Procrastinazione: 5 tipi

16 gennaio 2018 in Curiosità 129 Condivisi
Donna annoiata che adotta la procrastinazione

I proverbi non hanno sempre ragione, ma ce ne sono alcuni davvero molto azzeccati. È sicuramente difficile trovare qualcuno che non abbia mai sentito la frase “non rimandare a domani quello che puoi fare oggi“. Quindi non lasceremo per domani la scoperta dei 5 tipi di procrastinazione.

A seconda della prospettiva, si possono trovare diverse classificazioni in riferimento alla procrastinazione che si differenziano le une dalle altre. Ci concentreremo su quella fatta dallo psicologo Neil Fiore, autore di libri come “Awaken your strongest self” e fondatore della società Fiore Productivity.

Tipi di procrastinazione

Conoscere i tipi di procrastinazione esistenti è importante perché non tutti hanno le stesse conseguenze. Infatti, contrariamente a quanto può sembrare, la tanto malvista procrastinazione può essere molto positiva quando nel tempo di attesa tra il proposito e l’azione si verifica una incubazione dell’idea. Procediamo alla scoperta di cinque diversi tipi di procrastinazione.

Procrastinatore perfezionista

In questo caso, secondo Neil Fiore, la persona è perfezionista al massimo per paura di essere giudicata o messa in imbarazzo. Sono così esaurienti con ciascuna frase da dedicare troppo tempo ai dettagli; in questo modo finiscono di corsa molti dei loro progetti. Alla fine, invece di evitare gli errori, ne commettono troppi, provando ancora più paura del giudizio altrui. In pratica, raggiungono proprio quello che vogliono evitare, trovarsi in imbarazzo se qualcosa non va bene.

“Tu potrai essere in ritardo, ma il tempo non lo sarà”

-Benjamin Franklin-

Donna stressata stesa al suolo, come rappresentazione dei 5 tipi di procrazrinazione

Procrastinatore impostore

Questo è uno dei tipi di procrastinazione che si verifica in ambienti con profili di difficile compiacimento. Così la persona, per paura di essere etichettata come incompetente, si accaparra enormi quantità di lavoro per riaffermare la propria responsabilità, in modo che questo attributo rimanga attaccato alla sua immagine. Tuttavia, questo atteggiamento può sfociare in impotenza appresa, una sensazione strettamente legata agli stati depressivi.

Procrastinatore pauroso

Questo profilo rimanda costantemente i suoi doveri o obblighi perché ha un lavoro che gli risulta spiacevole o noioso. Questa tendenza, a sua volta, è strettamente legata alla mancanza di motivazione in occupazioni che diventano ripetitive o nelle quali non si riceve alcun feedback sulla qualità del suo lavoro.

Procrastinatore sopraffatto

In questo caso l’individuo ha così tanto da fare e così tanti compiti in mente che non sa da dove cominciare. Alla fine, è comune che soffra di un blocco mentale che gli impedisce perfino di iniziare il lavoro.

In questo caso di procrastinazione, essere sopraffatti dai compiti può essere una decisione personale o anche di una persona in una posizione di livello superiore, come un capo, per esempio. In ogni caso, questo eccesso è molto negativo, in quanto rappresenta un ostacolo a qualsiasi progresso.

Uomo stressato

Procrastinatore fortunato

Si può essere procrastinatore e fortunato? Secondo Neil Fiore, sì. In questo caso, il profilo viene identificato con persone che credono di lavorare bene solo quando sono sotto pressione. Rinviano la loro attività fino a quando non è tardi e si ritrovano al limite.

È interessante notare che gli individui con questo profilo, a condizione che ottengano buoni risultati, tendono a ripetere questo atteggiamento. Continuano a rinviare i loro compiti fino a trovarsi tra l’incudine e il martello. Successivamente sfruttano la scarica di adrenalina generata dal picco di ansia nel trovarsi alle corde e a questo punto si attivano. Naturalmente, in molte occasioni svolgono il lavoro in tempo, ma in molte altre non ce la fanno.

Possiamo porre fine alla procrastinazione?

Questo comportamento, come abbiamo visto, può avere conseguenze disastrose. In molti casi la persona finisce per vivere picchi di stress costanti che mettono in pericolo il suo equilibrio emotivo e pregiudicano, involontariamente e indirettamente, il suo contesto. Secondo Fiore, potrebbe soffrire di uno squilibrio che interesserà tutti gli aspetti della vita, non solo quella professionale.

I professionisti, dunque, consigliano una saggia gestione del tempo per svolgere un compito, in modo che l’ansia non finisca per prendere il sopravvento. A questo proposito, alcune delle raccomandazioni sono:

  • Realizzare uno studio del compito specifico da eseguire. Se ha un volume molto elevato, possiamo cercare di delegare o di semplificare.
  • Dedicare del tempo all’organizzazione o alla pianificazione, nella quale siano incluse le risorse di cui avremo bisogno e come e quando le otterremo nel caso in cui non le abbiamo già.
  • Avere cura della parte motivazionale e prendere impegni che poi saremo in grado di soddisfare. In questo senso, se non ci sono chiare le ragioni di ciò che facciamo, potrebbe essere meglio lasciar perdere.
  • Suddividere il lavoro in fasi o entità più piccole è un’altra buona idea.
  • È necessario fissare delle scadenze per non cadere in un loop infinito di procrastinazione. Se raggiunta una certa data non abbiamo ottenuto gli obiettivi desiderati, avremo un avvertimento che ci aiuti a rivalutare la situazione.

“Non rimando mai a domani quello che posso fare… Il giorno dopo”

-Oscar Wilde-

Ora che conoscere i diversi tipi di procrastinazione, sarete in grado di evitarli. Se vi identificate con uno di essi, speriamo che i consigli di Fiore vi possano aiutare a superarli. D’altra parte, non possiamo finire questo articolo senza sottolineare il punto che abbiamo esposto in precedenza: non tutti i tipi di procrastinazione sono negativi o compromettono la produttività.

Spesso le persone intorno a noi possono avere la sensazione che stiamo procrastinando quando in realtà stiamo valutando altre opzioni o stiamo cercando di ampliare il nostro punto di vista.

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