. Queste persone non hanno scoperto le loro barriere emotive, non hanno fatto uscire le loro paure e vinto il timore più grande, quello della solitudine.

Forse è per questo motivo che, invece di “compagni di vita”, molte persone cercano dei “prigionieri”, le rose per le loro spine, il cuscino del loro vuoti e il conforto per la loro tristezza. Non ha importanza, dunque, cosa pensi o provi il partner, perché ciò che vige per queste persone è l’equilibrio infantile e tirannico che vuole che tutte le loro esigenze vengano soddisfatte.

Nessun vincolo del genere, nessun tentativo di allineamento può durare a lungo. Le proiezioni che gli altri vogliono indurre in noi rispondono senza dubbio alle loro carenze, alla loro idea auto-costruita di ciò che dovrebbe essere l’amore perfetto.

Tuttavia, nessun amore è perfetto, l’amore vero è quelle che “è” e “lascia essere”, che non cerca di cambiare perché ama una persona per quella che è, per come si riflette allo specchio, per il suo modo di pensare e per quella complicità autentica che, nella coppia, forma la migliore delle melodie.

Ragazzo-che-suona-il-flauto

Il disamore e i veri “compagni di viaggio”

L’amore non dovrebbe cambiare, il suo scopo dovrebbe essere sempre quello di farci crescere per superare un’altra fase della vita in termini di equilibrio personale. Di fronte alla classica domanda “può una persona cambiare in un determinato momento?”, la risposta è sì, soprattutto nei contesti affettivi con aspetti traumatici.

 No, non sono cambiato, grazie a te ho imparato.

Fattori come il maltrattamento fisico, il ricatto emotivo, la manipolazione o anche il disinganno o lo stesso disamore possono “spegnere” molti dei nostri entusiasmi, far “vacillare” molti valori che davamo per scontati o farci perdere la forza della nostra personalità, quindi in qualche modo ci obbligano ad abbandonare lo spazio vitale in cui siamo rimasti per anni.

Groviglio-di-emozioni

Non è l’ideale. Dobbiamo sempre lottare per la nostra identità, per i nostri valori e per la bandiera dell’autostima che è la patria della nostra essenza e dei nostri punti di forza. L’amore è “essere” e “lasciar essere”, rispettare le individualità, come diceva Fromm, e per questo è necessario scegliere in modo saggio i compagni di viaggio, tenendo conto di alcuni aspetti fondamentali:

  • Affinità emotiva. Sappiamo che l’amore non sempre si sceglie, la maggior parte delle volte arriva quando meno lo aspettiamo. Per questo motivo, bisogna fare attenzione al linguaggio delle emozioni e scoprire se condividiamo la stessa sintonia basata sulla reciprocità e sull’empatia.
  • Compatibilità intellettuale. Ha a che vedere innanzitutto con la complicità e l’amicizia, con la possibilità di condividere spazi ed interessi. Godersi lunghe ore di conversazione in cui tutto scorre e gli occhi si sorridono.
  • Anche la compatibilità fisica è essenziale. È quell’area più pura e istintiva, basata sul desiderio, sulla sessualità, su quella magia che si crea tra le lenzuola.
  • La compatibilità spirituale è legata ai valori, ai sogni, alle aspirazioni e al modo unico di interpretare il mondo che ognuno di noi ha. È una dimensione più intima, dove scopriamo un’altra persona che ci capisce e che, a sua volta, si inserisce perfettamente nei nostri progetti di vita per diventare il nostro migliore compagno di viaggio. Un amico del cuore.