Non riuscire a concentrarsi: cosa mi succede ultimamente?

In questo momento siamo una fabbrica di preoccupazioni e sta diventando sempre più difficile per noi concentrarci, prendere decisioni e persino pensare. Cosa ci sta succedendo? È normale? Ne parliamo qui.
Non riuscire a concentrarsi: cosa mi succede ultimamente?

Scritto da Valeria Sabater

Ultimo aggiornamento: 22 ottobre, 2022

Conversare, presentarsi al lavoro, prendere una decisione non importa quanto semplice… Negli ultimi giorni, anche le cose più semplici vi costano tanto e non riuscire a concentrarsi è diventata la regola.

Dunque, la frase più comune che ci ripetiamo in questi giorni è “Non riesco a concentrarmi, non so cosa c’è che non va in me”. Sembra che, improvvisamente, molti di noi abbiano lo stesso livello di attenzione di un pesce rosso, che è di otto secondi.

È normale? Stiamo forse riscontrando qualche tipo di problema? Ebbene, il semplice fatto che questo fenomeno sia qualcosa diffuso dovrebbe già rassicurarci un po’. Paura, angoscia, eccesso di informazioni di cui siamo consapevoli, cambiamenti, costante incertezza… Il nostro cervello non è in grado di elaborare così tanti stimoli, così tanto rumore e alti e bassi emotivi.

Ora, al di là del fatto che sia un fatto ricorrente, è essenziale controllare la nostra concentrazione e gestire un po’ meglio la nostra attenzione. La mente che si perde e inizia piano a piano a vagare mette a dura prova il nostro benessere. Daniel Goleman ci ha già spiegato nel suo libro Focus che abbiamo trascurato l’importanza dell’attenzione per diversi decenni. Dimentichiamo che questa risorsa psicologica è il pezzo essenziale per la performance nella vita.

Inoltre, e non è importante solo per il posto di lavoro o la scuola. La concentrazione migliora le nostre relazioni e ottimizza le opportunità per essere più felici, per ricordarci di ciò che è importante e lavorarci su.

Uomo stressato al lavoro pensando di non potersi concentrare

Quali sono i sintomi che indicano l’incapacità di concentrarsi?

Alcuni sintomi che potreste riscontrare sono:

  • Incapacità di ricordare cose accadute di recente.
  • Difficoltà a stare fermi.
  • Difficoltà a pensare chiaramente.
  • Perdere spesso cose o avere difficoltà a ricordare dove si trovano.
  • Incapacità di prendere decisioni
  • Incapacità di svolgere compiti complicati
  • Mancanza di concentrazione
  • Mancanza di energia fisica o mentale per concentrarsi
  • Fare errori di negligenza.

Potreste aver notato che a volte è più difficile per voi concentrarvi in determinati momenti della giornata o ambienti. Altri potrebbero commentare che sembri distratto. Potresti perdere appuntamenti o riunioni per mancanza di concentrazione.

Non riuscire a concentrarsi: perché?

La concentrazione è la capacità di riunire le nostre risorse cognitive ai fini dello svolgimento di un compito. Tutti ce l’abbiamo, chi più, chi meno. Eppure, a volte potreste notare che avete difficoltà a concentrarvi e dimenticate le cose. Come mai? Diamo un’occhiata ad alcune possibili cause

  • Avete una lunga lista di compiti da svolgere: più cose sono nell’elenco delle cose da fare, più difficile è concentrarsi su qualcosa in particolare. Ma se iniziate a pensare ai compiti che vi restano da fare, non sarete in grado di prestare attenzione a quello che avete a portata di mano in quel momento.
  • La giornata lavorativa è molto lunga: giornate lavorative superiori alle 8 ore sono controproducenti, poiché non lasciano tempo al corpo e al cervello per riprendersi. E se la mente è affaticata, la concentrazione diminuirà.
  • Vi riposate troppo poco: secondo uno studio, la mancanza di riposo può influenzare l’attenzione e la concentrazione a causa dell’aumento della pressione del sonno.
  • Non siete motivati: avere un lavoro che non ci soddisfa, svolgere attività che non ci piacciono, non avere un obiettivo preciso, o non ricevere complimenti o ringraziamenti, può essere la causa dei vostri problemi di concentrazione.
  • Utilizzate molto la tecnologia: tutti i dispositivi elettronici, come cellulari, computer…, sono una grande fonte di distrazione. Se non potete vivere senza i social media, probabilmente è difficile per voi concentrarvi e mantenere la vostra attenzione su un compito specifico.

Non riuscire a concentrarsi: altri possibili cause

  • Non vi allenate: la mancanza di attività fisica potrebbe essere correlata a problemi di concentrazione, poiché l’esercizio influisce anche sulle capacità mentali e sulla memoria. Uno studio condotto su bambini con ADHD suggerisce che l’ esercizio può essere utile per l’apprendimento, poiché fornisce un maggiore controllo degli impulsi e migliora la concentrazione.
  • Siete molto disordinati: se la vostra scrivania è disordinata, sporca o ingombra, sarà per voi più difficile concentrarvi. Questo perché la mente pone la sua attenzione su qualsiasi oggetto e non su ciò su cui dovrebbe concentrarsi.
  • Vi sentite pervasi dall’ansia: l’ansia è una delle principali cause di disattenzione. Essere così preoccupati per ciò che accadrà in futuro non permette di concentrarsi sul presente e di goderselo.

Tutti questi fattori possono spiegare la vostra mancanza di concentrazione. Il non riuscire a concentrarsi è considerato patologico quando influenza diversi ambiti della vita, quando dura per un periodo superiore a 6 mesi o quando si manifesta come conseguenza di un disturbo mentale.

Non riuscire a concentrarsi: cosa fare?

La concentrazione è essenziale nella nostra vita quotidiana. Senza di essa la mente si perde, vaga e sceglie di andare dove non dovrebbe (verso le preoccupazioni, quella notifica mobile che poi ci porta a rispondere a un messaggio e poi a guardare fuori dalla finestra…). La tendenza a vagare e perdere la concentrazione spesso ci fa cadere in circoli di vera frustrazione.

Quella bassa concentrazione rallenta le prestazioni. Vedere che non siamo arrivati e che non possiamo raggiungere gli obiettivi prefissati per quella giornata provoca ansia. Poco dopo, quell’accumulo di emozioni tende a bloccare ulteriormente l’attenzione e la capacità di essere produttivi. È come un viaggio di sola andata che ci rende disperati e ci mette in uno stato che non sappiamo davvero come gestire.

Quando non riesco a concentrarmi, la cosa più comune è che mi chiedo cosa c’è che non va in me. L’unico modo per rispondere a noi stessi richiede prima di tutto di capire come funziona l’attenzione umana. Scopriamolo insieme.

Se il vostro livello di concentrazione è sempre basso

Quando ci chiediamo quanto dura, in media, l’attenzione sostenuta, spesso non c’è consenso tra gli scienziati. I dati sono quasi sempre disparati. Gli psicologi Wilson e Korn (2007), ad esempio, non hanno trovato dati conclusivi, ma hanno stabilito che, nonostante l’esistenza di differenze individuali, questo è generalmente basso.

Come dato eclatante troviamo addirittura lo studio condotto nel 2015 da Microsoft Canada in cui si stabiliva che l’intervallo di attenzione medio fosse di 12 secondi.

Ora, nonostante la mancanza di consenso, una cosa è chiara: facciamo così fatica a concentrarci che molti esperti di educazione insistono sul fatto che il modello di classe di 50 minuti non funziona.

Il cervello raramente mantiene l’attenzione per più di 15 minuti alla volta.

Cervello che rappresenta che non riesco a concentrarmi

Il contesto che ci circonda riduce ulteriormente la capacità di attenzione

Se partiamo dal presupposto che la nostra capacità di concentrazione è (in media) bassa, a questo dobbiamo aggiungere un altro fattore: il contesto che ci circonda.

  • Le sfide sociali, economiche e culturali possono avere un impatto su di noi. Sia a livello conscio che inconsciamente, molti di questi elementi sono costantemente nel nostro cervello, consumandone attenzione ed energia.
  • Il livello di ansia tra la popolazione è aumentato negli ultimi anni. Una delle caratteristiche del cervello ansioso è l’incapacità di prestare attenzione, di risolvere problemi o prendere decisioni.
  • Inoltre, il nostro ambiente si è riempito di molti più stimoli a seguito del progresso tecnologico: è salito il livello delle notizie, con le quali consultiamo più frequentemente il cellulare. Riceviamo anche più messaggi da ciò che ci circonda.
  • Anche la mente vaga come mai prima d’ora. Pensiamo al presente e al futuro. Ci poniamo domande, immaginiamo scenari, situazioni… In questo momento siamo una fabbrica di preoccupazioni e di idee.

Non riuscire a concentrarsi… quali strategie applicare?

Non riesco a concentrarmi, non so cosa fare, è difficile per me presentarmi al lavoro e anche avere una conversazione.” Sentiamo questa frase sempre più spesso. Sappiamo che è normale, che le pressioni che ci circondano sono tante, ma dobbiamo prendere il controllo ed educare la mente a ritrovare la concentrazione. Queste sarebbero alcune strategie.

  • Scandite il tempo in 30 minuti. Se dovete lavorare o eseguire alcune attività, organizzatevi con degli intervalli di mezz’ora, allo scadere dei quali concedervi una breve pausa, ma l’importante è essere consapevoli che in quei minuti dovrete dare il meglio di voi.
  • Una cosa alla volta e un pensiero alla volta. Se vogliamo aumentare il nostro benessere mentale, visualizzate la mente come se fosse una casa. Accettate solo visite individuali. Molte presenze (preoccupazioni) non possono accumularsi all’interno contemporaneamente, quindi meglio accoglierle ad uno ad uno. Lo stesso vale per i compiti che dovete svolgere: evitate di fare molte cose contemporaneamente. Se vi concentri su uno sola cosa per volta, le prestazioni miglioreranno.
  • Igiene e cura di sé emotiva. Nei momenti difficili, calmatevi. Nelle giornate con tanti stimoli, ed equilibrio, anche. Inoltre, nei momenti in cui tutto si accumula e tutto preoccupa, la cura emotiva di sé è fondamentale. Prendetevi cura di quel mondo interiore e gestite ogni emozione, ogni sensazione. La vostra capacità di concentrazione migliorerà se riuscirete a regolare quell’universo.

Per concludere, niente è così comune in questo momento come dire a se stessi “non riesco a concentrarmmi”. Il nostro cervello è consapevole di un mondo con una maggiore complessità, con nuove sfide. Cerchiamo di allenare la concentrazione regolando prima le emozioni. A poco a poco riprenderemo il controllo. Teniamolo a mente.

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  • Goleman, Daniel (2013) Focus. Kairós.
  • Krause, A. J., Simon, E. B., Mander, B. A., Greer, S. M., Saletin, J. M., Goldstein-Piekarski, A. N., & Walker, M. P. (2017). The sleep-deprived human brain. Nature Reviews Neuroscience18(7), 404-418.
  • Sierra, J. C., Ortega, V., & Zubeidat, I. (2003). Ansiedad, angustia y estrés: tres conceptos a diferenciar. Revista mal-estar e subjetividade3(1), 10-59.
  • Silva, A. P., Prado, S. O., Scardovelli, T. A., Boschi, S. R., Campos, L. C., & Frere, A. F. (2015). Measurement of the effect of physical exercise on the concentration of individuals with ADHD. PloS one10(3), e0122119.