Quando sono solo, io sono davvero io

· 12 novembre 2016

In uno dei suoi sonetti, il poeta e drammaturgo Miguel Hernández scrisse “Quando sono solo, io sono davvero io”. Si tratta di una frase semplice e al contempo affascinante, che proviene da uno scrittore avido di trasmettere la malinconia e la bellezza della solitudine di cui era ubriaco.

Le cose semplici, ma malinconiche, rasserenano lo spirito anche ai più scettici, a chi si è già stancato di tutto e di tutti. Per me, questa frase è una delle più grandi verità di sempre. Credo che l’autore volesse esprimere la sensazione di sentirsi migliore in compagnia della propria amata e di sentirsi se stesso quando era da solo.

Ad ogni modo, lasciare ai lettori la libertà di interpretate un testo è uno dei più grandi piaceri degli scrittori. Anche se si tratta di una frase breve e con poche parole, può comunque dare una grande idea; in questo caso, quella del piacere intimo, autentico e ineguagliabile che molte persone provano in solitudine.

Sono solo, ma non mi sento solo

Le persone che amano la solitudine tendono ad essere generose con chi sta loro attorno. Sanno che la compagnia non implica ordini o imposizioni. Chi ama la solitudine chiede meno spiegazioni ed è più amorevole con la sua compagnia. Così come queste persone non chiedono ciò che sanno di non poter pretendere, suggeriscono agli altri di realizzare questo stesso lavoro personale.

Non esiste la solitudine non scelta, esistono solo solitudini necessarie quando la compagnia non compensa più. Non c’è peggior sensazione di sentirsi soli essendo circondati da persone. In questo caso, si esprime ciò che si ha dentro solo forzatamente, dopodiché non resta altro che un malessere scomodo e fastidioso.

fiori che nascono dalle scarpe

Ho sempre preferito stare solo piuttosto che sentirmi solo pur essendo attorniato di gente. Mi sembra una sensazione davvero brutta. Credo che ogni giorno possiamo contare su una batteria di energie limitate; se le sprechiamo con chi non lo merita, finiremo per non avere forze quando ne avremo davvero voglia o bisogno.

Per questo motivo, dico che sono solo, ma non mi sento solo. Posso essere solo in molti modi, ma non mi sento affatto solo. Sono circondato dalla mia presenza e dalla mia compagnia e credo che questo non sia per nulla negativo.

Mi pare incredibile trovare anche una sola persona su un milione con cui condividere il riflesso che forse, talvolta, viene distorto dalla mia solitudine. Adoro circondarmi di persone che non mi lasciano da solo, perché con loro sono autentico, accompagnato, arricchito.

Quando sono solo, io sono davvero io, anche se non mi sopporto nemmeno nella mia solitudine

A volte mi alzo triste o di malumore, come tutti gli esseri umani di questo mondo. Spesso ci dicono che dobbiamo assolutamente cercare compagnia piuttosto che restare arrabbiati o tristi con noi stessi. Mi è capitato di seguire questo consiglio, ma l’ho trovato poco soddisfacente.

Ritengo che nessuno dovrebbe sentirsi in colpa perché vuole stare solo quando è triste. Ci sono troppe persone tristi che scontano le pene di qualcun altro, per questo non credo che restare a tutti i costi in compagnia e fuggire dalla (apparentemente) terribile solitudine sia meglio.

Ci sono persone per cui attaccare, gridare, ferire, picchiare, insultare o mentire non è grave; credono che sia questo il succo della vita e delle relazioni, che questo sia il sale dell’esistenza. E poi ce ne sono altre, come me, che preferiscono restare più neutre, e tirare fuori quel pizzico di sale in più quando una relazione lo merita.

ragazza che dipinge un cuore sul muro

Tuttavia, bisogna fare attenzione a non confondere lo stare a proprio agio in solitudine con il rifiuto del contatto con gli altri. Non siamo né schizofrenici, né paranoici, né asociali. Abbiamo semplicemente accettato ciò che la vita ci ripete da tempo, abbiamo colto il suo messaggio: preferiamo una compagnia che ci faccia sentire felici, ma non abbiamo bisogno di essa per esserlo.

Probabilmente, da molti siamo considerati strambi, esigenti o infantili. Reagiamo ancora con innocenza di fronte alle contraddizioni del mondo e non ci piace essere i primi a fare tutte le cose che “andrebbero fatte”. Restiamo ad osservare e quando arriva il nostro turno, facciamo le cose per bene, senza imposizioni, senza il bisogno di sentirsi legati o vigilati.

Quando sono solo, io sono davvero io, perché nessuno mi capisce come mi capisco io, nessuno si delizia della mia compagnia come lo faccio io. Quando sono da solo, non mi sento la peggiore versione di me stesso, anche se a volte non vedo altro che dolori, ma non faccio sentire il loro peso sulle altre persone. Questo è il piacere squisito di poter stare da solo e scegliere di esserlo quando voglio.