Psicologia applicata: cos’è?

· 8 dicembre 2017

La psicologia viene concepita spesso come un grande albero con infiniti rami dove si cerca di comprendere il comportamento umano. Tra tutte queste diramazioni ne emerge una particolarmente utile: si tratta della psicologia applicata, quella che cerca di dare soluzioni concrete ai problemi che sorgono nella nostra vita quotidiana.

Molto probabilmente più di un lettore si sentirà un po’ sorpreso. Non è forse quello che ha sempre fatto la psicologia? Il focus di questa scienza non è sempre stato quello di aiutare, dare delle risposte e un supporto ai bisogni più comuni e complessi dell’essere umano? Ebbene, anche se può sembrare strano, occorre sottolineare che la risposta è negativa, non è sempre stato così.

“L’intelligenza non consiste solo nella conoscenza, ma anche nella capacità di mettere in pratica le conoscenze”
-Aristotele-

La psicologia, agli esordi, si concentrava soprattutto sulla raccolta di informazioni e sulla comprensione dei processi psicologici elementari come l’attenzione, la memoria, l’apprendimento o il linguaggio. Questa branca appassionante, immensa e sempre in costante espansione delinea ciò che è comunemente conosciuto come “psicologia teorica”.

Tuttavia, un nuovo passo avanti nella storia della psicologia si verificò solo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo grazie allo psicologo tedesco-statunitense Hugo Münsterberg, fondatore della psicologia applicata. Quest’ ampia scienza si orientò allora verso la ricerca di soluzioni pratiche e reali per l’essere umano, tutte le conoscenze generate dalla psicologia vennero usate per modificare i nostri scenari, per potenziare l’apprendimento, il benessere e la salute delle persone.

Come possiamo notare, è quasi impossibile concepire le due aree in modo separato. La psicologia teorica e la psicologia applicata sono due rami fondamentali dello stesso albero. Un albero spettacolare che non smetterà mai di crescere per migliorare i nostri contesti e la nostra qualità di vita.

Hugo Munsterberg

Hugo Münsterberg: un uomo obiettivo che gettò le basi della psicologia applicata

I biografi di Hugo Münsterberg raccontano che era solito leggere Kant e che, nonostante inizialmente fosse in buoni rapporti con William James, dopo che questi gli propose di lavorare nel suo laboratorio di psicologia dell’Università di Harvard, le cose tra di loro non finirono molto bene. A quanto si dice, William James era più che altro interessato a studiare i fenomeni paranormali, un ambito che l’allievo non poteva concepire e accettare dato che era un appassionato dell’oggettività, e sostanzialmente delle questioni pratiche.

Münsterberg classificava tutto ciò che non era logico e tangibile come la “psicologia dell’Abracadabra”. Probabilmente per questo motivo, e considerando che il suo principale interesse era quello di incrementare la produttività nelle aziende, si discostava sempre dai colleghi che studiavano la psicologia nei laboratori, da un punto di vista osservativo e sperimentali con il fine di pubblicare un articolo e forse demolire qualche teoria concepita precedentemente da altri colleghi.

Le ragioni che portarono Hugo Münsterberg a gettare le basi della psicologia applicata seguivano un obiettivo ben preciso: voleva migliorare le competenze dei lavoratori in quel contesto dove l’industria richiedeva già profili nuovi, rendere le persone più adatte a un contesto lavorativo più complesso.

Tre uomini mentre lavorano

Nonostante Münsterberg morì precocemente, avendo poco più di 50 anni, il suo contributo nel campo della psicologia applicata fu decisivo e contempo immenso. Stabilì le fondamenta della psicologia industriale, elaborò molteplici test sulla capacità professionale e gettò anche le basi della psicologia giuridica, elaborando una scala per valorizzare l’affidabilità dei testimoni.

Le diverse branche della psicologia applicata

All’inizio dicevamo che gran parte degli strumenti e delle conoscenze usati dalla psicologia applicata prendono direttamente spunto dalla psicologia teorica. Occorre dire che, come succede sempre quando portiamo a termine un certo lavoro pratico, l’applicazione e lo sviluppo di un lavoro finisce per generare nuove conoscenze, nuovi dati e concetti. Di conseguenza, non risulta difficile comprendere la ragione per cui spesso la psicologia applicata sia in grado di raggiungere una certa indipendenza dal ramo “fratello” della psicologia teorica.

La psicologia applicata può avere innumerevoli campi di azione, aree che riguardano molti dei nostri contesti più vicini e dove, grazie a essa, possiamo trovare delle soluzioni, potenziare le nostre abilità, migliorare i processi, innovare…etc. Vediamo qui di seguito alcuni esempi.

Una teoria che non trova un’applicazione pratica nella vita è un’acrobazia del pensiero.
-Swami Vivekananda-

Un viso umano che rappresenta la psicologia applicata

Psicologia della salute

Nonostante quest’area abbia degli elementi in comune con la psicologia clinica, bisogna sottolineare che sono due discipline diverse. La psicologia della salute analizza la relazione tra il comportamento e i disturbi fisici e cerca di prevenire e curare varie malattie.

Psicologia clinica

Il suo campo di azione riguarda la prevenzione e la cura del comportamento disfunzionale, e ha l’obiettivo di migliorare la nostra qualità di vita e il nostro benessere mentale.

Psicologia dello sport

Cerca di potenziare il rendimento degli sportivi, riducendo, per esempio, l’ansia e migliorando il lavoro di gruppo nelle squadre sportive.

Psicologia delle organizzazioni

Insieme alla psicologia clinica, è uno degli ambiti più conosciuti della psicologia applicata. In questo caso, l’obiettivo è quello migliorare l’ambiente di lavoro, risolvere i problemi, formare, allenare, potenziare le abilità, gestire le risorse umane di tutte le organizzazioni.

Psicologia educativa

Si tratta di un’altra area importante, in questo ambito la psicologia applicata si serve di quella teorica per migliorare l’insegnamento, le metodologie, per capire come imparano gli alunni e dotarli di strumenti e meccanismi nella vita di tutti i giorni.

Psicologia ambientale

È un’area essenziale e interessante che si focalizza sul modo in cui le persone si relazionano con il proprio contesto e su come l’ambiente circostante ne può condizionare il comportamento.

Psicologia forense

In questo caso il lavoro del professionista non si limita a investigare i crimini o qualsiasi atto delittuoso. Si analizza la validità dei testimoni, i conflitti riguardo la custodia, il trattamento delle vittime, etc.

Psicologia della pubblicità

Una cosa che sicuramente sappiamo tutti è che la pubblicità è parte integrante dell’economia di consumo. Capire che cosa inciti il consumatore a scegliere determinati prodotti, sapere quali siano i processi incoscienti che regolano i suoi desideri e le sue necessità sono aspetti chiave per quest’interessante area della psicologia.

Como abbiamo potuto notare, ciascun campo di azione crea un profilo diverso nell’esercizio della professione. Sono rami della psicologia applicata che fanno parte della nostra società nella quale ci sono ancora tanti campi da approfondire, come la psicologia delle emergenze, della sicurezza vitale, dell’invecchiamento, etc. Sono solo alcuni esempi dei tanti scenari nei quali la psicologia può essere utile e dove professionisti competenti cercheranno sempre di dare delle risposte a tutte le necessità, a tutti i problemi.

Bibliografia

Münsterberg, Hugo (1914) “Psychology and Industry”. Psychology Press

Münsterberg, Hugo (2008) “Psychology and Social Sanity” Psychology Press