Per le notti che sono diventate mattine, amici che sono diventati famiglia

15 giugno 2016 in Emozioni 0 Condivisi

Non possiamo scegliere la musica che la vita suonerà per noi, né impostare la canzone che amiamo come colonna sonora per i nostri giorni. Tuttavia, siamo noi a dirigere le danze, noi a scegliere chi ci farà da accompagnatore e da amico, a preparare il nostro cuore per quella che sarà la nostra coreografia personale.

È vero che, talvolta, si deve ballare in solitaria – è sempre positivo migliorare i propri passi e scoprire se stessi in pista. Spesso, però, le coreografie sono fatte per coinvolgere più persone in grado di percepire lo stesso ritmo che sentiamo noi.

In questi casi, la scelta del corpo di ballo che ci accompagnerà è una delle decisioni più importanti: insieme si affronteranno fatiche, si supereranno turbolenze, si crescerà in resistenza e, più importante, si imparerà a non smettere mai di ballare, per nessun motivo. La famiglia, anche quella che scegliamo, fa parte di questo gruppo: amici grazie ai quali anche i giorni, come le notti, si riempiono di stelle.

Cuori che ci incitano a non smettere di ballare

La volontà e il coraggio sono le potenti armi che aiutano un ballerino a superare ogni ostacolo: quando si sente dire che non ce la farà mai, che non è portato per determinati stili di danza, che ormai il suo corpo non si esprime più come un tempo…

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Gli amici sono la fonte di coraggio, volontà e forza che spesso vengono a mancare quando ci troviamo di fronte alle difficoltà. Sono loro a dirci che possiamo farcela, a tenderci la mano nei momenti in cui ci sentiamo paralizzati, a prendere la parola per noi se necessario.

Gli amici sono coloro che ci spingono a continuare a ballare quando appaiono i primi sintomi di stanchezza e la nostra mente è tentata a fermarsi. Sono loro le persone meravigliose che fanno di un abbraccio il più bel gesto al mondo: un regalo che trasforma le nostre cadute in passi leggiadri.

Le loro risate sono acqua nel deserto

Quando penso ai miei amici, non posso che ricordare un poema di Luis Alberto de Cuenca, dal quale ho preso in prestito il titolo di questo paragrafo. Forse perché si tende ad associare il deserto ad un luogo in cui la vita è impossibile, eppure gli amici, con le loro risate, sono in grado di farci abbandonare i posti peggiori.

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Grazie a loro, anche le notti più fredde si riempiono di valore e significato, perché ti rischiarano la strada mostrandoti come arrivare con coraggio al domani. Le notti più dure diventano docili grazie a loro, o almeno così ci fanno credere. Le mattine, quando infine arrivano, sanno di primavera grazie a loro, e l’inverno appare lontano.

Alle volte la danza è lenta, cupa, dura e persino triste, ma il vostro corpo di ballo non vi abbandonerà: interpreterà la vostra coreografia fino alla fine, fianco a fianco, vi aiuterà nelle più complicate acrobazie e aspetterà con voi fino al termine della musica.

Amici: il rock and roll della vita

Prendendo sempre spunto dalla metafora del ballo, un ballerino deve per forza avere sempre un orecchio perfetto in grado di sintonizzarsi con il ritmo, moltissimo tempo disponibile per la sua continua crescita ed uno squisito senso di coordinazione per mantenere il corpo di ballo unito e in sintonia.

Per questo motivo, gli amici sono i migliori ballerini che potremmo desiderare nella nostra scuola di ballo: nessuno sa ascoltare meglio di loro, anche quando si tratta del nostro silenzio; nessuno meglio di loro sa guidare il nostro ritmo e farci da esempio; nessuno meglio di loro riesce a coordinarsi con noi, nella buona e nella cattiva sorte.

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Gli amici sono il rock and roll della vita, lo spirito ribelle, ma al tempo stesso sofisticato e mai uguale che ancora i nostri piedi alla pista da ballo, consentendoci di muoverli soltanto per ballare. Gli amici sono, in definitiva, coloro che dobbiamo ringraziare per aver trasformato le notti in mattina: il nostro motivo per ballare.

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