Non chiudetevi in voi stessi, uscite allo scoperto

· 16 luglio 2016

È vero che ogni individuo ha la sua personalità; alcuni sono molto espressivi, altri, invece, preferiscono essere più riservati. Questi tratti di personalità non sono un problema di per sé, a meno di non perdere l’equilibrio. Se non riuscite ad essere discreti quando la situazione lo richiede o andate in panico quando siete da soli, allora c’è un problema. C’è un problema anche quando vi chiudete in voi stessi e vi è quasi impossibile mostrarvi per quello che siete.

C’è chi crea un’armatura invisibile intorno a sé e finisce per nascondersi dal resto del mondo. Come una lumaca che si rifugia dentro la sua conchiglia ed evita qualsiasi contatto diretto con la realtà. Queste persone diventano invisibili agli occhi degli altri e il loro comportamento, eccessivamente auto-protettivo, può generare grandi difficoltà.

Non è stata ancora inventata la pillola che allevi i sintomi della solitudine e l’isolamento che provoca alla fine della giornata.
John Katzenbach

Essere una persona riservata non vuol dire essere sommersi in una sorta di isolamento emotivo. Nel primo caso, la persona esprime quello che prova solo con chi ha confidenza o conosce da tempo. Nel caso dell’isolamento emotivo, c’è un marcato interesse a non permettere agli altri di conoscere i sentimenti che si provano oppure l’impossibilità di comunicarli. Ed è a questo punto che la situazione si fa preoccupante.

Cosa vi impedisce di uscire allo scoperto e di entrare in contatto con il mondo?

L’isolamento emotivo è, innanzitutto, una manifestazione di paura. Si rifugge il contatto con gli altri perché prevale l’idea che avvicinarsi troppo a loro significa diventare vulnerabili, poter soffrire. Un’altra credenza sbagliata è quella di non avere alcuna risorsa né possibilità per affrontare questa presunta minaccia o per elaborare la sofferenza che ne potrebbe derivare.

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Questo tipo di isolamento è molto comune nelle persone che hanno subito aggressioni o violenze da parte di altri. In generale, hanno vissuto un’esperienza di vittimizzazione, vale a dire, di forte impotenza di fronte ad un atto violento. Questo provoca un trauma che, se non viene trattato tramite terapia, finisce per sfociare nell’isolamento emotivo, tra le tante situazioni possibili.

La persona che si isola ha un concetto negativo di se stessa. In un modo o nell’altro non sente di meritare un posto all’interno di un gruppo sociale. È possibile che si vergogni dei suoi sentimenti e per questo è convinta che sia impertinente esprimerli. Allo stesso tempo, dà troppo valore agli altri: ne teme l’opinione, l’ira o le reazioni.

L’isolamento emotivo può avere diversi gradi di intensità ed esprimersi in forme diverse. A volte la paura è tale che la persona sa che ciò che le impedisce di uscire allo scoperto è proprio quel timore. Altre volte, invece, la situazione peggiora con atteggiamenti di disprezzo verso gli altri, con comportamenti asociali o totale indifferenza verso gli altri.

Dall’isolamento emotivo all’isolamento sociale

È quasi logico che tutti abbiano una certa riserva nell’esprimere le proprie emozioni, i propri sentimenti, pensieri o sogni. Diventa un vero e proprio problema quando non si riesce a manifestare in alcun modo e in alcuna circostanza quello che si ha dentro di sé. A questo punto si può dire che esiste l’isolamento emotivo, vale a dire, una situazione in cui ciò che una persona prova rimane nascosto dentro di lei.

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In molte occasioni, questo tipo di situazioni si sopportano senza che ci siano particolari conseguenze negative. Semplicemente ci si disconnette dagli altri, si parla solo di argomenti superficiali e si mantiene un comportamento standard nelle diverse circostanze oppure si adottano atteggiamenti stereotipati. In questo modo, la persona in questione si adatta al suo ambiente, ma non vi entra mai in contatto.

In altri casi, l’isolamento emotivo porta anche all’isolamento sociale. La persona decide di evitare il contatto con gli altri e passa giorni interni senza parlare con nessuno, chiusa in casa, scappando da qualsiasi possibilità di incontrare qualcuno. In queste condizioni, è facile arrivare ad uno stato di depressione o di ansia, anche se è frequente che questi stati esistano già prima di arrivare all’isolamento.

I vincoli dell’intimità sono assolutamente necessari per mantenere una buona salute mentale. Tutti noi esseri umani abbiamo bisogno di sviluppare relazioni basate sulla fiducia, in modo da emergere la parte più autentica di noi stessi e sentirci davvero in connessione con il resto del mondo.

Ogni persona deve evolvere dal punto di vista individuale e sociale per poter dire di aver vissuto la vita come un’esperienza piena e soddisfacente. Per questo motivo, se avete la tendenza a chiudervi in voi stessi, forse è il caso che vi chiediate perché succede questo. Non abbiate paura, uscite allo scoperto.

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Immagini per gentile concessione di Christopher Cuseo.