Apprendimenti tratti dalle opere di Murakami

· 10 maggio 2017

Murakami è uno di quei rari scrittori che godono dell’approvazione del grande pubblico e allo stesso tempo del beneplacito di buona parte dei critici letterari. Se diamo un’occhiata all’elenco degli ultimi premi Nobel per la letteratura, troveremo moltissimi nomi di autori sconosciuti alla maggior parte dei lettori abituali, addirittura veri e propri estranei per chi non gode del piacere della lettura. Purtroppo Murakami non ha mai avuto il piacere di ricevere tale riconoscimento, tuttavia la sua opera è stata tenuta in grande considerazione negli ultimi anni.

Si tratta di uno di quegli autori che dà ai propri libri titoli che pochi editori sceglierebbero, titoli che parlano dell’enorme difficoltà che incontra l’autore al momento di selezionare i minimi dettagli delle sue opere. Inoltre, si tratta forse dell’autore con la migliorie capacità di ritrarre i personaggi, indipendentemente dalla fase di vita che rappresentano.

Nei suoi romanzi è fortemente presente la cultura giapponese, in special modo risalta l’aspetto cerimonioso con cui i giapponesi tendono ad intrattenere le loro relazioni di fiducia. D’altra parte tutti i suoi personaggi, dai più giovani ai più anziani, racchiudono in sé quel tocco di tristezza che sembrano trarre dalla società che li accompagna. Nei suoi romanzi sembra che la solitudine sia lo stadio naturale delle cose, mentre la compagnia uno stadio accidentale. Tutto questo ha probabilmente a che vedere con il carattere stesso dell’autore, che confessa di essere una persona particolarmente introversa.

La forza di volontà non è così presente come crediamo

Chi vive la vita esercitando la propria forza di volontà ha scelto una strategia di vita sbagliata. Murakami affronta in maniera straordinaria questo tema facendo riferimento all’attività fisica. In questo senso, molte delle persone che praticano sport tutti i giorni vengono riconosciute a livello generale come persone dotate di un’enorme forza di volontà. Forse in alcuni casi è vero, eppure è bene sapere che la maggior parte delle persone che realizzano per anni un’attività fisica non lo fanno perché motivati dalla loro volontà.

Al contrario, lo fanno perché per loro è più semplice, più divertente e motivante rispetto ad altre alternative. Preferiscono fare un’ora di attività fisica piuttosto che un’ora di riunione o di inglese. Se così non fosse, salvo per motivi di salute, sarebbe come sottoporsi ad una tortura che neanche la volontà di spirito più forte sopporterebbe.

In questo senso, sono molte le attività etichettate secondo luoghi comuni. Per esempio, esistono ragazzi che provano un enorme piacere nel rimanere in casa il sabato sera a leggere qualcosa e per i quali andare in discoteca sarebbe, invece, un’enorme prova di volontà. Tuttavia, in molti credono che andare a letto presto implichi per loro un grande sforzo.

Sembra che quello che è sano, raccomandabile e positivo debba essere necessariamente poco attraente, ingrato e demotivante. Secondo questo pensiero, tutto il resto non è altro che tentazione, desiderio o capriccio. In realtà spesso non è vero, ed è qui che comincia il caos della volontà. Possiamo vivere attimi nuotando controcorrente, ma farlo per una vita intera non avrebbe alcun senso.

Anche quello che è ingiusto racchiude in sé la propria giustizia

Il mondo si divide in due tipi di persone: quelle che mangiano di tutto senza ingrassare e quelle che sembrano avere la speciale capacità di assimilare qualsiasi caloria che entro nel loro organismo. Normalmente gli appartenenti al primo gruppo sono invidiati dai secondi, e non è raro ascoltare commenti quali “Che invidia, puoi mangiare di tutto e non ingrassi!”.

Tuttavia, questa sorta di ingiustizia genetica ha la sua contropartita. Le persone con una maggior tendenza ad ingrassare, infatti, tendono a prendersi più cura della propria alimentazione, a preoccuparsi di seguire una dieta più varia e a non torturare il proprio metabolismo con pasti troppo abbondanti quando il loro ritmo è molto basso. In questo modo, non è raro che chi supera il peso raccomandato presenti nel sangue valori molto più equilibrati e sani rispetto alle persone magre.

Le persone più sensibili alle variazioni di peso, dunque, hanno a loro disposizione un “segnale di allarme” che permette loro di individuare più facilmente molti problemi di salute. Si tratta senza dubbio di un vantaggio che in molti ignorano. Questo non è altro che un esempio di tutte quelle situazioni che, seppur etichettate come negative, presentano in realtà tutta una serie di vantaggi che ignoriamo.

Essere diversi ha un prezzo

La rapida globalizzazione alla quale stiamo assistendo negli ultimi anni sta portando ad una rapida fusione di culture, generando, però, allo stesso tempo l’effetto dell’omogeneizzazione delle stesse. D’altra parte, viviamo in un mondo talmente competitivo in cui la creatività è talmente scarsa da essere enormemente quotata. In questo senso, in qualche modo viviamo tutti nel tentativo di avere una voce nostra, uno stile proprio, ma cercando al tempo stesso di diventare parte dei gruppi nei quali ci identifichiamo. Non è altro che il paradosso del voler assomigliare agli altri pur cercando di distinguerci.

Ebbene, qualsiasi motivazione abbia la meglio, la verità è che non esistono due persone uguali al mondo. E il prezzo di questa differenza sono le discussioni, i malintesi e gli scontri. Esatto, tutto quello che tendiamo a odiare.

Proprio come io e te, i personaggi di Murakami sono diversissimi tra loro, e godono della loro diversità pagando il loro stesso prezzo.   

Non consegnate a nessuno la vostra libertà

Nessuno si merita un simile peso né un tale privilegio. Niente e nessuno, neppure una volta raggiunta la maturità. Né la persona a cui volete bene né il lavoro che amate. E non soltanto perché la vostra libertà è un privilegio che dovrebbe appartenervi in maniera intrinseca (entro i limiti della legge, si capisce), bensì perché nel momento in cui decidete di consegnare a qualcuno o a qualcosa la vostra libertà, lo starete condannando al tempo stesso.

Forse all’inizio può essere sopportabile, ma prima o poi finirete per pentirvi di averla riposta in mani altrui. Questo porterà ad un inevitabile deterioramento della relazione con la persona amata o alla perdita della passione che provavate per quell’occupazione che prima vi faceva sentire pieni.

Siamo fatti per amare anima e corpo

Non era chiaro chi fosse. Non era altro che un essere. Ed era dotata di un’abilità speciale che le consentiva di separare il corpo dal cuore. «Posso donartene uno tra i due», disse a Tsukuru. «Il mio corpo o il mio cuore, non posso offrirti entrambi. È arrivato il momento di sceglierne uno, perché l’altro lo darò ad un’altra persona», disse lei. Suo malgrado, Tsukuru la desiderava per intero. Non poteva permettere che consegnasse l’altra sua metà ad un altro uomo. L’idea gli risultava insopportabile.

«E desideravo dirle che, se così doveva essere, avrei preferito non ricevere nulla da lei, ma non riuscii a dirglielo. Ero incapace di avanzare o tornare indietro»”.

-H. Murakami. Tazaki Tsukuru E I Suoi Anni Di Pellegrinaggio –

Nulla di meglio che le parole dello stesso autore per esemplificare la sua riflessione. L’amore consta sì di una potente componente chimica, ma non va altresì sottovalutata la forza dell’aspetto fisico. Rinunciare ad una delle due dimensioni equivale a ferire a morte il proprio amore. Condannarlo ad un’eterna insoddisfazione che non impiegherà molto a consumare il sentimento stesso. Forse è possibile separare concettualmente anima e corpo, ma l’amore ha bisogno di comporre con entrambi un’orchestra che suoni in armonia.

Sicuramente ciascuno di noi, avvicinandosi alle opere di Murakami, potrà trarre i propri insegnamenti. Forse i suoi personaggi non parlano molto, eppure i suoi libri sono una fonte di comunicazione aperta alla riflessione e alla crescita personale… e al tempo stesso sono estremamente piacevoli.

 «Un giorno prima o poi la morte allungherà le sue mani su di noi. Ne consegue che fino a quando ciò non avverrà essa non potrà toccarci in nessun modo?» Questo mi sembrava un ragionamento assolutamente onesto e logico. La vita di qua, la morte di là. Io sono da questa parte, e quindi non posso essere da quella.

-H. Murakami. Norwegian Wood-