Non ho bisogno di nessuno che mi dica come essere felice

6 maggio 2016 in Psicologia 0 Condivisi

La felicità non si nasconde dietro formule magiche, né tanto meno dietro la saggezza di chi crede di sapere tutto e di avere il diritto di dirci che strada prendere e quali persone evitare. Essere felici significa prendersi cura di se stessi per essere autentici artefici del proprio destino, in libertà e responsabilità.

Tutto quello che siamo, tutto quello che abbiamo, è la conseguenza di una seria di scelte personali. Ascoltare o farsi consigliare è sempre positivo, ma, se permettiamo che siano sempre gli altri a regolare le nostre decisioni, diventeremo degli attori di comparsa nel teatro della nostra stessa esistenza.

Io scelgo come essere felice, sono io l’unico responsabile delle mappe personali che disegnano la mia essenza, quelle in cui ogni errore commesso o obiettivo raggiunto è il riflesso di tutte le mie responsabilità.
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A titolo informativo, vi riveliamo che negli anni ’40 è stato condotto lo studio più famoso e più prestigioso sulla felicità. Le conclusioni a cui è giunto il “Grant Study” affermano qualcosa che quasi tutti possiamo intuire da soli: amare ed essere amati è, per molte persone, la chiave della felicità.

A questo punto, vogliamo che riflettiate su un altro aspetto: la necessità di volersi bene per essere capaci di scegliere e di costruire il proprio percorso in libertà.

ragazza alza le mani al cielo

Essere felici è un sottile equilibrio tra il controllo e la libertà

Quello che rende felici i vostri genitori o i vostri amici non necessariamente rende felici anche voi. Ogni persona è un mondo e in ogni mondo ci sono delle regole, un modo di pensare, di sentirsi e di arricchirsi emotivamente. La chiave sta nel trovare il proprio “elemento”, quella motivazione carica di significato da fare propria.

Lasciate scorrere: non aggrappatevi agli altri, accettate il fatto che ogni cosa avviene a suo tempo e che è meglio camminare liberi piuttosto che essere incatenati a ciò che non potrà mai essere: andate avanti tranquilli, sicuri di voi stessi.
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Mihály Csíkszentmihályi è una classica figura di riferimento nello studio della felicità. Ritiene che più che aspirare ad essere felici dovremmo concentrarci su ciò che egli chiama “esperienza ottimale”, vale a dire, quel benessere in cui la mente e le emozioni sono in armonia, in cui le situazioni sono sotto controllo e semplicemente ci lasciamo trasportare o scorrere.

Vediamolo più in dettaglio.

Donna-in-acqua

La felicità è controllo e libertà allo stesso tempo

  • Le esperienze ottimali sono quelle in cui proviamo piacere ad esercitare il totale controllo su una determinata attività. Ci sentiamo competenti e guidati da un’elevata motivazione intrinseca.
  • Nel corso di queste esperienze ottimali, possono verificarsi errori, imprevisti o svolte inaspettate, non c’è alcun dubbio, ma la sensazione di essere “liberi” per poter ricominciare ci conferisce una grande sensazione di auto-efficacia e… felicità.

La capacità di “scorrere”

Csíkszentmihályi è il massimo esponente dello stato di “flow”, scorrere, uno stato di consapevolezza emotivamente positivo, caratterizzato da:

  • Essere impegnati con la mente e con il cuore in quello che facciamo, ovvero vivere il “qui ed ora”.
  • L’ego rimane disattivato e raggiungiamo un equilibrio interiore quando realizziamo e sentiamo cosa che ci definiscono davvero, che sono in armonia con le nostre capacità, le nostre emozioni e le nostre conoscenze.
  • Ora, questa calma si spezzerà immediatamente se perdiamo il controllo e ci lasciamo trasportare dagli ordini o dalle opinioni altrui. Allora, invece di scorrere, rimaniamo in una fase di stallo. Non c’è movimento né equilibrio, quello che proviamo è una totale disconnessione con noi stessi, con la nostra essenza.

bambina rincorre le stelle

Quello che NON vi serve dagli altri per essere felici

Se riduciamo la nostra ricerca della felicità solamente all’aspirazione di amare e di essere amati, svilupperemo un attaccamento malsano in cui qualsiasi delusione, assenza o disinganno porteranno ad una grave crisi personale.

Ancora una volta, bisogna parlare di equilibrio, di stabilire relazioni mature e consapevoli in cui permetterci di “scorrere”, liberi da regole ferree, da dipendenze o da timori. Perché se c’è qualcosa che dobbiamo avere ben chiaro è che la felicità è prima di tutto assenza di paura.

Dato che la maggior parte di noi sa cosa cerca nelle persone per stare bene, dobbiamo riflettere ora su ciò di cui NON abbiamo bisogno dagli altri per essere felici.

  • Non abbiamo bisogno della loro approvazione, è una fonte di sofferenza non necessaria.
  • Non dobbiamo farci “trasmettere” le paure altrui. Gli atteggiamenti limitanti possono trasmettersi dai genitori ai figli o in una coppia e questo porta a farci pensare di non essere persone capaci o adatte alla vita.
  • Non dobbiamo fissare traguardi non nostri. Le aspirazioni degli altri non ci definiscono, non sono nostre, quindi sarà sempre meglio trovare il nostro “elemento”, la nostra motivazione e renderla il motore che dia forza ai nostri sogni e alle nostre speranze quotidiane.
Essere felici non è un sentimento, ma la decisione di camminare senza paura e in armonia con gli altri mentre ci prendiamo cura di noi stessi.
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