Ottimismo intelligente: felici nonostante tutto

· 30 dicembre 2014

L’economista e divlugatore scientifico Eduard Punset riassume il senso dell’ottimismo in tre punti fondamentali che, a suo parere, sono la ragione della vera felicità. Questi punti sono: l’aspettativa di vita, la medicina personalizzata e la conoscenza delle emozioni. Queste, però, sono le chiavi di un ottimismo che, in una situazione critica, possono venir meno di fronte alla mancanza di volontà e alla salute mentale debilitata. Se succede questo, rimangono poche speranze per essere felici? Assolutamente no, se osate conoscere e mettere in pratica i punti chiave dell’ottimismo intelligente.

Ma… che cos’è l’ottimismo intelligente?

Non sono poche le persone che ancora pensano che l’ottimismo sia vincolato all’ignoranza o alla “negazione della realtà”, mentre il pessimismo all’ “illuminazione mentale”. Queste affermazioni sostengono un tipo di ottimismo basato sull’essere felici per il fatto di esserlo, chiudendo gli occhi davanti alla realtà con lo scopo di non soffrire. Ed è per questo che gli studi degli psicologi sono pieni di persone che, ignorando se stesse e l’ambiente in cui vivono, in un brutto momento scoprono che si sono autoingannate per anni e che, per loro sorpresa, non sono quello che pensavano di essere e non lo era nemmeno chi stava loro vicino, né l’ambiente sociale ed economico in cui vivevano.

Questo non ha nulla a che vedere con il vero ottimismo. L’ottimismo intelligente si sviluppa a partire dalla psicologia positiva, una tendenza molto recente che ha suscitato un interesse diverso nell’ambito della psicoterapia, in quanto si focalizza sullo studio degli elementi della salute mentale piuttosto che sulla malattie, come invece accade solitamente in psicologia. María Dolores Avia, Docente di Psicologia della Personalità presso l’Università Complutense di Madrid ed autrice del libro “Ottimismo Intelligente”, ha creato un precedente per quanto riguarda l’importanza dell’ottimismo intelligente nello sviluppo dell’individuo.

Quattro regole per essere felici nonostante tutto

  • Apri gli occhi. Chi pratica l’ottimismo intelligente deve evitare di tenere gli occhi chiusi di fronte alla realtà e a quello che gli/le succede intorno. I pregiudizi (positivi o negativi), la paura e il conformarsi sono i peggiori nemici per un individuo, in quanto ostacolano la vera conoscenza di sé.
  • Alimenta il corpo e la mente. Non si può essere felici nonostante tutto se prevalgono l’apatia, l’atteggiamento autodistruttivo (rancore, nostalgia, senso di colpa, malinconia…) e la disperazione. Non c’è fede più grande di quella che viene dalla forza di volontà di raggiungere un obiettivo. Se alimentate corpo e mente con nuovi obiettivi, non smetterete mai di essere ottimisti.
  • Coltiva i piccoli piaceri della vita. Direttamente dal film di Jean Pierre Jeunet e Marc Caro, “Il Favoloso Mondo di Amélie”, questa frase riassume l’ottimismo intelligente in maniera efficace. A volte, siamo così occupati a portare a termine grandi attività e responsabilità che dimentichiamo le piccole cose della vita quotidiana che danno davvero un senso a tutta la nostra vita. L’ottimista intelligente farà particolare attenzione a questi piccoli piaceri quotidiani, perché rappresentano un grande incorraggiamento nei giorni positivi, ma soprattutto in quelli negativi.
  • Lotta. Frasi come “L’ho già fatto”, “Sono troppo vecchio” non servono a nulla. Vivere significa lottare e, curiosamente, la stessa battaglia, il voler crescere, imparare, creare e abbattere muri e ostacoli sono una garanzia contro le malattie. Finché siete vivi, sentitevi vivi!