Pena di morte: dove è ancora in vigore?

07 giugno, 2020
La pena di morte viene applicata, sin dai tempi più remoti, in casi di delitto o come soluzione a un conflitto tra soggetti di una stessa comunità. D'altro canto, i dati ci dicono che nel mondo il numero di condanne che portano all'esecuzione capitale è diminuito.
 

La pena di morte (o pena capitale) è l’esecuzione di un delinquente che è stato condannato dalla giustizia. Questa pena viene applicata come sanzione penale nei casi del cosiddetto “delitto capitale”, ovvero  in quelli più gravi.

Stiamo parlando di una pena che ha scatenato innumerevoli conflitti interni ed esterni nei Paesi che la applicano o che la applicavano un tempo. In effetti, la comunità internazionale ha adottato diversi strumenti che proibiscono questo tipo di sanzione.

Nel corso di questo articolo analizzeremo le principali normative internazionali che regolano l’applicazione della pena di morte, ma anche le procedure esecutive.

Pena di morte

Normativa sull’abolizione della pena di morte

Nel corso della storia, la pena di morte ha affrontato un’evoluzione, sia nelle modalità di applicazione che negli ipotetici contesti di applicazione. Così, sin dai tempi più remoti, questa pena è stata prescritta in caso di specifici delitti o come soluzione a conflitti tra soggetti di una stessa comunità.

La pena capitale era il pilastro sul quale si reggevano le società tribali. Era lo strumento per mantenere la pace, grazie al suo effetto dissuasivo. Tuttavia, oggigiorno è stata abolita in quasi tutti i Paesi democratici.

 

In Italia, la pena di morte è rimasta in vigore fino al 1889 nel Codice Penale (per poi essere reintrodotta dal Fascismo, dal 1926 al 1947). L’articolo 27 della nostra Costituzione dispone quanto segue: “Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra”.

In seguito, la Legge del 13 ottobre 1994, n. 589 avrebbe abolito l’unica via che rendeva ammissibile l’applicazione di questa pena, dichiarandola abolita anche dal Codice Penale Militare.

Strumenti anti-applicazione

La comunità internazionale ha adottato diversi strumenti che proibiscono la sua applicazione:

  • Il Secondo Protocollo Facoltativo del Patto Internazionale per i Diritti Civili e Politici, destinato all’abolizione della pena capitale.
  • Il Protocollo della Convenzione Americana sui Diritti Umani, relativo all’Abolizione della Pena di Morte.
  • Il protocollo numero 6 e il protocollo numero 13 del Convegno Europeo per i Diritti Umani sull’abolizione della pena di morte e sull’abolizione della pena di morte in qualsiasi circostanza.
  • Il Protocollo della Convenzione Americana per i Diritti Umani, relativo all’Abolizione della Pena di Morte.

In tal modo, il diritto internazionale dispone che si debba limitare l’applicazione della pena di morte ai casi di omicidio internazionale. Questo nonostante diverse organizzazioni -tra cui Amnesty International- sostengono che la pena di morte non sia una soluzione, additando quest’ultima come sintomo di una cultura della violenza.

 
Uomo in attesa di giudizio

Situazione attuale sulla pena di morte

Oggigiorno più di due terzi dei Paesi del mondo ha abolito il De iure o de facto. C’è una tendenza alla diminuzione del numero di esecuzioni: in 20 anni più di 50 Paesi l’hanno proibita nella loro legislazione. 108 Stati hanno eliminato la pena di morte, 7 l’hanno abolita nei casi di delitti di diritto comune e 29 mantengono una moratoria sulle esecuzioni. Tuttavia, si continua ad applicarla in 55 Stati. 

Per quanto sia difficile determinare il numero totale di esecuzioni, vista l’assenza di dati ufficiali in alcuni Paesi, nel 2018 Amnesty International ha registrato 690 esecuzioni, suddivise tra 20 paesi. Una riduzione del 31% rispetto all’anno precedente, nonché cifra più bassa mai registrata. La maggior parte delle esecuzioni hanno avuto luogo in Cina, in Iran, in Arabia Saudita, in Vietnam e in Iraq (in quest’ordine).

Esecuzione di persone che erano minorenni all’atto del delitto

Oltretutto, alcuni Paesi continuano a condannare a morte persone che erano minori di 18 anni quando hanno compiuto il delitto. Questo succede nonostante il diritto internazionale per i diritti umani proibisca l’applicazione della pena in questi casi. 

 

Dal 1990, Amnesty International ha documentato 145 esecuzioni di minorenni in 10 Paesi: Arabia Saudita, Cina, Stati Uniti, Iran, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Sudan del Sud e Yemen.

Nonostante il numero di esecuzioni di minori sia diminuito a livello globale, la sua importanza va ben oltre i dati empirici, visto che questa pratica mette in dubbio l’impegno degli esecutori nel rispettare il diritto internazionale. In qualunque caso, stiamo parlando di un argomento controverso, che ha avuto un certo peso nelle campagne politiche di Paesi del calibro degli Stati Uniti.

 
  • Badinter, Robert (2008). Contre la peine de mort: Écrits 1970-2006 (en francés). Paris: Le Livre de Poche.
  • García, José Juan (2015). «La pena de muerte.». Philosophica: Enciclopedia filosófica on linedoi:10.17421/2035_8326_2015_jjg_1-1. Consultado el 27 de agosto de 2016.