Sono una Persona Altamente Sensibile (PAS)

7 settembre 2015 in Emozioni 132 Condivisi

Sono una persona altamente sensibile. Posso percepire emozioni, odori, energie che nemmeno io so descrivere. A volte le mie esperienze emotive e sensitive mi sopraffanno e non riesco a comprenderle.

Mi hanno ripetuto spesso quel “non complicarti la vita“. L’ho sentito così tante volte che credevo di avere un problema. Credevo di esagerare, di essere diversa dagli altri, di rendermi le cose difficili da sola e di soffrire perché me lo andavo a cercare. È stato difficile non avere nessuno con cui condividere le mie esperienze, ho provato vergogna e mi sono vista costretta a fingere.

La nostra pelle è la barriera che separa l’interno dall’esterno, è la nostra protezione. Eppure, noi PAS abbiamo una pelle porosa, una barriera troppo sottile, che lascia penetrare al nostro interno le energie esterne.

Sapete? L’ipersensibilità è in grado di generare molte malattie. Non sempre riusciamo a sbloccarci e a disfarci delle nostre sensazioni. E quando non lo facciamo, iniziamo ad avere problemi fisici, per esempio reazioni cutanee, o problemi digestivi. Questi sono i punti deboli del nostro corpo.

Inoltre, per esempio, posso soffrire di depressione se non canalizzo bene le mie emozioni, perché il fatto di non comprendermi implica il non riuscire ad accettarmi e ad amarmi. E, in questo mondo, non è facile riuscire ad accettarsi. In ogni caso, da quando so che sono una Persona Altamente Sensibile, da quando so che non sono malata, sono riuscita a sentirmi meglio e a rilassarmi.

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Non mi spaventa, ma devo crearmi una corazza, altrimenti non potrei sopravvivere. Dovete capire che nessuno ci insegna a essere sensibili, in realtà ci educano a mascherare la nostra sensibilità.

Per questo, a volte devo nascondermi o cercare la solitudine per sentire, per sentirmi, e sapere che non me ne sono andata, che continuo a essere me stessa in un mondo che non mi capisce.

Il mio cervello e il mio sistema nervoso sono collegati in modo tale da farmi avere una maggiore sintonia emotiva con me stessa, con gli altri e con il mondo. Quando mi raccontate che state soffrendo, anche io soffro intensamente. Quando mi raccontate che siete felici, mi sento euforica dentro.

Non solo soltanto eccezionalmente emotiva, non è solo questo a caratterizzarmi. Sono altamente sensibile in molti aspetti. A volte i rumori o gli odori sono troppo intensi per me, riesco a sentire l’energia nell’aria che a volte le altre persone non notano.

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C’è una falsa credenza sulle persone altamente sensibili di cui mi piacerebbe parlarvi. Dicono che siamo neurotici, tristi e introversi, ma è falso. Non è sempre così, e non è una caratteristica indispensabile.

Una PAS non è una persona che ha un problema: è una persona diversa, che sente e pensa intensamente, e questo può far sì che la depressione o l’ansia la colpiscano.

Le persone come me sono abili a indossare una maschera. Lo facciamo perché non abbiamo altro rimedio, perché è troppo difficile organizzare i nostri pensieri e sentimenti in un mondo che non è stato costruito per noi.

Molte persone mi definiscono come una persona allegre, spigliata e sorridente. E tuttavia, nel mio mondo interiore, nella realtà che io vivo, tutto è diverso. A volte mi sento soffocare. Semplicemente, ciò che mi circonda mi offusca, e il mio stato d’animo crolla.

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Tutti abbiamo bisogno di sentirci amati, di sentire che meritiamo quell’amore e quelle cure. Tutti abbiamo bisogno di sapere che possiamo avere fiducia nel mondo, e che c’è spazio anche per noi. Per me questo è importante tanto quanto mangiare.

E poi ci sono le aspettative, ciò che gli altri si aspettano da te, ciò che tu ti aspetti dagli altri, e ciò che credi di poter dare. Puoi essere al 150% con una persona, puoi comprenderla e sentirla, puoi sentirti sopraffatto, ma sei lì e non te ne vai. Quando ti accade una cosa del genere ti aspetti, in qualche modo, di essere corrisposto. Di stabilire una connessione, una sintonia che vi porterà verso la comprensione dell’altro. E, se non la ottieni, appare la frustrazione e la disillusione.

A volte, quando percepisco un pensiero o un’emozione e gli altri si sorprendono, mi sento un po’ una veggente e, perché non ammetterlo, anche un po’ discriminata. Sentire che gli altri sono disposti ad accettare le tue emozioni solo quando possono comprenderle è molto duro. In questo mondo c’è una grande mancanza di empatia.

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Di fronte alle avversità mi sono sentita piccola, debole e vulnerabile. Ma adesso che so di essere una PAS, voglio reclamare il mio posto, lavorare su me stessa e migliorarmi.

A volte penso che non sopporterò mai l’ansia che mi generano le mie sensazioni. Ho sofferto più di quanto ho goduto della vita. Ma mi sono resa conto che è un privilegio, ho deciso che non mi devo sentire un’estranea nel mio corpo, ma felice. La mia debolezza mi rende forte.

Dicono che noi PAS siamo persone che amano la pace, che vogliono vivere tranquille e che crediamo nella bontà degli altri. Finalmente posso sentirmi orgogliosa di questo dono. Io sono una PAS, e forse lo sei anche tu. Non abbiate paura di cambiare, cercate un’attività che vi faccia sentire bene, cambiate lavoro se è necessario.

Questa è la mia realtà, e potrebbe essere anche la vostra. Se si sentite fuori luogo, una personcina diversa dalle altre in un mondo enorme, forse questo è il messaggio di cui avevate bisogno per iniziare a valorizzarvi davvero. Non possiamo cambiare il nostro passato, ma è sempre possibile scrivere un nuovo finale.

Immagine di copertina per gentile concessione di Shadesofeleven

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