Ragione e sentimento: l’equilibro che produce buone decisioni

· 12 settembre 2018

Fu soprattutto nel periodo dell’Illuminismo che si sviluppò l’assioma secondo cui le decisioni vengono prese dalla ragione. Eppure, decidere ignorando le emozioni non sempre è efficace o possibile. D’altra parte, lasciarsi guidare dalle emozioni accantonando la ragione non è quasi mai garanzia di buoni risultati. Per prendere le decisioni migliori, l’ideale è mediare tra ragione e sentimento.

Trovare un giusto equilibrio tra ragione e sentimento è cruciale per aumentare le probabilità di successo quando bisogna prendere una decisione. Allo stesso tempo, questo equilibrio è il risultato dell’esperienza vitale e, di conseguenza, di molti errori.

La prima decisione intelligente da prendere è quella di smettere di dividerci tra ragione e sentimento dato che, se ci pensiamo, la maggior parte delle volte le due cose combaciano. Nonostante ciò, molti tendono ancora a considerare ragione e sentimento come due entità separate. 

Uomo davanti a un cervello

Esistono decisioni corrette?

Desideriamo tutti prendere le decisioni più giuste. Ma qual è una decisione corretta? Domanda difficile a cui rispondere. C’è chi dirà che la decisione più giusta è quella che apporta maggiori benefici. Ma quest’ultimo approccio non è sempre il migliore, dato che se così fosse cominceremmo tutti a prendere decisioni solo nel nostro interesse, senza tenere in considerazione le conseguenze per gli altri.

Quando ci innamoriamo, per esempio, le emozioni sono fortissime e tendono a prendere il comando sulle nostre decisioni. Durante l’innamoramento è come se fossimo ciechi e sordi. Siamo sicuri che così facendo otteniamo i benefici maggiori?

Le emozioni, non solo nel momento dell’innamoramento, hanno una grossa influenza sulle nostre decisioni. La loro importanza è stata messa particolarmente in luce a seguito dell’analisi di alcune lesioni cerebrali nella corteccia orbito frontale.

Si tratta di una regione che interviene sul funzionamento dell’amigdala, un’altra componente del nostro cervello che costituisce parte del “sistema emotivo”. Le persone con lesioni nella corteccia orbito frontale decidono in modo più razionale.

Ragione e sentimento: entità separate?

Cosa penseremmo di una persona che decide in modo esclusivamente razionale? Intuendo si tratti di una persona alla ricerca del suo unico beneficio personale, non ci fideremmo. Non sarebbe una persona su cui riporremmo la nostra fiducia. Eppure, ci aspettiamo che un individuo sia razionale per poterci fidare. O no?

La verità è che ci fidiamo degli altri se mostrano empatia, la capacità di percepire le nostre emozioni, più che la loro razionalità. Ci fidiamo di più di chi è capace di sorridere o emozionarsi di fronte al nostro dolore.

Questo meccanismo è più facilmente osservabile negli adolescenti. A quell’età, infatti, si è soliti prendere decisioni ad alto rischio. Per questo l’adolescenza è considerata una tappa molto difficile, in cui i ragazzi non prestano attenzione ai loro genitori. Una delle cause di questo atteggiamento si trova nella corteccia prefrontale.

È in questa parte del cervello che si trova la corteccia orbito frontale, che a quell’età non si è ancora pienamente sviluppata. Per questo motivo, il controllo delle emozioni è meno efficiente e, di conseguenza, queste ultime sono molte più incisive nella presa delle decisioni.

Cuore mongolfiera

Il ruolo delle emozioni quando bisogna prendere una decisione

Finora sembra emergere una grande contraddizione. Stiamo sostenendo che la cosa migliore è decidere mediando tra ragione e sentimento. Ma finora abbiamo solo parlato dell’influenza negativa delle emozioni. Per comprenderne meglio il ruolo, bisogna spiegare cosa sono i marcatori somatici.

I marcatori somatici sono sentimenti che servono da guida quando dobbiamo prendere una decisione. Ci aiutano a decidere quale sarà la migliore opzione tenendo conto dei nostri interessi, soprattutto nelle situazioni in cui la mente si trova a doversi destreggiare fra troppi elementi non riuscendo quindi a prendere una decisione.

I marcatori somatici sono spiegabili anche secondo il concetto di intuizioni generate a partire dall’esperienze passate. Le intuizioni ci avvertono delle conseguenze a cui andremmo incontro scegliendo l’una o l’altra decisione.

Per fare un esempio, se ci troviamo in una strada dove tempo prima siamo stati assaliti, avremo la sensazione che è meglio cambiare percorso. Queste intuizioni, però, non sempre sono consapevoli. Può quindi essere che la nostra decisione di cambiare strada sia improvvisa e non saremo in grado, qualora ci venisse chiesto, di dare una spiegazione al nostro comportamento.

Le emozioni a volte agiscono come un allarme, non sempre affidabile. Possono infatti tenerci alla larga da pericoli per nulla reali, come nel caso delle fobie.

Per fortuna, assieme alle intuizioni dei sentimenti intervengono i processi razionali, che ci permettono di soppesare i pro e i contro di una determinata situazione. Questa dualità tra ragione e sentimento guida le nostre decisioni e ci fa andare avanti senza farci perdere la speranza. Non dobbiamo smettere di essere chi siamo.