Perché abbiamo bisogno di dormire?

Perché abbiamo bisogno di dormire?

Ultimo aggiornamento: 10 ottobre, 2022

Tutti abbiamo bisogno di dormire. Ci sono persone che hanno bisogno, per lo meno, di 8 ore di sonno, altre alle quali, invece, ne bastano 4 o 5 per sentirsi riposate. Nell’uno o nell’altro caso, la cosa certa è che non è possibile vivere senza dormire. Si tratta di una delle necessità basilari dell’essere umano, e per questo, la privazione del sonno può avere effetti negativi per il nostro organismo – perfino la morte.

Nei giorni in cui non dormiamo nemmeno un’ora, il corpo ne risente gravemente. Persino quando dormiamo solo due o tre ore risentiamo degli effetti negativi. Il rischio è di causare problemi legati alla sfera emotiva, fisica e cognitiva. Le ore di sonno perse, inoltre, non vengono recuperate; se una notte dormiamo solo tre ore con la speranza di recuperare qualche ora di sonno con un riposino pomeridiano, continueremo comunque a sentire gli effetti della mancanza di sonno. Anzi, forse non riusciremo a conciliare il sonno nemmeno durante la pennichella.

Che dormire sia assolutamente necessario, appare chiaro. Ma perché? Cosa succede al nostro cervello mentre dormiamo? Cosa succederebbe se smettessimo di dormire? La scienza ha cercato di rispondere a tutte queste domande tentando di simulare le naturali condizioni di sonno in diversi laboratori. Anche se resta ancora molto da scoprire, vi riportiamo alcuni degli sviluppi riguardo questa area.

Cosa succede al cervello quando dormiamo?

Prima che venissero realizzati studi in grado di chiarire cosa succede mentre dormiamo, si era portati a credere che durante le ore di riposo il nostro cervello si “disconnettesse”, dando vita ad una specie di riposo nel quale l’attività neurologica restava completamente inattiva. Eppure, è stato dimostrato che le cose non stanno così e che alcune parti del cervello continuano a lavorare anche di notte.

ragazza dorme

Durante le diverse fasi del sonno, l’attività cerebrale cambia. La fase REM è quella in cui si individua la più intensa attività cerebrale. Attività che viene registrata grazie all’osservazione delle onde cerebrali, messe poi a confronto con l’oscillazione d quelle registrabili su una persona sveglia. D’altra parte, durante la fase del sonno lento, si è riscontrata l’attivazione simultanea di gruppi di neuroni ogni 4 secondi, dimostrando che, anche in questa circostanza, il cervello resta operativo.

Si è scoperto, inoltre, che una delle funzioni più importanti del sonno è consolidare l’apprendimento. Le informazioni che apprendiamo durante la giornata vengono processate mentre dormiamo. Mentre tutte le informazioni considerate inutili ed irrilevanti vengono eliminate, quelle ritenute importanti vengono classificate e potenziate.

Effetti della privazione del sonno

Sono poche le persone che non hanno mai sofferto di problemi di insonnia,  in modo periodico o meno abituale. Quando non riusciamo a dormire di notte, il giorno seguente siamo assaliti da una grande quantità di sintomi, psicologici e fisici, che trasformano la nostra giornata in una continua prova di sopravvivenza. I problemi principali sono:

  • Irritabilità
  • Affaticamento
  • Mancanza di concentrazione
  • Cattivo umore
  • Emicrania
  • Perdite di memoria

Questi e altri possono essere gli effetti secondari di una notte passata in bianco. Ma quanto tempo possiamo stare senza dormire? Quando la mancanza di sonno può diventare pericolosa? Il record lo detiene un certo Randy Gardner, che, sottoponendosi ad un esperimento nel quale doveva rimanere sveglio il più a lungo possibile, stabilì il primato di 264 ore (11 giorni).

Già a partire dalle prime ore cominciò a manifestare cattivo umore e problemi di concentrazione. Dopo 4 giorni dall’inizio dell’esperimento, emersero le prime allucinazioni visive (arrivò perfino a credere di essere un calciatore famoso). Ad ogni modo, una volta concluso l’esperimento, non vi furono danni permanenti. Secondo i dati ricavati da sperimentazioni su cavie ed esseri umani affetti da insonnia, il limite massimo si aggirerebbe tra le 3 e le 4 settimane senza dormire.

L’insonnia familiare fatale (IFF)

Si tratta di una malattia genetica autosomica dominante e potenzialmente pericolosa. La malattia, ereditaria, generata a causa della mutazione nel cromosoma 20 provoca la produzione in eccesso di un determinato prione. Questo accumulo anomalo produce una degenerazione cerebrale che colpisce soprattutto la parte del cervello conosciuta come talamo.

La degenerazione cerebrale causata da questa patologia produce uno stato di insonnia persistente, oltre che un deterioramento della memoria, difficoltà motorie, mioclonie, perdita di peso ed ulteriori sintomi. Questa difficoltà nel dormire può arrivare a durare giorni e perfino settimane. Chi ne soffre può restare sveglio per così tanto tempo da rischiare di entrare in coma.

ragazza cerca di dormire

Proprio così, la malattia può complicarsi fino a portare al coma. La degenerazione del talamo fa sì che la persona resti sempre allerta e vigile, rendendo inutile qualsiasi trattamento di solito usato da chi soffre di insonnia. Anche se si tratta di una malattia rara, in Italia sono stati individuati casi in due famiglie distinte. Per il momento non esiste cura per questo disturbo.

L’importanza di dormire bene

Gli esperti consigliano di dormire ogni notte tra le 7 e le 8 ore. La quantità di ore può comunque variare a seconda dell’età o dello stato di salute. Per esempio, i bambini hanno bisogno di molte più ore di sonno, dato che si trovano in un momento critico del loro sviluppo cognitivo ed hanno bisogno di consolidare quanto appreso. Anche le donne incinte hanno bisogno di incrementare il numero di ore di sonno.

L’importante non è soltanto dormire, bensì che il sonno sia rigenerante. Per questo motivo, è fondamentale che le 4 fasi del sonno non-Rem e quelle REM siano soddisfacenti. Si è scoperto che durante la fase 4, il metabolismo e il flusso sanguigno del cervello si riducono del 75% rispetto a quando si è svegli. Il motivo di ciò è l’eliminazione dei radicali liberi che possono danneggiare il cervello.

Al sonno leggero vengono attribuite funzioni come il risparmio dell’energia, il recupero fisico e quello neurologico. Al sonno durante la fase REM viene invece attribuita la funzione del rafforzamento della memoria.

Come si può vedere, le funzioni del sonno sono diverse e tutte estremamente importanti. Dormire bene non solo ci fa sentire meglio, ma è una vera e propria necessità messa a punto dal nostro orologio biologico.


Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.