I quattro tipi di dolore che si possono provare

· 27 marzo 2016

Tutti noi esseri umani passiamo la nostra vita ad intessere legami emotivi con persone che, quando ci abbandonano, ci riempiono di dolore.

Il dolore è un sentimento di sofferenza che insorge quando si viene lasciati da una determinata persona, e che genera in noi una battaglia fatta di “vorrei, ma non posso”.

 “Ogni perdita del passato rimasta aperta si trasforma in un fardello che non mi fa spiccare il volo, che non mi permette di avanzare”

-Bernardo Stamateas-

La realtà della perdita

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Quando ci si ritrova inabissati nel buio profondo di una perdita, ci si rende conto di quanto sia difficile uscirne. In questi casi, il primo passo consisterà innanzitutto nel superamento di una battaglia interiore: una parte di noi accetta la perdita, l’altra non riesce a farsene una ragione.

Questo fenomeno è del tutto naturale, è un processo che va capito e compreso. Non state male e non sentitevi in colpa a causa di ciò. La vostra reazione è normale, gli alti e bassi sono una  caratteristica propria della sofferenza. Ci sono giorni in cui si riesce ad andare avanti, altri in cui si cammina all’indietro… l’importante è proseguire a livello generale.

 “Non confondete la sofferenza con l’amore né il superamento del dolore con l’oblio…”

-Margarita Rojas-

Una volta capito cos’è il dolore, è importante saper distinguere i diversi tipi di dolore esistenti.

Conoscerli vi permetterà di analizzarvi, sia con un occhio sulle perdite passate, sia su quelle future, così come nel caso in cui una persona a voi cara abbia bisogno del vostro aiuto per lo stesso motivo. Si tratta di un modo per comprendere meglio cosa sta accadendo, per imparare ad accettarlo e superarlo.

Quattro tipi di dolore

1.Dolore cronico

Nel dolore cronico, la fase di accettazione per la perdita non avviene in alcun momento. Persiste solamente la negazione della perdita stessa.

Nella mente della persona vittima di questo dolore entra in atto una serie di meccanismi volti a proteggerla dalla realtà che la sta affliggendo. La vittima arriva a creare una sorta di dimensione illusoria dentro la quale vive il suo abisso, senza pagare il prezzo della caduta, ma senza nemmeno poter tornare sulla terra ferma.

 “Sopportare non farà estinguere una perdita”

-Bernardo Stamateas-

Nella sua mente visualizzerà frasi come “non è successo nulla”, “nulla è cambiato” e così via. In questo modo il dolore si impossessa di lei, poco a poco, come il freddo che si insinua nelle ossa.

2.Negazione del dolore

Potrebbe sembare simile al precedente, ma in realtà i due non hanno nulla a che vedere. Nella negazione del dolore la persona afflitta da sofferenza non riesce a esprimere quello che sente, quello che le causa il profondo senso di malessere.

L’atto di reprimere, di mandare giù, non è mai positivo. Talvolta piangere ci permette di liberarci di tutto quello che ci fa soffrire.

 “Impedire a se stessi di sentire la vera causa del proprio dolore finisce per nuocere al corpo e all’anima.”

-Bernardo Stamateas-

Questo tipo di dolore nasce nelle persone convinte del fatto che piangere o soffrire le farà apparire deboli agli altri. Per questo motivo, conservano tutto dentro di loro…fino a che non ne possono più ed esplodono in modo del tutto imprevedibile, di solito senza controllo.

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3.Dolore intenso

Nel caso del dolore intenso la vittima fa fuoriuscire tutto quello che ha dentro, incapace di reprimere assolutamente nulla. Può piangere, gridare, esprimere la sua rabbia…

Questo comportamento può sembrare vantaggioso, eppure una tale espressione di dolore, spesso vissuto nel modo più estremo, può portare chi ne soffre a cadere in depressione.

Non ci si rompe perché si è caduti, si cade perché si era già in mille pezzi

È giusto esprimere quello che si sente, ma è bene farlo nel modo più appropriato e attraverso il giusto canale. Allo stesso modo, è sbagliato ricercare nel proprio dolore una fonte di distrazione, al fine di espiare le proprie colpe.

4.Dolore ambiguo

Il dolore ambiguo si presenta quando non si sa con certezza se la persona cara sia morta oppure no. Si verifica tendenzialmente nel caso di persone scomparse, sequestrate e via dicendo.

È un tipo di dolore conosciuto anche con il nome di “dolore congelato”, poiché si nutre dell’incertezza nell’attesa di notizie. La sensazione di non capire cosa succede, di non poter sapere, lo rendono forse il peggior tipo di sofferenza che un uomo possa provare.

“Qualunque sia il dolore che scegliamo di provare, impariamo che il dolore non è uno stato, ma un processo. Per poter vivere quel dolore, c’è bisogno di uno spazio e di un tempo, cosicché, nel farlo, ci si possa riconciliare con la vita.”

-Bernardo Stamateas-

Nessuno di noi può fuggire dal terribile dolore. Tutti prima o poi ci troviamo a sperimentarlo. La sofferenza è una situazione dolorosa, ma allo stesso tempo di superamento.

Conoscere i diversi tipi di dolore vi farà capire quello di cui avete davvero bisogno, vi aprirà gli occhi su un futuro più ottimista. Soffrire è normale, ma la tormenta passa sempre… e voi, prima che ve ne rendiate conto, ricomincerete ad andare avanti.

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Immagini per gentile cortesia di Matt Wisniewski