Nuove dipendenze: classificazione e rimedi

26 Luglio 2019
Il mondo cambia e con esso i fenomeni che sfociano in patologie. Oggi vi parliamo delle nuove dipendenze, seguendo la classificazione elaborata da Vicente Caballo.

Le dipendenze sono uno dei grandi problemi psicologici, oltre a essere tra i più difficili da trattare. Il disagio provocato dalla sindrome di astinenza è così intenso che per il paziente risulta davvero complicato non farsi sopraffare dalla sua dipendenza. Oltre alle classiche dipendenze che tutti conosciamo -come quella dalle droghe o la dipendenza emotiva, ad esempio- oggigiorno abbiamo a che fare con nuove dipendenze.

Le droghe hanno il potere di dare al nostro cervello una gratificazione tremendamente potente e immediata. Ma non è tutto. Esse sono anche in grado di calmare le sensazioni negative. Ad esempio, possiamo andare alla ricerca di una tale fonte di soddisfazione quando ci sentiamo tristi per una brutta notizia, ma anche se siamo annoiati, se ci sentiamo “svuotati” o iracondi. Per un processo di rinforzo negativo, la droga placa quella sensazione che non siamo in grado di tollerare. Succede questo quando fa capolino la dipendenza.

Sempre più persone non riescono a tollerare il disagio provocato dal grande desiderio di volere ardentemente qualcosa, che sia ottenere una informazione dai nostri contatti sui social network, la fame o il bisogno di essere produttivi, per fare qualche esempio.

Le nuove dipendenze non sono ancora contemplate nelle classifiche diagnostiche in senso stretto, ma molto probabilmente ne faranno parte in un futuro prossimo. Presentano, infatti, quasi le stesse caratteristiche cliniche delle dipendenze da stupefacenti: perdita di controllo sulla condotta, dipendenza psicologica, tolleranza e astinenza.

Mani legate con cavetto per ricaricare il cellulare nuove dipendenze

Alcuni tipi di nuove dipendenze

A seguire passiamo in rassegna alcuni tipi di nuove dipendenze, proposte dall’autore Vicente Caballo. Molto probabilmente vi capiterà di identificarvi in alcune di esse, visto che fanno parte della nostra quotidianità e, inoltre, il loro carattere legale le rende assolutamente regolamentate.

Tuttavia, è importante rendersi conto di queste dipendenze e metterci i mezzi per combatterle. Non facendolo in tempo, potrebbero tendere a cronicizzarsi e mettere a rischio relazioni sociali, familiari o interferire dal punto di vista accademico o lavorativo.

Dipendenza da internet

Possiamo osservare in un soggetto una dipendenza da internet quando usa questo strumento più per ottenere informazioni che come risorsa per fuggire dalla vita quotidiana.

La persona in questione lo utilizza per un periodo di tempo eccessivo, che oscilla tra le quattro e le ottanta ore a settimana, con sessioni che si prolungano oltre le venti ore. Tende a consumare sostante stimolanti come il caffè per estendere le sessioni di connessione, nasconde il suo comportamento dipendente e sente un bisogno eccessivo di navigare su internet. Alcuni possono soffrire di alcune conseguenze fisiche, come la sindrome del tunnel carpale.

All’interno di questa categoria possiamo distinguere: la dipendenza dal sesso virtuale o dipendenza da chat e servizi di messaggeria istantanea, che apportano un contesto di intimità e stimolano l’accettazione da parte di un gruppo.

Dipendenza dallo smartphone

Il telefono cellulare risveglia continue ricompense proprio per la sua natura comunicativa. Permette di richiamare l’attenzione di un contesto potente e di guadagnarsene l’accettazione. Tutto questo in tempo reale e con assoluta immediatezza. Per questo ha un così forte potenziale di dipendenza.

Disabituarsi al telefono cellulare è una delle cose più complicate da fare, visto che oggi è uno strumento di uso quotidiano che è diventato un’autentica necessità.

Dipendenza dal cibo

Conosciuta anche come dipendenza iperfagica, è caratterizzata da un’ingestione vorace. La persona mangia grandi quantità di cibo senza provare fame fisiologica, continuando a mangiare fino a sentire una sgradevole sensazione di sazietà e, inoltre, sentendosi colpevole e sconfortata dopo l’abbuffata.

Di solito è conseguenza di stati d’ansia o di stress prolungato nel tempo, così come di depressione. Per questo motivo, i cibi preferiti sono solitamente quelli a base di carboidrati a metabolizzazione rapida (dolci, latticini…) che stimolano l’attività della serotonina.

Dipendenza dai dolci ciambella

Dipendenza dal lavoro

Il soggetto fa pensieri ricorrenti sul bisogno di essere produttivo. Questo genera un forte impulso al lavoro continuo. Si irrita durante le vacanze e manifesta distorsioni cognitive sulle questioni lavorative (del tipo “Se non vado alla riunione e concludo le relazioni per domani, sono un fallito”). La bassa autostima e gli schemi di perfezionismo sono strettamente legati a questa forma di dipendenza.

Altre nuove dipendenze che potremmo considerare tali potrebbero essere la dipendenza dal sesso, la dipendenza dallo shopping o la dipendenza dall’attività fisica.

Trattamento delle nuove dipendenze

Dato che le dipendenze comportamentali condividono con quelle chimiche aspetti comuni in quanto a origine e sviluppo, i protocolli di intervento proposti sono simili.

Per le dipendenze comportamentali, il programma proposto da Echeburúa, Corral e Amor (2005) è il più dettagliato.

La sua finalità ultima non è giungere a un’astinenza totale, come succede nel caso delle dipendenze chimiche, bensì imparare da zero ad avere il controllo della propria condotta in situazioni necessarie per la vita quotidiana, come spiegato in precedenza in merito al cellulare.

Il suddetto programma è composto dai seguenti elementi: motivazione che spinge al cambiamento, analisi degli stimoli associati alla dipendenza, controllo dei suddetti stimoli, esposizione e apprendimento di strategie risolutive dinnanzi a problemi specifici e prevenzione delle ricadute.

D’altro canto, per le dipendenze da tecnologia esistono alcune raccomandazioni più specifiche: rompere le abitudini di connessione, fissare obiettivi atti a stabilire un orario di connessione realista, utilizzare interruttori esterni (allarmi), uso di promemoria di disconnessione e sottoporsi ad astinenza della data applicazione, senza abbandonare la risorsa di per sé.

  • Caballo, V. (2014). Manual de psicopatología y trastornos psicológicos. Edición Pirámide. 2º edición