Psicologia dell'educazione: gli autori più importanti

13 agosto, 2020
Sono molti gli autori che hanno permesso che la psicologia dell'educazione si affermasse come nuova scienza. Vi presentiamo i più importanti.

Aristotele una volta disse: “le radici della cultura sono amare, ma il frutto è dolce”. Sebbene siano trascorsi molti secoli, le sue parole sono tuttora attuali. Il contributo del filosofo di Stagira è stato fondamentale per la psicologia dell’educazione, alla pari di quello di altri autori.

Con il tempo, la psicologia dell’educazione è emersa come fusione tra pedagogia e psicologia in seguito all’esigenza di interrogarsi sulle basi psicologiche dell’educazione. In questo articolo parliamo dei principi psicologici applicabili all’educazione e che permettono di ottenere importanti risultati.

Storia della psicologia dell’educazione

La psicologia dell’educazione è una scienza piuttosto recente sebbene i pensatori greci abbiano gettato le basi del cognitivismo, utile a determinare il comportamento umano. Per esempio, Aristotele riteneva che l’educazione fosse un dovere dello Stato nei confronti dei suoi cittadini. Come il suo maestro Platone, inoltre considerava l’educazione come una vera e propria scienza, in cui devono coesistere valori come la virtù e l’etica.

Secoli dopo, San Tommaso d’Aquino tornerà su queste teorie basate sull’apprendimento, che descriverà come un percorso graduale utile all’acquisizione della conoscenza.

Busto di Aristotele.

Il Rinascimento e l’Umanesimo

Durante il Rinascimento nacque l’idea di un insegnamento basato sull’esperienza. Autori come Luis Vives, considerato il padre della psicologia moderna, evidenziarono altri elementi necessari all’educazione. Ne sono un esempio la motivazione, l’apprendimento e i ritmi dell’insegnamento.

In seguito, Juan Huarte de San Juan cominciò a parlare delle diverse abilità degli uomini, ponendo le basi della psicologia differenziale. I suoi studi sull’orientamento scolastico presentarono per la prima volta l’idea dell’esistenza di uomini dotati di talenti diversi.

È qui che la metafisica e la psicologia si separano. In questo momento la psicologia dell’educazione vera e propria inizia a muovere i suoi primi passi.

Nasce una nuova scienza

La dimensione psicologica dell’educazione continua a stimolare la discussione filosofica e chiama in causa le fonti della conoscenza. Il razionalismo sviluppa la sua logica da autori come Cartesio e i suoi requisiti metodologici.

Giovanni Comenio parla di quattro caratteristiche educative fondamentali, basate sulle leggi della natura, sull’ordine ciclico dell’insegnamento, sul metodo induttivo e sull’insegnamento attivo e pragmatico.

Anche Locke e Hume cercheranno di salvare il valore dell’esperienza contro la logica e la ragione. Per loro, ogni conoscenza viene forgiata attraverso le esperienze personali, motivo per cui l’educazione dovrebbe essere orientata verso le discipline che formano la mente.

Altri autori come Rousseau introdurranno una corrente naturalistica nella nascente psicologia dell’educazione. Il filosofo francese considera possibile il raggiungimento di uno stato di purezza anche grazie a un’istruzione che guida l’uomo attraverso un insegnamento di tipo naturale.

Ritratto di John Locke.

Psicologia scientifica

Nella fase moderna compaiono autori come Herbart, che affermano che l’insegnante deve conoscere lo scopo educativo per poter compiere al meglio il suo lavoro. Ecco perché difende l’azione educativa dal punto di vista psicologico.

In questo modo raggiungiamo Pestalozzi, ritenuto il padre della psicologia dell’educazione moderna. Il pedagogista svizzero porta alla pratica il naturalismo, ma osserva che lo studente ha anche bisogno dell’interazione con la società per poter crescere.

E raggiungiamo Dewey, che parla di una scuola attiva come risultato di un necessario rinnovamento educativo sulla base di tre aspetti: l’atteggiamento verso il bambino, lo studente come asse dell’attività educativa e l’importanza del contenuto dell’insegnamento.

“L’educazione non serve solo a preparare alla vita, ma è vita stessa”.

John Dewey

La moderna psicologia dell’educazione

Arriviamo agli autori più attuali, che nel corso dell’ultimo secolo hanno contribuito significativamente allo sviluppo della psicologia dell’educazione moderna. Nel XIX e XX secolo, il contributo di autori come Galton, Hall, Binet, James o Cattell è stato decisivo.

Più tardi, sono apparsi pensatori come Thorndike, che solleva il problema dell’apprendimento e del suo trasferimento. A lui si sono uniti altri nomi come Judd, autore di opere che includevano i primi test psicometrici.

Correnti successive come il comportamentismo di Watson, la Gestalt o la psicoanalisi iniziano a consolidarsi, dimostrando che il comportamento umano è influenzato da elementi propri e situati al di fuori del centro della nostra coscienza.

Infine, tra gli autori più contemporanei troviamo Skinner o Becker e il loro approccio al rafforzamento del comportamento. Senza dimenticare le correnti cognitive di Piaget, Goodnow, Bruner o quelle umanistiche di Maslow, Rogers o Allport.

 

Foto di Jean Piaget tra gli autori della psicologia della educazione.

Concludiamo queste breve, ma necessaria, rassegna dedicata alla storia della psicologia dell’educazione invitandovi ad approfondire l’argomento. I nomi di questi autori serviranno come punto di partenza per scoprire in che modo impariamo ciò che studiamo.

L’unica persona che si può ritenere istruita è quella che ha imparato come si fa ad imparare e a cambiare.”

Carl Rogers