Non è mai troppo tardi

· 13 novembre 2015

“Ricomincia, il gioco non è ancora finito. Ricomincia, non far spegnere il fuoco. C’è ancora molto da camminare. Domani è un altro giorno di sole. Ricomincia.”

(Alejandro Lerner)

Il tempo e la sua gestione sono concetti molto relativi. Ogni cultura, e persino ogni persona, li classificano in tappe ben delimitate, ma, ciononostante, è impossibile dar essi una concezione assoluta.

Fino a dove arriva l’infanzia? Prima si diceva che arriva fino ai 7 anni, cioè quando si ottiene “l’uso della ragione”. Ora sappiamo che può arrivare fino ai 90 anni, anche se il corpo non lo sa.

Così come a volte ci sono ragazzini di 10 anni che si pongono domande trascendentali a proposito del mondo e del senso della vita, esistono anche persone di 70 anni che si arrabbiano se qualcuno si rifiuta di dar loro del cioccolato.

Fino a qualche decina di anni fa, le persone a 20 anni erano pronte per sposarsi e formare una famiglia. Oggigiorno, questa pratica viene considerata un po’ esagerata.

Se esaminiamo quel che accade nella realtà, possiamo concludere che non è mai troppo presto né troppo tardi per le esperienze della vita.

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La routine e i cambiamenti

L’espressione “asino vecchio non prende lezioni” è valida solamente per gli asini, non per gli umani.

Siamo dotati di un cervello con infinite possibilità. È vero che con gli anni diventa più lento, ma non si fa mai completamente inefficiente, tranne che al momento della morte.

Spesso la nostra vita non corrisponde a quella che desideriamo. È facile lasciarsi afferrare dalla routine e dagli impegni e pensare che vivere significhi portare avanti il lavoro, mantenere una famiglia mediamente felice e avere un po’ di tempo libero.

Anche se la maggior parte delle persone desidera imparare a suonare uno strumento, innamorarsi, o fare un viaggio straordinario, ritiene che il momento per realizzare tutti questi sogni sia già passato.

La routine rimane inalterata e noi lavoriamo molto di più per mantenerla intatta che per romperla. Ma la vita è dinamica e, a volte, sopraggiungono cambiamenti che non avevamo previsto.

Si presenta una crisi economica e perdiamo il lavoro. Nostro marito ci chiede il divorzio o annuncia di voler lasciare la casa. Muore una persona importante per noi o appare un nuovo strumento tecnologico che ci fa sentire come degli analfabeti.

Questi cambiamenti ci ricordano che il tempo non è una linea continua e ascendente. Non solo, ci dicono anche quante cose potremmo fare o diventare; la pagina successiva della nostra vita è completamente in bianco.

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Possiamo sempre innovarci

L’aspetto positivo delle crisi è che ci obbligano ad esaminare le diverse direzioni che può prendere la nostra vita. A volte, è semplicemente impossibile riprendere lo stile di vita che avevamo adottato precedentemente, a causa di un fattore esterno che ce lo impedisce o perché sentiamo di non poter più vivere come stavamo facendo.

In questi momenti di cambiamento, può apparire una sorta di meravigliosa follia che abbiamo sempre avuto dentro di noi. E allora ci chiediamo “Perché no?”.

Perché non andare a cercare quella persona dalla quale ci eravamo allontanati, ma che continua ad occupare uno spazio importante nelle nostre vite? Perché non lasciare una volta per tutte quel lavoro che non augureremmo di svolgere neanche al nostro peggior nemico? Perché non impariamo a suonare il pianoforte, come abbiamo sognato tante volte? Perché non apriamo il cuore a un nuovo amore e lo cerchiamo in ambienti fino ad ora a noi sconosciuti?

Quando si tratta di innovarsi, la cosa importante è prendere la decisione.

Tendiamo ad attaccarci più del dovuto allo stile di vita che conduciamo. Facciamo fatica a credere che si possa vivere in modo diverso.

Non abbiamo idea di fino a che punto possiamo arrivare quando in noi arde la fiamma del desiderio del cambiamento.

Non è mai troppo tardi per vivere, per amare, per imparare, per sognare. Per certe cose siamo eternamente adolescenti. In noi vive l’immortale avventuriero coraggioso che uscirà a cercare fortuna. Finché siamo in vita, il tempo ci appartiene.

Immagine principale per gentile concessione di Sinopsis