Psicologia degli eSport: cos’è e perché è utile

· 26 Maggio 2019
Sono molti gli elementi della nostra vita quotidiana che hanno superato il mondo virtuale, replicandosi o trasformandosi. Oggi vi parliamo degli eSport o di come la rete ha dato forma a nuove modalità di competizione e professioni con migliaia di follower. 

La psicologia degli eSport è un concetto che vedremo sempre più spesso nella nostra società. Anno dopo anno gli sport elettronici acquistano terreno, motivo per cui è ormai comune che se ne parli sui giornali e in televisione. I tornei internazionali citano milioni di follower, e si presentano inoltre come una fantastica vetrina pubblicitaria.

All’interno di questo fenomeno popolare, ci concentriamo su due domande. Quali abilità e condotte deve possedere un buon giocatore? Perché questi giochi risultano attraenti per le nuove generazioni?

Analizziamo le principali caratteristiche di questo fenomeno attraverso la psicologia degli eSport. Il progresso della tecnologia ha raggiunto livelli tali che al giorno d’oggi i videogiochi possono rappresentare un problema, ma essere anche dei validi strumento terapeutici.

Gli eSport: l’auge dei videogiochi

Gli eSport non sono un fenomeno che sfugge alla globalizzazione. I videogiochi hanno assistito a un ampliamento del pubblico che ne fa uso. 

Molti genitori non hanno smesso mai di giocare, molti figli iniziano adesso per la prima volta e le generazioni intermedie sono l’anello di congiunzione tra questo salto generazionale. Oggi è difficile immaginare che tutto ebbe inizio negli Anni ’70 con alcune persone che si riunivano per giocare a Pac-Man o Spacewar.

Bambino che gioca al computer

La rivoluzione di internet

La capacità di connettersi a internet e giocare online con altri utenti ha rivoluzionato il mercato degli Anni ’90. Grandi produttori, come Nintendo o Sony, sono stati costretti a uno sforzo costante per dominare le vendite.

In quell’epoca sorse anche il bisogno di capire le richieste degli utenti. È così che vennero gettate le basi della psicologia degli eSport.

La professionalizzazione degli eSport

L’auge degli sport elettronici è tale che molti giocatori vivono di questo. Al giorno d’oggi gli incontri hanno una rilevanza internazionale. I tornei di massa, che ebbero inizio in Giappone e Corea del Sud, si sono estesi in tutto il mondo.

Il mercato e gli sponsor permettono che molte persone vi si dedichino come un lavoro. Possiamo trovare diverse categorie di competizione:

  • Strategie in tempo reale: si tratta di competenze basate su sport reali. I tornei del gioco di calcio FIFA ne sono un esempio.
  • Sparatorie in prima persona: simulatori di guerre e missioni armate. Un chiaro esempio è il noto gioco Counter Strike.
  • Arene di battaglia multiplayer online: la modalità più popolare, i personaggi lottano in uno scenario ricco di dettagli fantasiosi. League of Legend è uno degli esempi più chiari.

Perché gli eSport sono così popolari?

Seguire i gameplays (video di persone che giocano) è una pratica molto comune sulle piattaforme come Youtube tra le nuove generazioni. Perché risulta così attraente vedere giocare un’altra persona senza partecipare? La psicologia degli eSports avanza i seguenti motivi:

  • Estetica: l’arte di giocare bene. I giocatori professionisti offrono un’esperienza affascinante e narrata del gioco.
  • Dramma: vedere giocare un’altra persona genera aspettativa. Questo sentimento viene potenziato quando vi è rivalità tra due o più giocatori.
  • Fuga: come qualsiasi altra forma di intrattenimento, questa modalità genera distrazione.
  • Sentimento di appartenenza: così come gli amanti del calcio si identificano come tifosi, chi segue gli eSport definisce se stesso un “gamer”. In altre parole, anche chi è fan degli eSport si identifica con un giocatore o una squadra.

La psicologia degli eSport

I videogiochi vengono usati al giorno d’oggi per diversi motivi. Dall’allenamento dei piloti alle terapie in caso di ADHD, ma anche nella educazione, trattandosi di uno strumento utile per l’apprendimento.

Diverse ricerche, infatti, affermano che i videogiochi potenziano le abilità cognitive. Anche la loro crescente complessità, tuttavia, richiede queste abilità.

Principali abilità psicologiche negli eSport

La prospettiva psicologica degli eSport indica che i “requisiti” per essere un bravo giocatore sono molti. Le abilità cognitive sono intese come le funzioni esecutive cerebrali ad alta richiesta. Vediamone alcune utilizzate negli eSport.

  • Attenzione: sono richiesti alti livelli di attenzione sostenuta. I giocatori devono stare attenti a ogni dettaglio dello schermo, in partite che possono durare persino diverse ore.
  • Pianificazione: è una capacità fondamentale poiché la strategia è un pilastro portante negli eSport. È richiesta una grande abilità di integrare la maggior quantità possibile di stimoli ed elaborare una risposta adatta.
  • Memoria di lavoro: questa abilità consiste nell’impiegare tutte le risorse cognitive in una attività. Risulta indispensabile la connessione tra gli stimoli attuali e quelli conservati nella memoria.
  • Inibizione: qualità che si riferisce alla capacità di controllare l’impulsività e di restringere l’attenzione a un oggetto. Un aspetto cruciale per il gioco è dissipare le fonti di distrazioni che possono sorgere.

Sala di videogiochi

Cosa cercano i promotori degli eSport?

L’elevata richiesta degli utenti e il progresso delle risorse tecnologiche producono continui cambiamenti negli eSport. Questi cambiamenti non sfuggono all’analisi psicologica e seguono ancora una determinata direzione. È così che sia giocatori sia spettatori ne valorizzano certe caratteristiche:

  • Immersione: maggiore è la sensazione di trovarsi “dentro” il gioco, più risulterà attraente.
  • Competitività: i produttori tendono a offrire gli scenari e le modalità di scontro migliori.
  • Storia: ogni gioco di solito presenta una storia complessa, la quale alimenta il mito e l’immersione degli utenti.
  • Realismo e fantasia: il lavoro dei grafici è determinante e attribuisce un certo grado di realtà ai giochi. Al contempo, il realismo si fonde con storie e scenari carichi di fantasia, risvegliando la curiosità del giocatore.

Una industria che non è esente dai problemi e la nascita della psicologia degli eSport

Le organizzazioni degli eSport lottano con problemi che siamo soliti vedere in altri sport e che al giorno d’oggi minacciano di inquinare anche questa modalità. Tra questi troviamo la proliferazione di medicinali e droghe per mantenere l’attenzione o migliorare il rendimento dei giocatori.

Un altro problema riguarda gli stereotipi di genere da cui è avvolta l’industria dei videogiochi e le possibili dipendenze che possono generare nei più giovani.

Alla luce di ciò, la psicologia è una disciplina sempre più vincolata agli eSport. Ci rivela anche le caratteristiche che spiegano la popolarità del fenomeno.

Alcuni ricercatori discutono sulla sportività degli eSport, tuttavia sono innegabili i numerosi requisiti cognitivi necessari per essere un professionista. La psicologia degli eSport, inoltre, aiuta a rilevare complicazioni e possibili applicazioni terapeutiche.