Paura di quello che diranno gli altri

La paura di quello che diranno gli altri è molto comune, eppure può causare grande ansia al punto da limitare profondamente la propria vita.
Paura di quello che diranno gli altri

Ultimo aggiornamento: 20 gennaio, 2022

La paura di quello che diranno si verifica molto spesso. Si tratta di quell’angoscia silenziosa dovuta al timore del giudizio. È chiaro che tutti abbiamo bisogno di essere accettati, ma cadere in questi pensieri in modo permanente può condizionare il proprio modo di vivere.

Questa paura deriva spesso dalla mancanza di autostima. Possiamo sempre sentirci a disagio a seguito dell’opinione nei nostri confronti espressa dalle persone che apprezziamo. Ciò nonostante, non dobbiamo mai perdere la nostra libertà, la nostra essenza autentica.

Il “cosa diranno” è un’ombra a doppio taglio, sempre esistita. mette muri alla nostra autonomia, rallenta i nostri passi e ci costringe a essere vigili per non infrangere le norme implicite di quanto considerato giusto.

Sono tanti gli scenari sociali ancora impregnati di pregiudizi sociali, di quella polvere rancida che non possiamo nascondere sotto il tappeto. Questa preoccupazione è vissuta quotidianamente negli ambienti di lavoro e anche in famiglia.

Per essere discusso, deve essere percepito
-Victor Hugo-
Ragazzo ha paura di quello che diranno.

Strategie per affrontare la paura di quello che diranno

La paura di quello che diranno gli altri pone in uno stato di eterna ipervigilanza. Dirigiamo la nostra attenzione verso quell’universo esterno in cui traiamo conclusioni su quanto gli altri potrebbero pensare di noi.

Alimentiamo un’analisi difensiva, cambiamo persino la nostra condotta per adeguarci alle aspettative altrui. Una simile reazione in psicologia è nota come bias interpretativo. Non possiamo ignorare il fatto che questo pregiudizio è direttamente collegato all’ansia.

Lo studio condotto presso l’Università di Ultrecht dalla Dott.ssa Elke Salemin mostra questa relazione: se ci ossessioniamo con l’idea di anticipare tutto quello che vediamo e sentiamo o se viviamo concentrati su ciò che gli altri possono pensare di noi, alimentiamo il ciclo di ansia.

1. Superare la paura del rifiuto

Se la propria felicità è ostacolata dalla barriera del rifiuto, è bene fermarsi a pensare per un momento: ne vale davvero la pena?

Se temiamo di essere rifiutati dalla famiglia, dagli amici o dalla società, dovremmo valutare la situazione per valutare cosa pesa di più nel nostro cuore.

Non possiamo cambiare la nostra essenza né mettere a tacere eternamente i nostri pensieri e desideri. Fingere di essere qualcun altro provoca frustrazione e, con essa, bassa autostima. Non ne vale la pena. Il nostro equilibrio personale viene prima di tutto, così come il nostro equilibrio psicologico.

2. È impossibile accontentare tutti

Bisogna essere chiari fin dall’inizio, si tratta di un insegnamento che dovrebbe essere impartito sin dall’infanzia: è impossibile accontentare tutti. Non solo è impossibile, è anche insalubre. La paura di ciò che diranno è legata proprio a questa esigenza, quella di inserirsi.

Ognuno di noi ha una personalità, criteri e voce. Non adattarsi alle altre persone, a sua volta, pone limiti appropriati che ci danno identità.

Donna che rifiuta di prendere una sigaretta a simboleggiare la paura di quello che diranno.

Non dobbiamo andare d’accordo con personalità egoiste che non rispettano gli altri, umiliano e distruggono. Non andare d’accordo con queste persone offre autonomia e rispetto. È necessario e salutare.

Allo stesso modo, c’è ancora un altro aspetto che va capito: più ci mostriamo insicuri e meno chiare abbiamo le nostre idee, meno ci apprezzeranno.

Bisogna definire criteri, posizioni e valori, essere decisi e difenderli. Personalità ben sviluppate con una forte autostima non si lasciano sconfiggere e non hanno paura di quello che diranno gli altri.

3. Accettare le critiche per sconfiggere la paura di quello che diranno

La critica fa parte di tutte le dinamiche sociali. Bisogna quindi cercare di analizzarle per quello che sono: “altri punti di vista”. E come tali, dobbiamo rispettarle senza drammatizzarle.

Ognuno di noi avrà un approccio diverso alla vita, e con questi punti di vista vari e diversi dobbiamo imparare a convivere. Ma sempre senza giudicare o esagerare.

4. Mantenere la propria posizione

Altri potrebbero voler imporre le loro idee, predicare la propria moralità, le proprie norme sociali, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Non lasciamo che accada.

Dobbiamo difendere le nostre posizioni, idee ed esigenze, non lasciamoci sconfiggere o sminuire, perché quando veniamo meno ai nostri valori ci perdiamo. Per superare la paura di quello che diranno, dobbiamo lodarci.

5. Lavorare sulla propria autostima

Rafforzare l’autostima è necessario per capire che il nostro valore personale non dipende dagli altri, ma da noi stessi. Una forte autostima si traduce in apprezzamento di sé, con i propri punti di forza e debolezza. Di conseguenza, difficilmente le critiche di terzi ci influenzeranno negativamente.

Possiamo adottare varie strategie per rafforzare la nostra autostima. Tuttavia, a volte è necessaria l’assistenza di un professionista per facilitare tale percorso.

6. Nessuno è perfetto

Un’altra realtà che bisogna accettare è l’impossibilità di raggiungere la perfezione, quindi non cerchiamola. Tutti commettiamo errori e va bene così, perché grazie a essi possiamo imparare.

Cercare la perfezione per compiacere gli altri provoca frustrazione e sconforto. Naturalmente, questo non significa che non dobbiamo mai puntare a prestazioni migliori, al contrario l’idea è di non ossessionarsi.

7. Agire secondo i propri principi per sconfiggere la paura di quello che diranno gli altri

Questa idea è applicabile a qualsiasi campo. Anche quando andiamo a comprare i vestiti e ci lasciamo influenzare da chi ci accompagna.

Facciamo sempre quello che ci fa stare bene, che ci permette di essere felice nelle piccole e grandi decisioni. Se gradualmente perdiamo la voce, arriverà il momento in cui non ascolteremo nemmeno noi stessi.

Donna con gli occhiali felice.

Ne vale la pena? Ovviamente no. Rivendichiamo i nostri diritti ed esprimiamoli ad alta voce. La paura di quello che diranno gli altri è solo un vento freddo e stantio che non deve toccarci.

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  • Nardone, Giorgio (2003) Más allá del miedo. Paidós
  • Salemink, E., van den Hout, M., & Kindt, M. (2007). Trained interpretive bias and anxiety. Behaviour Research and Therapy45(2), 329–340. https://doi.org/10.1016/j.brat.2006.03.011