Racconti cinesi: 3 storie per riflettere sulla vita

04 novembre, 2020
I tre racconti cinesi che abbiamo scelto parlano di profondi valori. Il primo allude alla soluzione dei problemi, il secondo al rispetto da mostrare nei confronti del naturale fluire delle cose e il terzo è una critica alla vanità del potere.

La maggior parte dei racconti cinesi appartenenti alla tradizione risalgono a diversi secoli fa. Ancora oggi, tuttavia, sono apprezzati in quanto strumento ideale con cui trasmettere valori e stimolare la riflessione di generazione in generazione e in chiave fortemente educativa.

Quasi tutti questi racconti cinesi parlano del mondo rurale, descrivono la vita di campagna e valori come il lavoro, l’umiltà e il rispetto. Buona parte ha come protagonisti re, saggi e uomini comuni.

Pur trattandosi di antichi racconti, trasmettono lezioni valide anche per il mondo di oggi. Proprio per questo motivo abbiamo scelto queste storie della tradizione cinese come esempio di profondi insegnamenti morali.

Dal punto di vista della ragione, la storia assomiglia a un racconto.

-Théodore Simon Jouffroy-

3 racconti cinesi sulla vita

1. Una scoperta sorprendente

Il primo racconto narra che di un uomo che era un grande lavoratore e che viveva in un villaggio di campagna. Possedeva terre fertili, ma doveva fare i conti con un problema: non aveva un pozzo. L’acqua si trovava molto lontano dalla sua terra e questo ostacolava il suo lavoro.

Tutte le sere doveva percorrere oltre tre chilometri per raggiungere il pozzo più vicino. Faceva rientro a tarda notte, con le giare piene d’acqua. Ciò gli permetteva di soddisfare i suoi bisogni più elementari e a nutrire la terra, ma era molto faticoso. I suoi vicini non gli prestavano alcun aiuto.

Stanco della situazione, l’uomo si convinse a scavare un pozzo. Si trattava di un lavoro troppo difficile per una sola persona, ma non aveva alternative. Gli ci volle più di un mese per portare a termine questo compito, ma alla fine ci riuscì: aveva finalmente un pozzo dal quale sgorgava acqua purissima. Un vicino curioso gli domandò informazioni sull’impresa e il contadino gli rispose: “Ho scavato un pozzo e in fondo ho trovato un uomo”.

La notizia si diffuse velocemente per ogni dove. Suscitò una tale commozione che lo stesso re di quelle terre mandò a chiamare il contadino per farsi illustrare i fatti. “Mio signore”, disse lui, prima di avere un pozzo le mie braccia erano sempre occupate a prendere e a trasportare l’acqua. Ora le mie braccia sono libere per lavorare la terra: ho recuperato l’uomo che sono“.

Germoglio di fiori dalla terra.

2. Racconti cinesi: i germogli che non crescono

Il secondo racconto narra di un piccolo villaggio in un posto sperduto del mondo. Lì viveva un uomo piuttosto avido che conviveva con la famiglia relativamente in armonia. Il suo raccolto era prospero, ma lui non era mai soddisfatto del risultato.

Un giorno seminò il terreno con particolare dedizione, perché  voleva ottenere il raccolto di una particolare varietà di grano, portato fin lì da terre lontane. Gli avevano assicurato che era di qualità superiore, con spighe rigogliose e dal sapore delizioso.

Proprio per questo, l’uomo seminò tutti i suoi terreni con i semi in questione e iniziò a fare grandi progetti per il futuro. Avrebbe tratto enormi guadagni e, forse, avrebbe potuto comprare altri terreni e vivere nel lusso.

Eppure, le settimane passavano e i germogli faticavano a spuntare. Ce n’era qualcuno che, nonostante le cure, cresceva molto lentamente. L’uomo aveva iniziato a disperarsi, non poteva sopportare tutto ciò, quindi decise di fare qualcosa. Ecco che potò le piccole piante che stavano nascendo, pensando di aiutarle a crescere.

Il giorno successivo, però, i germogli erano morti. L’uomo aveva dimenticato che si trattava di semi particolari, che richiedevano più tempo per crescere. Non capiva che c’è un tempo per tutto e che intervenire sui meccanismi della natura conduce al fallimento

3. Il principe e le colombe

C’era una volta un principe nobile d’animo e saggio sulle cui terre regnava grande armonia. Tutti amavano i regnanti che imponevano sempre leggi giuste che contribuivano al benessere del popolo.

In quel regno si svolgeva un rituale molto particolare: con l’arrivo dell’anno nuovo i contadini erano soliti donare colombe al principe.

Colombe in volo.

Proprio in quei giorni, passava di lì un forestiero che provò curiosità per quello strano rituale. Assistette al rito di gente che, da ogni dove, portava le colombe in dona al principe. Rimase lì per un po’, incuriosito da cosa ne avrebbe fatto il sovrano di quei regali insoliti.

Ecco che il principe riunì tutte le colombe in una gabbia per poi liberarle. I presenti applaudivano e mostravano consenso.

In quella occasione un anziano si fece spazio tra la moltitudine e chiese rispettosamente il permesso di prendere parola. Il principe gli presto ascolto e l’anziano uomo gli domandò quante colombe fosse riuscito a raccogliere. Il principe rispose circa 200.

L’anziano rispose: “Per portare queste 200 colombe, gli uomini sono andati a caccia e ne hanno uccise circa 600. Quale merito credi di avere ora, liberando quelle rimaste vive?” Il principe capì il proprio errore e vietò il rituale. Il forestiero portò via con sé una grande lezione di vita da quelle terre.

Conclusioni

Questi racconti cinesi ci invitano a riflettere e, in alcuni casi, a mettere in dubbio il nostro punto di vista sul mondo, sulla società e su noi stessi. Senza dimenticare, tuttavia, che ognuno riceverà il messaggio trasmesso a suo modo.

  • Birrell, A. (2005). Mitos chinos (Vol. 12). Ediciones AKAL.