Non è ricco colui che possiede di più, ma colui che necessita meno

· 30 giugno 2016

Alcune parole di Sant’Agostino d’Ippona ci ricordano che povero non è colui che possiede meno, bensì colui che necessita di molto per essere felice. Lasciando stare l’accezione di “ricco” come persona avente una grande quantità di denaro, il termine a cui si fa riferimento nel titolo ha a che vedere con quel genere di felicità di cui parlava Sant’Agostino secoli fa.

La felicità, infatti, proviene da fonti che hanno poco o nulla a che vedere con il possesso di una moneta. Quello che ci arricchisce davvero, infatti, non ha valore materiale, bensì mentale e fisiologico.

Un mondo fatto di cose sacrificabili

Rispetto a quanto riportato nel precedente paragrafo, occorre sottolineare il fatto che viviamo in una società che ci circonda di cose che si possono considerare sacrificabili. Tramite la pubblicità e le nuove tecnologie, ci stanno facendo credere che la vita ruoti intorno al possesso di oggetti materiali e che essi abbiano la capacità di renderci più felici.

 “Ci insegnano ad essere produttori e consumatori, non ad essere uomini liberi”

-José Luís Sampedro-

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Eppure, non è così che funziona: noi non siamo più felici dei nostri genitori perché abbiamo uno smartphone di ultima generazione, due macchine e tre computer in casa. Forse sì, viviamo una vita più agevole, ma il possesso di oggetti di questo tipo non ci riempie come persone.

Quando mia sorella mi dice che “ha bisogno” di comprare vestiti per la nuova stagione, anche se ha già due armadi pieni di capi da indossare, mi domando fino a che punto le nostre necessità ci stiano ingannando: tendiamo a dare importanza a quello che non meriterebbe attenzione, dimenticandoci di quello che conta davvero, fino a quando non lo perdiamo.

Ne ho davvero bisogno per essere felice?

Leggendo questi esempi, appare sempre più evidente la nostra vicinanza alla citazione che apre questo articolo, al punto da domandarsi come sia potuta essere formulata nel Medioevo. Eppure, questo succede perché non siamo capaci di rispondere alla domanda: ne ho davvero bisogno? È un quesito che è possibile porsi in molti casi.

Come dicevamo, possediamo talmente tante cose che a volte ci dimentichiamo di quelle senza le quali non potremmo vivere: una buona salute fisica e dell’anima, la possibilità di intrattenere relazioni autentiche con persone che stiano al nostro fianco sempre o la fortuna di poter contare su una famiglia.

 “Il successo consiste nell’ottenere quello che si desidera. La felicità, invece, nell’apprezzare quello che si ottiene”

-Waldo Emerson

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L’insieme di queste cose non potrebbe essere pagato neppure con tutto l’oro del mondo, anche se lo varrebbe. Anzi, è proprio per tale motivo che, paradossalmente, sono queste le cose che possono arricchirci di felicità: nessuno si sentirà meglio di chi sconfigge un cancro, vince una depressione o trova nel suo partner un punto di supporto o un abbraccio sincero, per esempio.

Essere felici con quello che si ha

È capitato a tutti di provare un senso di frustrazione per non essere riusciti a raggiungere un obiettivo che ci eravamo prefissati o magari perché non avevamo con noi l’oggetto dei nostri desideri. Di solito i nostri bisogni crescono proporzionalmente all’incapacità di accontentarci di quello che abbiamo.

Naturalmente, non è negativo pianificarsi delle mete da raggiungere, poiché cadere nel conformismo è sinonimo di ristagnare. Tuttavia, è bene tenere a mente che la felicità arriverà quando impareremo a goderci l’intero processo e non solo il traguardo.

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I desideri non danno la felicità, si limitano ad adornarla; fonte di ricchezza è la capacità di sentirsi completi con ciò che abbiamo ottenuto o ciò che abbiamo dato; solo così riusciremo ad accogliere con gratitudine quello che arriverà a noi gratuitamente e senza preavviso.

¨La felicità non si trova, essa arriverà al momento opportuno”

-John F. Bisner Ureña-

In definitiva, sono le cose prive di alcun valore materiale e che arrivano gratuitamente a renderci davvero ricchi, di quella ricchezza di cui si parlava all’inizio. Il denaro potrà renderci la vita facile, ma soltanto quello che smuove le nostre emozioni può darci un senso.