Prossemica: come comunicare con lo spazio

· 15 luglio 2018

La prossemica è lo studio della prossimità e dell’allontanamento fra persone e oggetti nel corso delle interazioni. Studia la distanza che le persone mantengono quando interagiscono e la presenza o assenza del contatto fisico. A partire da ciò, la prossemica stabilisce le distanze emotive fra le persone che interagiscono.

La prossemica ci insegna che parlare con una persona standole di fronte può sembrare la cosa più normale, ma in alcune culture la posizione più accettata è quella che forma un angolo di 90 gradi. Accade lo stesso quando si saluta dando un bacio o la mano. Queste pratiche che gli italiani realizzano nel loro quotidiano sono troppo intense in altre culture, come ad esempio quella nipponica, nella quale si preferisce evitare il contatto fisico e si saluta con un’inclinazione del capo.

Il contatto nella prossemica

Ciascuna cultura stabilisce determinati tipi di contatto. In alcune culture il contatto fisico non è permesso in pubblico, mentre in altre si verifica spesso. Queste differenze permettono di parlare di culture ad alto o basso contatto. Nelle culture ad alto contatto le distanze fra le persone tendono a essere minori. Al contrario, nelle culture a basso contatto, lo spazio fra le persone che interagiscono è maggiore.

Queste differenze culturali non compaiono solo in materia di contatto, di spazio. La distanza fra le persone e la configurazione dell’ambiente indicano quale distanza viene considerata accettabile. Gli spazi che le diverse culture usano possono essere divisi in tre tipi: spazio fisso, semifisso e personale o informale.

Amici che bevono il caffè

Lo spazio nella prossemica

Lo spazio fisso consiste nelle strutture inamovibili che segnano la distanza. Le più riconosciute sono le frontiere fra paesi, ma anche il modo in cui sono disposte le case, la struttura delle famiglie, gli edifici, la composizione delle città o gli alberi che possiamo trovare all’interno di una città. Tutti questi aspetti determinano, in parte, le distanze che manteniamo con le altre persone.

Lo spazio semifisso è quello nel quale gli oggetti non limitano il movimento perché possono essere spostati. Una porta può essere aperta o chiusa, per esempio. Esistono due tipi di spazi semifissi. I sociofughi sono quelli che incitano al movimento, come le sedie scomode o i supermercati quando cambiano la disposizione della merce costringendoci a cercarle. D’altra parte, i sociopeti spronano la conversazione o l’interazione, come le poltrone dei terapeuti o le tavole rotonde.

Lo spazio personale o informale è quello che si trova attorno al nostro corpo. Mentre le culture nordiche tendono a essere distanti, quelle mediterranee, latine e tropicali sono molto più vicine. Le culture vicine usano il contatto fisico e le distanze fra le persone sono molto ridotte.

Panchina con tronco d'albero nel mezzo

La distanza nella prossemica

Lo spazio personale dà luogo alla distanza che si ha fra le persone nelle diverse interazioni. La distanza che manteniamo con le altre persone dipenderà anche dalla nostra cultura, dalla relazione che abbiamo con l’interlocutore. Tenendo conto di ciò, sorgono quattro tipi di distanze:

  • Distanza intima. Tipica dei rapporti più stretti, in amore, ma anche con la famiglia e con gli amici più cari, nonostante con questi ultimi la distanza intima si verifichi in una fase successiva. La distanza intima configura un’invasione dello spazio personale, per questo non tutti la accettano.
  • Distanza personale. Il contatto in questo tipo di distanza si verifica senza invadere lo spazio personale. Si usa con gente a noi vicina, con persone che conosciamo. Quando conversiamo con qualcuno. Anche se varia di cultura in cultura, questo spazio è solito avere la lunghezza di un braccio.
  • Distanza sociale. È la distanza che manteniamo con gli estranei. La utilizziamo con le persone con le quali non abbiamo rapporti di amicizia, con le quali non esiste vicinanza emotiva. La usiamo anche quando stiamo conoscendo una persona o nelle riunioni di lavoro.
  • Distanza pubblica. È una distanza che supera i 3,5 metri. È la distanza ideale per rivolgersi a un gruppo di persone. e che richiede un tono di voce alto, per questo è usata in sede di conferenze e riunioni.

Nonostante siano molti i fattori che intervengono, la prossemica è pressoché simile in tutte le interazioni del nostro quotidiano. Le distanze e i contatti che manteniamo con le altre persone differiscono in base alla vicinanza emotiva con le stesse. Tuttavia, anche l’uso dello spazio influirà, creando distanza o favorendo la vicinanza.