Il curioso paradosso di Peter sulle promozioni lavorative

· 5 ottobre 2016

Laurence J. Peter era docente di Scienze dell’educazione presso l’Università della California. Negli anni Ottanta ha scritto un libro satirico dal titolo Il principio di Peter. Il testo è nato a seguito di una lunga osservazione sul modo in cui vengono gestite le gerarchie nelle aziende. Il pensiero di base è che le promozioni sul lavoro vengono date alle persone incompetenti.

Si dice che questo principio fosse già stato proposto da José Ortega y Gasset, filosofo e saggista spagnolo, il quale nel 1910 formulò l’aforisma: “Tutti gli impiegati pubblici dovrebbero scendere ad un livello inferiore perché sono stati promossi fino a diventare incompetenti”.

Sulla base di questa premessa, Laurence Peter giunse a due grandi conclusioni, quel momento punto di riferimento nel mondo amministrativo:

  • Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere.
  • Tutto il lavoro viene svolto dagli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza.

La burocrazia è un gigantesco meccanismo azionato da pigmei.

Honoré de Balzac

Il principio di Peter in dettaglio

È chiaro che il principio di Peter alluda al fatto che più le persone hanno una migliore posizione lavorativa più diventano incompetenti. Ma perché succede questo? La risposta è nella dinamica stessa delle promozioni, che all’inizio mirano a premiare un buon lavoratore, ma a lungo andare possono generare difficoltà per il lavoratore stesso.

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Vediamolo in dettaglio con un esempio. Un impiegato è eccellente in tutto ciò che fa. Supponiamo che sia allo sportello di una banca, fa sempre tutto il suo lavoro in tempo e non commette mai errori. Come premio per il suo impegno, l’organizzazione decide di promuoverlo a responsabile degli sportelli. Per questo nuovo lavoro, l’impiegato deve acquisire nuove conoscenze e nuove abilità, il che comporta all’inizio un abbassamento del livello del suo impegno.

Tuttavia, se è una persona sveglia e capace, in poco tempo riuscirà a gestire il suo nuovo lavoro in totale autonomia. È probabile, quindi, che gli venga concessa una nuova promozione, di conseguenza il ciclo ricomincia. Questo si ripeterà fino a che non otterrà un incarico per il quale risulta incompetente, in modo da non meritare ulteriori promozioni.

Quello che ipotizza Peter, dunque, è che, dato che le aziende gerarchiche lavorano su schemi di questo tipo, gli impiegati che occupano le cariche più alte siano di solito quelli che si contraddistinguono per un alto grado di incompetenza. Sono lì perché non possono salire ulteriormente, ma allo stesso tempo hanno perso la possibilità di fare ciò per cui erano davvero competenti.

Evitare le promozioni?

L’opera scritta da Laurence Peter aveva inizialmente un intento sarcastico, ma l’impatto fu tale da renderla un importante spunto di riflessione per le aziende. La domanda ovvia, dopo aver rivelato il meccanismo occulto che si cela dietro le promozioni lavorative, era: allora è meglio non promuovere i lavoratori? L’impossibilità di una promozione non finirà per demotivare le persone che lavorano?

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Laurence dedusse che le misure ideali per impedire che le alte cariche fossero occupate da persone altamente incompetenti sono due: le scale di apprendimento e un nuovo criterio nell’assegnazione degli stipendi. Le scale di apprendimento sono un meccanismo per accompagnare le attività lavorative con percorsi di formazione che consentano anche di valutare la preparazione di una persona per un nuovo incarico lavorativo.

I nuovi criteri nell’assegnazione degli stipendi sono una buona idea, ma difficile da mettere in pratica. Si tratta di premiare i bravi lavoratori con uno stipendio più alto e non necessariamente con una promozione. Questo significa, a lungo andare, che due persone potrebbero avere lo stesso incarico, ma stipendi molto diversi.

È prevedibile che questa mancanza di simmetria si traduca in conflitti lavorativi, quindi risulta difficile da applicare. Quello che invece è stato migliorato è lo schema che prevede bonus e privilegi a tutti i lavoratori che si impegnano nel loro incarico, in base a regole di valutazione stabilite in precedenza.

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In qualunque caso, la cosa certa è che il principio di Peter ci mette di fronte ad un grande paradosso: probabilmente le persone con più potere e più capacità di decisione si distinguono per un alto grado di incompetenza ed hanno nelle loro mani il destino di molti. Sarà per questo motivo che le grandi soluzioni per i problemi della società non si trovano mai?