Le persone che danno per ricevere, che fanno favori per tornaconto

· 27 luglio 2017

A volte non ti fanno favori, bensì ti presentano un piano d’affari e la cosa peggiore è che non te lo dicono apertamente. Tutto il contrario: fanno passare il loro aiuto come un atto di generosità e quando meno te lo aspetti, ti rinfacciano quello che hanno fatto per te o, ancora peggio, ti affibbiano obblighi dei quali non hai mai accettato di farti carico.

Chi agisce in questo modo si difende dietro un falso concetto di gratitudine. Pensa che in ogni favore sia implicito l’obbligo di ricambiarli. Tuttavia, non si preoccupa mai di verificare se l’altra persona la pensa allo stesso modo. Semplicemente, si presenta per incassare o aspetta che tu faccia qualcosa per loro, anche quando non te lo chiede. In caso contrario, si arrabbia e mette in scena uno spettacolo di vittimismo.

“Colui che fa un favore a chi lo merita, lo riceve egli stesso”

-Ambrogio Teodosio Macrobio-

Alla fine ci si rende conto che il favore non era un favore, bensì una trappola. In questi casi, il presunto aiuto ricevuto mette in moto un meccanismo di controllo e manipolazione che l’altro attiverà quando gli sarà conveniente. A rendere il tutto una fregatura, inoltre, è il fatto che si tratta di una specie di contratto mai firmato. Chi ci ha fatto un favore l’ha firmato per noi.

I favori e le loro motivazioni

Ci sono contesti nei quali è chiaro che se ci fanno un favore, saremo in debito. La politica, ad esempio, è uno di quelli. Accade anche in ambito lavorativo: se si copre un collega, ci si aspetta che questi faccia lo stesso per noi, se dovesse presentarsi l’occasione. In entrambi gli esempi vi è un fattore che rende trasparente l’equazione: sono favori tra persone unite da un vincolo pratico, non familiare o affettivo.

I favori intesi come affari vengono pattuiti tra gente che non sente l’obbligo di doversi supportare a vicenda. In questo caso è evidente che se si offre aiuto, si fa per interesse. Non c’è nessuna trappola. Questo non vuol dire che a volte non si facciano o non si ricevano favori da sconosciuti, possiamo aiutare qualcuno che ne ha bisogno per principio o semplicemente perché è quello che vogliamo in quel momento.

Quando di mezzo vi è un rapporto più intimo, che include affetti o legami più forti, sia il favore che la gratitudine dovrebbero essere totalmente gratuiti. Aiutiamo la nostra famiglia, il nostro partner o un nostro amico perché lo vogliamo, possiamo e ci fa stare bene. Quando lo facciamo, ci sentiamo soddisfatti. Non abbiamo un libretto mentale sul quale registriamo il favore come debito da estinguere. Se calcoliamo il tutto, invece, non possiamo dire di aver fatto un favore, bensì di aver avviato uno scambio commerciale.

Quando il rimedio è peggiore della malattia

Purtroppo, ci sono molte persone che calcolano con esattezza i favori che fanno. L’aspetto più grave di ciò è che vogliono incassare quando e come dicono loro. Seppure non sia mai stato fatto un accordo esplicito con l’altro, è possibile che la persona che ha fatto il favore voglia essere ripagato in una determinata circostanza.  

È ancora più grave quando dobbiamo ricambiare un favore sopportando maltrattamenti o violenza. Non è insolito che persone aggressive e conflittuali tendano anche ad essere “generose” con gli altri. Ti fanno il favore, poi si arrabbiano, esplodono o diventano intrattabili. Se non ci ribelliamo, va tutto bene; se ci ribelliamo, ci rinfacciano il favore fattoci. Così ci controllano: con impunità per quello che fanno. Una catena di favori talvolta può sfociare persino in abuso sessuale.

È altrettanto frequente che i favori ricambiati e non ricambiati siano presenti nei discorsi di chi si vittimizza. Una caratteristica comune in chi prova pena per se stesso è proprio questa. Possiede un lungo inventario nel quale appunta tutto quello che ha fatto per gli altri e tutti i dettagli delle occasioni nelle quali i suoi molteplici favori non sono stati ricambiati. Questo lo aiuta a sostenere un sofisma basilare: lui è vittima degli altri.

Una massima popolare dice che un favore, affinché sia tale, deve contare sulla gratitudine. Nella sua essenza questa affermazione è totalmente vera. Il favore è frutto della generosità, della consapevolezza che ogni essere umano bisognoso deve essere supportato da chi ha la possibilità di farlo. Ogni favore viene ripagato con la soddisfazione generatasi in chi l’ha fatto. Colui che dà mostra capacità e potere, nel significato migliore di questa parola. Perché desiderare di più?