Ormoni e amore: la biologia dell’innamoramento

· 9 ottobre 2018

Ci piace pensare all’amore come a qualcosa di etereo sul quale agiscono forze che sfuggono alla nostra comprensione. È bello (e magico) pensarla in questi termini, ma non possiamo dimenticare che l’innamoramento, il desiderio, la passione e la sofferenza sono anche un cocktail di neuroni, ormoni e amore.

Parlare dell’amore in termini biologici può generare una certa disillusione: per alcuni questa “nudità” sciupa il sentimento. Tuttavia, ci permette anche di comprendere meglio cosa accade quando ci innamoriamo. È un percorso per vivere questi processi con maggiore consapevolezza e, se vogliamo, anche per acquisire un maggior controllo su quello che ci accade.

Neuroni, ormoni e amore vanno sempre di pari passo. Gli affetti nascono, crescono e muoiono nelle cellule del corpo. E, più esattamente, nei neuroni. Ormoni e amore sono l’espressione della stessa cosa, ma su due piani diversi. I primi su quello fisiologico, il secondo su quello mentale. Entrambi i processi risiedono nel cervello. Vediamo più in dettaglio la neuropsicologia dell’amore.

“L’incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche: se c’è una qualche reazione, entrambe si trasformano.”
-Carl Gustav Jung-

Attaccamento, ormoni e amore

L’attaccamento è il primo vincolo affettivo della nostra vita. Lo sperimentiamo con i nostri genitori, nonni o fratelli nei primi anni di vita. Letteralmente, non possiamo vivere senza queste figure di riferimento. Fra il mondo e noi vi sono le persone che ci vogliono bene in modo incondizionato, disposte a proteggerci e a guidarci in questa avventura in cui scopriamo noi stessi e il mondo.

L’attaccamento non è presente solo durante i primi anni, ma anche nell’amore romantico e in amicizia. Ormoni e amore si ricongiungono dando come risultato questa sensazione di non poter vivere senza l’altro, come quando si è più piccoli.

Gli ormoni coinvolti nell’attaccamento sono l’ossitocina e la vasopressina. L’ossitocina viene secreta durante l’allattamento, ma anche durante l’orgasmo. Migliora il legame per le associazioni positive che ispira o rafforza.

D’altro canto, la vasopressina viene secreta dopo un rapporto sessuale. Genera una sensazione di attaccamento all’altro e per questo si dice che quanto più sia sessualmente attiva una coppia, più forte sarà il vincolo. Ormoni e amore costituiscono le fondamenta di una relazione duratura.

Coppia che si guarda grazie a ossitocina

La scelta del partner

I motivi che incidono sulla scelta del partner sono controversi. Mentre alcune correnti pensano che questa sia direttamente associata a fattori inconsapevoli; altri sostengono che è uno dei classici esempi della combinazione fra ormoni e amore.

Per chi ritiene che la scelta del partner sia determinata dalla combinazione fra ormoni e amore, l’elemento determinante in questa scelta sono i geni. Ciascuno sceglierà colui che ha i geni migliori. Tale scelta sarebbe istintiva perché, ovviamente, non abbiamo a disposizione una mappa genetica quando decidiamo con cui vorremmo stare.

L’attrazione, o meno, viene percepita in un lasso di tempo che va dai 3 ai 4 minuti. Su questo non influisce né l’oratoria del seduttore, né i vestiti di marca, né la macchina. I feromoni sono l’elemento determinante. Coscientemente sono impercettibili, eppure i nostri primordiali meccanismi di percezione sono sensibili a essi. Ci parlano di sesso e fecondità, e incidono sull’attrazione e sull’innamoramento.

Coppia innamorata che si abbraccia

Altri dati interessanti

Per quanto riguarda l’attrazione amorosa, entrano in gioco diversi elementi che sono stati scoperti mediante studi specifici. Si è provato, per esempio, che le persone tendono a scegliere come partner qualcuno che ha un volume polmonare simile al proprio. Accade lo stesso con la grandezza delle orecchie, in particolare dei lobi, e con la circonferenza del collo e del polso.

Le neuroscienze ci rivelano anche che durante la fase dell’innamoramento ormoni e amore subiscono uno stato di esaltazione molto elevato. In sostanza, vi è una maggiore produzione di “monoammine” nel cervello. In particolare di norepinefrina, dopamina e serotonina. Ciascuna di esse genera diverse reazioni e induce a determinati comportamenti. Vediamoli a seguire.

  • La norepinefrina fa sentire “le farfalle nello stomaco”. Si tratta di un’emozione forte, nella quale si mescolano gioia e nervosismo. Una sensazione simile a quando ci lanciamo con il paracadute.
  • La dopamina genera una sensazione di benessere e potere. È l’ormone responsabile dell’inizio dello sviluppo dell’attaccamento. E da esso dipende anche che l’amore sfoci in dipendenza.
  • La serotonina ci fa sentire entusiasti ed esultanti. Un po’ pazzi di gioia. Genera sensazioni molto piacevoli.

Ormoni e amore vanno sempre di pari passo. Questo non significa che tutto possa essere spiegato in termini fisiologici. Anche le emozioni e gli immaginari modificano la fisiologia. D’altra parte, siamo questo: materialità biologica e astrazione psicosociale.