Odiare il proprio lavoro: cosa fare?

"Odio il mio lavoro, ma non riesco a lasciarlo" è una frase comune. Diamo alcuni consigli per superare al meglio questa spiacevole situazione.
Odiare il proprio lavoro: cosa fare?

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio, 2022

Praticamente tutti hanno affermato almeno una volta di odiare il proprio lavoro. Quando le opportunità e le situazioni della vita lo consentono, è facile lasciarlo. Ma cosa succede quando non è così?

Molte persone sono intrappolate in occupazioni che non le soddisfano o, peggio ancora, in ambienti tossici, cattive condizioni di lavoro o molestie. Quando fuggirvi è impossibile, l’angoscia e la disperazione si presentano all’orizzonte. Il lavoro diventa un baricentro dal quale il pensiero non riesce a sfuggire.

Se è il vostro caso, vi invitiamo a scoprire in questo articolo alcune strategie che vi aiuteranno ad affrontare al meglio la situazione fino a trovare qualcosa di meglio.

Donna con burnout al lavoro.

Odiare il proprio lavoro, perché?

Il livello di soddisfazione per il lavoro svolto è una delle variabili meno prese in considerazione per la produttività aziendale.

Un dipendente che soffre di disagio psicologico a causa della propria occupazione non solo ha prestazioni peggiori durante l’orario di lavoro, è anche più incline ad ammalarsi, creare un’atmosfera tesa e a non condivide i valori dell’azienda.

I  motivi principali che inducono a odiare il proprio lavoro e viverlo come una penitenza piuttosto che fonte di soddisfazione sono:

  • Bassi salari.
  • Superiori scorretti.
  • Ambiente tossico.
  • Scarsa comunicazione tra colleghi.
  • Cattiva organizzazione.
  • Tragitti lunghi o stressanti da e verso il lavoro.
  • Orari incompatibili con la vita quotidiana.
  • Lavori ad alto livello di stress emotivo: veterinari, personale sanitario, vigili del fuoco, ecc.
  • Conflitti morali con l’occupazione.
  • Mancato riconoscimento del valore del lavoratore.
  • Situazioni di abuso o molestia.

Oggi è facile trovare una qualsiasi di queste condizioni in un lavoro. Risulta necessario essere educati a certe dinamiche positive del pensiero, perché è facile rimanere intrappolati in un lavoro che non piace. Ecco alcune risorse che saranno utili.

Odiare il proprio lavoro, ma non riuscire a lasciarlo

La prima cosa che dovreste sapere è che cambiare lavoro non è negativo, tanto meno è un fallimento. Molte persone si sforzano di migliorare in un compito mentre soffocano per tutte le cattive condizioni che sopportano, e questo non è salutare e non dovrebbe diventare un’abitudine. Quindi, prima di leggere il resto dei consigli, abbandonate il prima possibile il lavoro che odiate.

Non smettere mai di cercare lavoro

La ricerca di lavoro è un’odissea per molte persone e può richiedere anni. Tuttavia, anche quando si lavora, non bisogna mai smettere di cercare un’occupazione migliore. È l’unico modo per cogliere le opportunità quando arrivano.

Unirsi al sindacato dell’azienda o fondarne uno

Se siete vittime di molestia o sfruttamento, avete il diritto di chiedere un cambiamento. I sindacati offrono risorse e consigli nel caso in cui sia necessario intraprendere un’azione legale. È difficile parlare di abuso, ma le nostre esperienza potrebbero incoraggiare altre persone a ottenere giustizia.

Ritagliarsi del tempo di qualità per se stessi

È facile portare a casa la frustrazione, l’ansia e la rabbia che derivano da un lavoro che si odia. Un simile atteggiamento si ripercuoterà sulla propria vita pur essendone solo una parte.

Si consiglia di realizzare attività piacevoli, ancor meglio se in compagnia; in questo modo sarà più difficile che certe idee diventino pensieri ossessivi.

Il tempo di qualità che trascorriamo al di fuori del lavoro aiuterà anche a spostare l’attenzione su cose più piacevoli, che offriranno chiarezza mentale per risolvere i problemi.

Cercare di tenersi occupati al lavoro

Quando un’attività è spiacevole e non la si può evitarla per un po’, tendiamo a lasciar passare le ore desiderando che la giornata sia già finita. Questo, tuttavia, rende ogni minuto più pesante dell’ultimo.

In questi casi conviene considerare le attività da svolgere come un modo per arrivare più velocemente a fine giornata. Oltre a ciò, mantenere la produttività a un livello accettabile eviterà altre tensioni con i colleghi.

Cercare di risolvere la situazione internamente

È possibile cambiare le dinamiche spiacevoli sul posto di lavoro, ma spesso non ne siamo consapevoli. L’impotenza appresa è comune in molti ambienti di lavoro, per cui le persone credono di non avere il potere di migliorare ciò che impedisce loro di lavorare a proprio agio.

Prima di soccombere alla frustrazione e all’ansia, sfruttate le risorse e le possibilità a vostra disposizione per migliorare queste condizioni.

Potete parlare con i superiori, apportare voi stessi dei miglioramenti, segnalare situazioni illegali e molto altro. Questo, inoltre, non è incompatibile con la ricerca di un altro lavoro.

Impiegato che parla con il suo capo.

Odiare il proprio lavoro nuoce alla salute

Gli ambienti di lavoro tossici sono una realtà. Molte persone cercano di far fronte a situazioni insopportabili nel miglior modo possibile, ma alla fine sviluppano comunque disturbi quali depressione e ansia, tra gli altri. In tal caso, la strategia migliore sarà quella di rivolgersi a un professionista.

Infine, va sempre ricordato che non siamo responsabili di molestie o sfruttamento. Dovremmo sempre fare in modo che le nostre prestazioni siano eccellenti, ma anche gli altri dovrebbero assicurarsene.

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