Praticare l’assertività nelle riunioni di famiglia

6 Febbraio 2020
L'assertività può aiutarci a gestire con successo le riunioni familiari. Dobbiamo imparare a fissare limiti, a evitare discussioni che turbano l'armonia e a godere del calore familiare. 

Praticare l’assertività è, a volte, il segreto per sopravvivere alle riunioni di famiglia. Il motivo? Spesso a Natale, Pasqua, i pranzi importanti o altri eventi, intervengono una serie di dinamiche in grado di farci perdere pazienza ed equilibrio interiore. Una famiglia è, dopotutto, una complessa tribù i cui membri hanno idee diverse e in cui non sempre regna l’armonia.

Come si dice, ognuno ha diritto a pensare fuori dal coro. Ciò che conta è il rispetto e la convivenza. Purtroppo, questo non sempre avviene, anzi si complica durante le feste, proprio quando dimentichiamo per un momento i problemi lavorativi e ci prepariamo a rivedere i parenti.

C’è chi percorre lunghe (o brevi) distanze per arrivare a questo appuntamento da tempo segnato sul calendario. A volte, ammettiamolo, ci assale l’ansia perché ritroveremo quel cugino che ama smontare, pezzo a pezzo, le nostre ideologie; perché rivedremo nostro padre da cui ci siamo sempre sentiti giudicati o la zia che ci chiederà a quando le nozze, a quando la laurea, a quando il primo figlio.

Si tratta di passare dalla nostra zona di comfort a un campo minato. Non sempre è facile. Forse non sarà una riunione idilliaca e magica, ma sopravvivere è possibile. E non solo uscirne indenni, ma anche orgogliosi del modo in cui l’abbiamo gestita. Ecco le regole principali.

Praticare l'assertività durante una cena di Natale in famiglia

Strategie per praticare l’assertività nelle riunioni di famiglia

Le strategie per praticare l’assertività nelle feste in famiglia richiedono allenamento. Non basta leggerle e comprenderle. Per metterle in pratica, occorre aggiungere altri ingredienti basilari: il coraggio, la voglia di cambiare e la fiducia in se stessi.

Tutto questo non è scontato. Quando la persona che abbiamo di fronte è un familiare, spesso è difficile comunicare in modo assertivo. La nostra parte emotiva ci frena, temiamo di offendere e spesso scegliamo la strada del silenzio o del lasciar correre. Questo atteggiamento non è adeguato: tutto quello che lasciamo correre finisce per pesare sulla nostra autostima e ammaccarla.

Essere presenti, connessi alle nostre emozioni, essere diretti

L’obiettivo prioritario di una riunione di famiglia è stare bene, condividere tempo di qualità e divertirsi in armonia. È possibile che alcune variabili (persone) vi facciano deviare dalle vostre buone intenzioni. Quello che potete fare è partire dalla seguente idea: qualunque cosa succeda, voglio stare bene e non voglio perdere la calma con nessuno. 

Questo atteggiamento richiede una condizione: essere presenti. Quindi, non vale guardare continuamente lo smartphone o voltare la testa da un’altra parte mentre speriamo che il tempo trascorra in fretta. Essere centrati sul qui e ora ci aiuta a restare in contatto con le nostre emozioni. Per affrontare qualunque evento che potenzialmente minaccia la nostra quiete, la scelta migliore è essere diretti. In che modo?

  • Non abbiate paura di parlare in prima persona e di esprimere la vostra volontà. “Non mi va di parlare di questa cosa. Stiamo festeggiando e non è il momento”.
  • Se avete la sensazione che qualcuno vuole avviare una discussione spiacevole, interrompetelo subito in modo assertivo. “Questo è un argomento che ci mette in contrasto. Non siamo qui per discutere, ma per trascorrere queste ore in buona compagnia”.
  • Se intuite che si sta per creare una situazione critica o problematica, cercate di scioglierla subito, per il bene di tutti. Ricordate il proposito iniziale? Stare bene insieme.
Uomo triste accanto all'albero di Natale

Non siete obbligati a rispondere alle domande

Nel praticare l’assertività nelle riunioni di famiglia, ricordate una regola molto semplice: non siete obbligati a rispondere alle domande che vi mettono a disagio o che riguardano la vostra sfera intima. Nessun parente, per quanto stretto, ha questa autorità.

Quindi, se non volete parlare di un argomento, non fatelo. Lo si può fare presente con assertività, rispetto e calma.

Come praticare l’assertività con gli specialisti delle discussioni a tavola

Alcuni parenti sembrano laureati nell’arte della discussione inutile, delle risposte sgradevoli, del contraddire per il gusto di farlo. In questo caso abbiamo due opzioni: ignorarli o scendere nell’arena. Per essere assertivi anche in questo contesto, ricordate:

  • Spesso chi ama dare contro, polemizzare per il gusto di farlo, parte da una posizione di attacco allo scopo di imporre la propria opinione e sminuire l’altro. Smontatelo così: “Capisco il tuo punto di vista e lo rispetto, però continuare a parlarne mi sembra una perdita di tempo. Io ho le mie idee e tu le tue, parliamo di cose più piacevoli invece di litigare.
  • Di solito gli specialisti della discussione preferiscono più contraddire che fornire argomenti solidi (e logici). In questo caso una buona strategia può essere porre loro molte domande. Facendo uso di calma, buonumore e decisione, prima o poi li vedremo contraddirsi da soli.

Il nostro benessere prima di tutto

Per sopravvivere con successo a una riunione di famiglia, quando il solo pensiero ci causa disagio o ansia, bisogna predisporci mentalmente. Occorre convincerci che sarà piacevole e, per riuscirci, fissare i nostri limiti. Meglio allora lavorare sui seguenti punti:

  • Prima dell’evento, chiarite a voi stessi quali situazioni non intendete tollerare.
  • Visualizzate questi limiti e stabilite che questo sarà il vostro territorio di sicurezza. Sapere quali cose e circostanze non intendete accettare vi darà una sensazione di calma e confort.
Cancello di legno in campagna

In conclusione, se ci impegniamo a usare l’assertività nelle riunioni di famiglia, la situazione cambierà sensibilmente. Non solo usciremo illesi da qualunque discussione o disaccordo, ma avremo guadagnato esperienza e potremo applicare le stesse strategie in qualunque altro contesto.