Reciprocità asimmetrica che ostacola i rapporti umani

· 29 luglio 2018

L’equità è alla base della maggior parte delle relazioni che intratteniamo. Bisogna anche dire, però, che una parità assoluta è pura utopia. Non c’è mai un equilibrio perfetto fra ciò che si dà e ciò che si riceve, tanto meno si riesce sempre a dare di più a chi merita o a chi ne ha bisogno. Tuttavia, quando ci si trova davanti a un chiaro caso di reciprocità asimmetrica, la maggior parte delle relazioni giunge al capolinea.

A tutti è capitato di conoscere una persona che darebbe tutto per gli altri, che condivide tutto quello che ha. Data la sua estrema generosità, è difficile per gli altri ripagarla con la stessa moneta. È impossibile raggiungere una totale uguaglianza nel dare e ricevere. Ma sarebbe strano il contrario; a furia di fare calcoli, si perderebbe ogni forma di spontaneità.

Il concetto di ”dare”, per di più, è piuttosto ampio. Significa cedere agli altri beni materiali o ”emotivi”. Dove per beni emotivi si intende: affetto, tempo, ascoltare l’altro, ecc. Tuttavia, la reciprocità asimmetrica prende il sopravvento quando uno dei due partner o amici si compiace di ricevere, ma non fa alcuno sforzo per ricambiare. Comportamenti del genere possono diventare particolarmente problematici nell’ambito dei rapporti di coppia.

“Dovunque sono uomini, sono diversità di opinioni, disparità di sentimenti, differenza di umori, tali e tante variazioni temporanee o permanenti, che il consenso perfetto è impossibile, non dico fra tutti o fra molti, ma fra pochi, fra due.”
-Federico De Roberto-

 

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Cause della reciprocità asimmetrica nei rapporti

C’è sempre un motivo per cui nei rapporti si verifica una reciprocità asimmetrica. Molto spesso questo fenomeno scaturisce da due situazioni. In entrambi i casi si parte dal presupposto che uno dei due soggetti abbia di più da offrire o che è in debito con l’altro (o con gli altri). 

La prima situazione si verifica quando la persona presenta particolari abilità. Ad esempio è più brava a risolvere i problemi, ha più conoscenze o è emotivamente più forte degli altri. Queste virtù, però, alla fine le si ritorcono contro. Si aspettano tutti che sia lei a occuparsi di ogni problema e che lo risolva o lo prevenga senza chiedere niente in cambio.

Questa situazione talvolta si estende persino alla realtà statale nel caso del cosiddetto “assistenzialismo“. Si basa sull’idea che una persona che presenta una vulnerabilità non sia tenuta a ricambiare ciò che gli viene offerto. Sebbene esistano davvero circostanze in cui una reciprocità asimmetrica può essere giustificata, si tratta di rare situazioni molto specifiche e solitamente temporanee.

Quando sono i più deboli a dare di più.

La seconda situazione in cui si verifica la reciprocità asimmetrica è diametralmente opposta alla prima. Avviene quando uno dei due soggetti è sottovalutato o privato della propria dignità. Si sviluppa così la convinzione che sia tenuto a dare tutto ciò che ha in cambio di poco o niente, perché in un modo o nell’altro le sue necessità sono meno importanti di quelle altrui.

È quello che è successo nel corso della storia alle popolazioni schiavizzate. Si sono diffuse linee di pensiero secondo le quali in base al colore della pelle o alla cultura alla quale si appartiene si hanno (o meno) determinati diritti. In questi casi, la parte sottomessa può solo dare, senza aspettarsi niente in cambio.

Ciò accade  spesso anche nell’ambito delle relazioni umane, in particolare nelle relazioni di coppia e in quelle tra familiari. Si afferma l’idea che la persona più fragile o comunque vulnerabile debba contribuire in misura maggiore rispetto all’altro (o agli altri). Seguendo questa linea di pensiero, una persona che non ha studiato è tenuta a servire chi è istruito. O ancora, le persone insicure sarebbero tenute a sottomettersi agli altri per ottenere la loro approvazione.

Donna perplessa reciprocità asimmetrica

Gli effetti della reciprocità asimmetrica

Sebbene nelle relazioni umane si verifichi sempre, in un modo o nell’altro, una sorta di reciprocità asimmetrica, quando è del tutto sproporzionata può rivelarsi estremamente dannosa per le persone su cui si ripercuote. L’asimmetria crea condizioni ingiuste e malsane. Ingiuste perché una persona finisce per essere uno strumento nelle mani dell’altra. E malsana perché questa mancanza di reciprocità è a pieno titolo una forma di violenza che a sua volta genera altra violenza.

Tutte le volte che si verifica un’asimmetria così sproporzionata, anche nel caso degli Stati, c’è una parte che viene sfruttata, obbligata a dare senza ricevere. Una situazione del genere per un breve lasso di tempo può anche essere sostenibile, ma prima o poi (più prima che poi) darà vita a una crescente insoddisfazione che molte volte finisce per distruggere il falso equilibrio creatosi.

In ogni caso, neanche la persona che “domina” trae vantaggio dalla reciprocità asimmetrica. Ha il controllo su tutto e può contare sull’aiuto gratuito da parte di qualcun altro, ma talvolta tutto ciò finisce per essere umiliante, facendo sentire  la persona in questione inutile. Il ”dominatore”, inoltre, avrà sempre bisogno dell’aiuto degli altri. Che ne sarebbe del padrone senza il suo schiavo? Cosa rimane a colui che domina una volta persa la persona dominata?