Gli occhi degli animali parlano un linguaggio unico

· 16 settembre 2016

Quando guardo negli occhi il mio cane, il mio gatto o qualsiasi altro animale, non vedo semplicemente “un animale”. Vedo un essere vivente come me, un’anima che sente, che conosce l’affetto e le paure e che si merita lo stesso rispetto di qualsiasi altra persona.

Il potere di uno sguardo trascende dal senso della vista. Sembra incredibile, ma i nervi ottici sono strettamente  connessi all’ipotalamo, quella struttura delicata e primitiva in cui si trovano le nostre emozioni e la memoria. Chi guarda prova un’emozione e questo vale anche per gli animali.

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, qualcosa mi dice che anche gli animali ne hanno una, perché solo loro sanno parlare con quel linguaggio che non ha bisogno di parole, è la lingua dell’affetto e del rispetto più sincero che esista.

Sarà capitato a quasi tutti di adottare un cane o un gatto e di instaurare subito una connessione molto intensa mentre ci si guarda. Senza sapere come, i loro occhi ci conquistano, ci prendono. Tuttavia, gli studiosi sostengono che esiste qualcosa di più profondo ed interessante di tutto questo.

Scopritelo assieme a noi.

gatto occhi azzurri

Gli occhi degli animali: una connessione ancestrale

Il cane ed il gatto sono due animali abituati a convivere con l’uomo da migliaia di anni. Ormai nessuno si sorprende del modo saggio, e allo stesso tempo sfacciato, in cui si comportano con noi. Ci guardano fisso negli occhi e riescono ad esprimere desideri e bisogni per mezzo di smorfie di ogni tipo, gesti, movimenti della coda e altre forme di complicità.

I nostri comportamenti e linguaggi sono entrati talmente in armonia da  comprenderci e non si tratta di una sciocchezza o di un caso. È il risultato di un’evoluzione genetica in cui alcune specie si sono abituate a convivere per ottenere benefici reciproci. Un interessante studio svolto dall’antropologo Evan MacLean ci dice che i cani e i gatti sono capacissimi di leggere le nostre emozioni solo guardandoci negli occhi.

I nostri animali domestici sono saggi maestri dei sentimenti. Possono individuare gesti basilari ed associarli ad una determinata emozione, e non sbagliano quasi mai. Ciononostante, lo studio del professor MacLean ci dice qualcosa in più: il legame che le persone tendono a stabilire con i propri cani e gatti è molto simile a quello che instaurano con un bambino piccolo.

cane che dà la zampa al suo padrone

Li cresciamo, ci prendiamo cura di loro e costruiamo un legame forte, come fossero membri della nostra famiglia; è incredibile, ma è il frutto dei nostri meccanismi biologici dopo anni di interazione.

Le nostre reti ormonali e la nostra chimica cerebrale reagiscono come se ci stessimo prendendo cura di un bambino o di una persona che ha bisogno di attenzioni: liberiamo ossitocina, ovvero l’ormone dell’affetto e della dedizione. Allo stesso tempo, anche gli animali si comportano nello stesso modo: noi siamo il loro gruppo sociale, il loro branco, siamo umani compiacenti con cui condividere il divano e le sette vite del gatto.

La biofilia: la connessione con la natura e gli animali

Il mondo è molto più bello visto attraverso gli occhi di un animale. Se tutte le persone avessero l’eccezionale abilità di entrare in connessione con gli animali in questo modo, si ricorderebbero di aspetti che prima erano innati e che ora hanno dimenticato a causa della civilizzazione.

Le nostre società sono ancorate al consumismo, all’iper-sfruttamento delle risorse naturali per ferire Gaia, il pianeta Terra che i nostri nipoti dovrebbero ereditare con la bellezza che aveva in passato, con l’ecosistema intatto, con la sua natura meravigliosa, viva e lucente, e non con tutte le fratture quasi incurabili da cui è affetto ora.

cane con sguardo triste

Quando avere un cane significava una migliore sopravvivenza della specie

Edward Osborne Wilson è un entomologo e biologo statunitense famoso per aver fondato il termine “biofilia”. Questa parola definisce l’amore per tutto ciò che è vivo, sentimento provato da tutte le persone che amano gli animali. Secondo lo studioso, l’affinità che stabiliamo con i nostri animali domestici ha origine nei primi periodi evolutivi della nostra specie.

  • Guardare un animale negli occhi ci trasmette inconsapevolmente tutto un bagaglio emotivo e genetico. L’essere umano ha stabilito un tipo di relazione molto intima con certi tipi di animali; il cane, ad esempio, è uno dei più rilevanti sin dai tempi remoti, quando la nostra priorità assoluta era sopravvivere.
  • Una delle teorie di Edward Osborne è che gli umani che potevano contare sulla presenza di cani nel loro gruppo sociale avevano maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto a coloro che non godevano di questo legame.

Gli individui capaci di guadagnarsi un animale, addomesticarlo e costruire con lui un rapporto di rispetto ed affetto reciproci erano, per natura, molto più uniti ai loro cicli, a quei segreti con cui trovare più risorse per andare avanti: l’acqua, la caccia, le piante commestibili, ecc.

cane grigio

È possibile che, al giorno d’oggi, i nostri cani non siano più utili per ottenere alimenti. Tuttavia, per molte persone, la vicinanza e la compagnia di un cane o un gatto continuano ad essere fondamentali per sopravvivere.

Ci danno affetto, un’immensa quantità di compagnia, alleviano le nostre pene, ci danno allegria e ci ricordano ogni giorno quanto sia confortante guardarli negli occhi. Non hanno bisogno di parole, perché il loro linguaggio è molto antico, basilare e meravigliosamente primitivo: è il linguaggio dell’amore.

Non cessate di deliziarvi con i loro sguardi, guardate il riflesso dei loro occhi e scoprirete ogni giorno tutto il buono che c’è in voi.