Perché alcune persone sono sempre preoccupate?

· 24 gennaio 2015

Quando un conflitto, una situazione o un commento particolare ci ossessiona, il nostro cervello rivive quel dolore e quella sofferenza un’infinità di volte. La memoria e l’immaginazione moltiplicano erroneamente le emozioni negative generate da quel fatto che ci ha sconvolto, fino al punto di compromettere la reale percezione delle cose.

Quando non siamo capaci di confinare le preoccupazioni entro certi limiti ragionevoli, si crea inevitabilmente un circolo vizioso che trova il suo epicentro nella famosa “ansia“.

Affinché l’essere umano possa continuare a ragionare in maniera costruttiva, a riconoscere i pericoli o ad agire con dignità di fronte a qualsiasi situazione della vita, la preoccupazione e la sua inseparabile amica, l’ansia, sono assolutamente necessarie, ma in giusta misura.

Se le preoccupazioni si appropriano della nostra mente in maniera costante, il nostro cervello darà inizio ad un film interiore che rapidamente finirà per distorcere la realtà. Poco a poco, la nostra mente si adatterà a questa situazione ripetitiva fino al punto di renderla cronica, quindi tutti i capitoli ci porteranno sempre allo stesso punto: persone che non riescono a smettere di preoccuparsi e di essere preoccupate.

Senza una possibile via d’uscita e con un dolore ormai radicato, la preoccupazione si appropria del nostro cervello generando una sorta di dipendenza mentale che può svilupparsi in disturbi nervosi di diverso tipo: insonnia (con pensieri o inquietudini permanenti), fobie (rifiuto verso le persone, le situazioni o le cose) oppure ossessioni (per l’ordine, l’immagine, la pulizia, la salute).

Di fronte ad un problema del genere, la cosa migliore da fare per uscire da questo circolo di ansia perenne è quella di assumere verso noi stessi un atteggiamento critico per quanto riguarda i nostri pensieri, di dedicarvi più attenzione e di chiederci con un sano scetticismo: “Qual è la probabilità che le mie paure si trasformino davvero in realtà?”, “Mi giova in qualche modo continuare a preoccuparmi così tanto?”.