Paul Éluard, biografia di un meraviglioso poeta

· 2 Maggio 2019
C'è qualcosa di profondamente commovente nelle poesie di Paul Éluard. Forse il segno di un bambino malato, che amò fino all'estremo e che fu capace di avere la meglio sui dolori della guerra, dell'abbandono e del tradimento.

Paul Éluard è considerato il più grande poeta surrealista. La sua definita personalità letteraria, la forza espressiva che lo caratterizza e lirismo delle sue poesie lo hanno reso uno dei grandi poeti universali. Raccontò l’amore con la stessa passione con cui esaltò la libertà e la sua opposizione alla guerra.

Gli è stato attribuito, informalmente, ogni tipo di titolo onorario. “Maestro della poesia surrealista”, “Il più classico dei poeti moderni”, “Il poeta della libertà” o “Il massimo poeta dell’amore”, tra tanti. Nessun epiteto sembrava riuscire a rappresentare il talento di questo poeta meraviglioso.

Ci servono poche parole per esprimere l’essenziale; ci occorrono tutte le parole per renderlo reale.

-Paul Éluard-

Come altri grandi della letteratura, il segreto delle sue poesie risiede nell’onestà emotiva e intellettuale con cui sono state scritte. I suoi versi presentano un’impercettibile, ma profonda, genuinità. La sua vita, inoltre, fu segnata da episodi contraddittori e difficili, che scansò con creatività e intelligenza. Anche la sua esistenza è stata, in qualche modo, una poesia.

Paul Éluard, un bambino malato

Paul Éluard nacque a Saint-Denis (Francia), una zona con una chiara atmosfera proletaria. Venne al mondo il 14 dicembre 1885. Il suo vero nome era Eugène Émile Paul Grindel.

A soli 12 anni, giunse a Parigi e iniziò gli studi nel famoso Liceo Colbert. Contrasse, però, la tubercolosi, che lo obbligò a lasciare la scuola e a trascorrere una lunga degenza in un ospedale svizzero. Fu in questo periodo che scrisse le sue prime poesie.

La sua prima raccolta, Poesie, risale al 1911. Durante il ricovero in ospedale, lesse coloro i quali divennero i suoi modelli di riferimento letterari: Whitman, Baudelaire, Nerval, Rimbaud, Hölderin e Lautréamont. Dopo questo duro periodo, nel 1915 Paul Éluard venne reclutato per andare al fronte nella Prima Guerra Mondiale.

Éluard era uno di quei poeti che non aveva bisogno di un ambiente tranquillo per lasciar uscire i suoi versi. In piena trincea, compose due delle sue opere più famose Le Devoir et l’Inquiétude (Il dovere e l’inquietudine) e Le rire d’un autre (La risata di un altro). Alla fine del 1917, restò vittima di un grave attacco con gas che gli produsse una gangrena ai bronchi. In seguitò a ciò, lasciò il confronto armato e venne nuovamente ricoverato in un ospedale parigino.

Libro poesie

Gala, una musa passeggera

Durante il suo primo ricovero in ospedale, Paul Éluard aveva conosciuto un’altra paziente malata di tubercolosi, la quale aveva fatto breccia nel suo cuore. Una ragazza russa che si chiamava Elena Ivanovna Diakonova, ma che passò alla storia con il suo pseudonimo con cui poi fu nota a tutti: Gala. La guerra li separò, ma si ritrovarono a Parigi nel 1917 e si sposarono.

La fedeltà non era la qualità principale di Gala, evidente sin da subito. Quando conobbe il pittore tedesco Marx Ernst, rimase incinta di lui. Non sappiamo se per via di una grande apertura mentale o di un amore disperato, ma Paul Éluard non si oppose alla relazione extraconiugale. I tre, di fatto, finirono per vivere insieme nella periferia di Parigi.

In seguito, durante delle vacanze, Gala conobbe colui il quale sarebbe diventato il grande amore della sua vita: Salvador Dalí. Fu questa la causa della fine del suo matrimonio con Éluard nel 1929, che fece sprofondare il poeta in una grande depressione. Dopo questo episodio, il poeta partì in giro per il mondo, come un viaggiatore errante. E compose anche alcune tra le sue poesie più belle.

Piuma e poesie

Paul Éluard, un uomo resiliente

Paul Éluard si risposò altre due volte. La prima con una donna che lui chiamava Nusch e che era una modella di Pablo Picasso. Il matrimonio si consolidò nel 1934, ma lei morì nel 1951. Successivamente si sposò con Dominique, il suo ultimo amore, un anno prima di morire.

Nel frattempo Éluard era divenuto il poeta della libertà. Anche se non fece mai una poesia militante in senso stretto, si sentiva chiamato a esprimere nei suoi versi una richiesta per la libertà e la giustizia contro la guerra. Durante la Seconda Guerra Mondiale collaborò con la resistenza francese e dovette entrare nella clandestinità.  

I suoi componimenti contro la guerra sono magistrali, così come le sue poesie sull’amore. Secondo il giudizio degli esperti, l’elemento più particolare di questo meraviglioso poeta è la sua capacità di esprimere con profondo equilibrio e bellezza la contraddizione dei sentimenti. È passato alla storia come uno dei grandi maestri della lirica francese.

  • Nadeau, M., & Riviere, M. P. (1972). Historia del surrealismo (p. 137). Barcelona: Ariel.