Pansessualità: cosa significa?

22 Dicembre 2018

Per secoli la nostra società è stata divisa rigidamente nei due generi: maschile e femminile. Si entrava in uno dei due gruppi alla nascita e, secondo le regole classiche, l’uomo doveva sentirsi attratto dalle donne e le donne dagli uomini. La sessualità umana, come sappiamo, è più ampia e comprende altre combinazioni, come la pansessualità.

Vediamo in questo articolo a cosa ci riferiamo con il termine pansessualità. Continuate a leggere per saperne di più.

L’evoluzione della sessualità

Se una persona nasce con gli organi sessuali maschili, automaticamente viene incluso in questo gruppo. Lo stesso avviene con le femmine. Stando a questo modello, la sessualità umana comprenderebbe solo due opzioni, due colori: o bianco o nero.

Lo spettro dei colori, nel tempo si è evoluto, ammettendo altre tonalità. Oggi possiamo quindi parlare di eterosessualità, omosessualità, bisessualità, transessualità e pansessualità. Vale a dire, l’attrazione sessuale può prendere diverse direzioni.

Figure umane sovrapposte e abbracciate

La pansessualità nelle relazioni personali

La pansessualità è una condizione sessuale caratterizzata da attrazione fisica ed emotiva verso un individuo, indipendentemente dal sesso. Si potrebbe considerare come la forma più libera ed elementare di concepire le relazioni tra esseri umani. O meglio, quella che in linea di principio segue regole meno rigide.

Questo orientamento sessuale può coinvolgere sia persone che non si riconoscono nel binarismo di genere (ovvero chi non vuole essere identificato come uomo o donna) sia chi vi si riconosce.

Differenza tra pansessualità e bisessualità

La differenza tra pansessualità e bisessualità potrebbe sembrare confusa. Il tratto principale della pansessualità è che esclude il genere binario.

Una persona bisessuale, in altre parole, può sentirsi attratta da entrambi i sessi, dagli uomini e dalle donne. Il bisessuale attribuisce a ogni persona un’etichetta di genere: la donna appartiene al genere femminile, l’uomo al genere maschile. Chi ha un orientamento bisessuale, quindi, continua a riconoscere l’esistenza di un genere, determinante nel suscitare attrazione.

Le persone pansessuali, invece, non tengono in considerazione il genere o il modo in cui ogni individuo si adegua, in misura maggiore o minore, a un genere o all’altro. Semplicemente, prova attrazione fisica o sentimentale verso un’altra persona, al di là della sua appartenenza di genere.

Un orientamento sessuale poco conosciuto

Poiché risulta spesso difficile capire questo orientamento sessuale e la relativa novità del termine, la pansessualità è semi-sconosciuta. A volte viene considerata come un’idea più romantica dell’eterosessualità o dell’omosessualità o come una versione idilliaca dell’amore.

Non è raro, inoltre, che la pansessualità venga vista come una moda, non un vero orientamento sessuale, ma un modo per attirare l’attenzione o distinguersi dagli altri, non essendo  una condizione molto facile da trovare.

Mani con cuore

La pansessualità e la cultura

Al giorno d’oggi è possibile trovarne riferimenti nella cultura cinematografica, letteraria o televisiva.

A titolo d’esempio, diversi personaggi della famosa serie tv Doctor Who sono pansessuali o eterosessuali. In un futuro caratterizzato dal progresso inteso in tutti i sensi, il personaggio del capitano Jack Harness non classifica le persone come uomini o donne.

Nell’acclamata serie tv Sex and the City, si parla di pansessualità come della sessualità del nuovo millennio. 

Troviamo personaggi con questo orientamento sessuale anche nel mondo dei fumetti; è il caso di Wade W. Wilson, meglio conosciuto come Deadpool. Il famoso antieroe dell’universo Marvel è pansessuale. Sebbene la causa sia una mutazione cellulare, il supereroe non si identifica in un preciso orientamento e può sentirsi attratto da qualunque persona, indipendentemente dal genere.