Resilienza: rinascere in seguito alle avversità

8 gennaio 2015 in Psicologia 1496 Condivisi

Prima o poi nella vita tutti si ritrovano in una situazione traumatica e soffrono. Ci sono circostanze molto difficili (la morte di un figlio, una malattia grave, essere vittima di un attentato, ad esempio), ma anche più “semplici” e quotidiane, come perdere il lavoro, avere problemi economici o rompere con il/la proprio/a partner, tutte cose che diventano motivo di sconforto, per questo la persona che ne soffre pensa che la sua vita non abbia più un senso.

Tuttavia, ciascuno di noi ha una capacità innata di affrontare le avversità e quindi di superarle, così come di adattarsi alla nuova situazione che si viene a creare. Questa capacità di far fronte agli eventi traumatici si chiama resilienza.

Quando diciamo che una persona è resiliente, non significa che non abbia sentimenti o che non sia in grado di provare malessere o dolore emotivo dinanzi ad una difficoltà. In realtà, vuol dire che dopo un periodo di dolore, incertezza e insicurezza, la persona è in grado di tirar fuori la forza necessaria per andare avanti con la sua vita. Questo, però, non è facile e non è questione di essere resilienti o meno, ma di capire, imparare e sviluppare certi comportamenti o modi di pensare. Un individuo può, geneticamente parlando, essere più vulnerabile nel momento in cui deve affrontare delle difficoltà, ma può essere resiliente se è cresciuto in un ambiente propenso a questo atteggiamento.

Le persone più resilienti hanno un modo di pensare più corretto, realista e flessibile, oltre ad essere meno propensi a trarre conclusioni affrettate o ad esagerare. Inoltre, si contraddistinguono per tre aspetti principali:

  • Accettano la realtà così com’è.
  • Credono che la vita abbia un vero significato.
  • Hanno una grande capacità di migliorare.

Ed è così, come la Fenice che risorge dalle proprie ceneri, che gli essere umani sono in grado di lasciarsi le tragedie alle spalle, imparare dal passato ed uscirne più forti. Tuttavia, la famiglia, la scuola e la società svolgono un ruolo importante nel rendere una persona più o meno resiliente.

I benefici della resilienza

La resilienza aiuta ad identificare le cause di un problema (affinché non si ripresenti più in futuro) e a controllare le emozioni e gli impulsi quando ci si trova in una situazione critica. Chi è resiliente, inoltre, ha anche un ottimismo realista, guarda positivamente al futuro, ha un’idea positiva della vita, ha la capacità di trovare sempre nuove sfide e nuove opportunità per raggiungere una maggiore soddisfazione.

D’altra parte, essere resilienti è sinonimo di buona salute (non solo fisica, ovviamente): le persone di questo tipo hanno una migliore immagine di se stesse, si criticano meno, hanno più successo nello studio e nel lavoro, incontrano più soddisfazione nelle relazioni e sono meno predisposte a soffrire di depressione.

Fotografia per gentile concessione di thriol.

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