Restare con chi non ci ama: non siamo obbligati!

Le relazioni che manteniamo, pur essendo alberi con radici nel passato, non smettono di aggiornarsi. Su questo aggiornamento, però, ci sarebbe molto da dire: abbiamo la possibilità di correggere le relazioni che ci hanno ferito.
Restare con chi non ci ama: non siamo obbligati!

Ultimo aggiornamento: 31 marzo, 2021

Chi non ci apprezza, merita la nostra attenzione, compagnia, cura? A volte facciamo cose che non ci piacciono perché convinti che siano parte dei nostri obblighi: è il caso? Perché restare con chi non ci ama? Karen Horney ha parlato della tirannia dei “dovrei”. I dovrei sono quelle verbalizzazioni sotto forma di ordini che diamo a noi stessi. Di solito sono il prodotto del vivere in società o dell’educazione. Ci motivano ad agire contro i nostri valori o interessi, a restare con chi non ci ama.

Liberarsi di questi obblighi autoimposti non è facile: tendono a essere profondamente radicati nelle nostre convinzioni e il solo pensiero di non seguire queste inclinazioni provoca in noi dissonanze cognitive; uno stato di disagio, prodotto dal tentativo di incastrare due pezzi del puzzle i cui bordi non sono compatibili.

Pertanto, quando questi due costrutti si scontrano, si genera un conflitto interno. Abbiamo due opzioni: continuare a fare ciò che pensiamo di dover fare o agire basandoci sui nostri valori e cambiare rotta, anche se ciò significa andare controcorrente.

Può capitare che nelle relazioni interpersonali si affacci un doloroso senso del dovere. Che sia il partner, un amico o anche la nostra famiglia, ci convinciamo che “dovremmo” comportarci ad ogni costo in un certo modo.

Donna triste con gli occhi chiusi.

Restare con chi non ci ama: quando non conviene?

Decidere che qualcuno non ci ama, significa delimitare uno spazio molto ampio. La cosa più importante, nelle relazioni, è stabilire dei limiti. Non per ricavarne un vantaggio o perché siamo il centro del mondo, ma perché queste relazioni rappresentano un ostacolo al nostro benessere.

Ma cosa significa “non volere bene?”. La psicologa Silvia Congost ci consiglia di tappare le orecchie e osservare cosa succede. È facile dire “ti amo” a parole, ed è anche una tentazione crederci. Ma questo amore che ci viene predicato, lo stiamo sentendo? Le azioni di questa persona sono coerenti con questo sentimento? Le parole vanno bene, ma se le azioni non esprimono l’affetto, forse ci stiamo semplicemente ingannando.

Esistono limiti non negoziabili di fronte ai quali non sarebbe sbagliato lasciare andare la relazione. Oltre a questi, ce ne saranno altri, personali per ognuno di noi. In questo senso, ognuno di noi deve capire, mettendo a nudo il cuore, fino a che punto è ragionevole sopportare chi ci lo ferisce. Vediamo a seguire i limiti che non dovrebbero mai essere superati.

Quando ci maltrattano

Sia a livello fisico che psicologico. Quando è presente il maltrattamento, dobbiamo allontanarci dalla relazione. Questo vale per la coppia, ma anche per qualsiasi rapporto interpersonale o familiare. L’abuso è un modo per far credere all’altro di essere inferiore.

Chi maltratta pensa di essere nel pieno diritto di ferire un altro essere umano. Questo mina in modo progressivo l’autostima della vittima che, se non prende le distanze dal rapporto, ne uscirà letteralmente annullata. Più a lungo sopportiamo una situazione di maltrattamento, più crediamo di dover restare perché valiamo poco e non meritiamo di meglio.

Quando ci ignorano: inutile restare con chi non ci ama

Ignorare la persona che invece dovresti amare, è un’altra forma di violenza. Significa voltarle le spalle, facendola sentire, ancora una volta, alle tue dipendenze. È importante che la vittima non si lasci convincere da pensieri come “questa persona è fatta così”, “è il suo modo di comportarsi”. Questo significa aggrapparsi alla speranza di un improbabile cambiamento o ignorare il senso di vuoto causato da questo atteggiamento.

Quando qualcuno ci ignora, ci sta comunicando che non gli interessa ciò che abbiamo da dire, i nostri sentimenti, i nostri pensieri.

È evidente che chi si comporta così, non ci vuole bene; forse non è una forma di maltrattamento esplicita, ma sta calpestando le nostre emozioni.

Quando ci umiliano

Alcune persone hanno la brutta abitudine di deridere gli altri in pubblico, di  scherzare su questioni come l’aspetto fisico o il modo di parlare. Se non umiliano in pubblico, lo fanno in privato. In ogni caso, non dovremmo permettere a nessuno di mettere a rischio la nostra autostima.

È vero che il nostro aspetto o il nostro modo di muoverci non ci definisce di per sé. Questo dovrebbe essere chiaro, ma è inevitabile sentirsi infelici quando riceviamo una critica, tanto più se a rivolgerla è una persona importante per noi.

Il partner, l’amico o il familiare ride di voi o giudica il vostro modo di vestire, di parlare, le vostre capacità? Considerate la possibilità di allontanarvi.

Quando ci annullano

Non solo la libertà è necessaria, ma lo è anche la sensazione di libertà. Chi ci ama nel modo giusto non solo non limita la nostra libertà oltre ciò che è ragionevole, ma si assicura che abbiamo la sensazione di essere liberi. Ci permette di essere responsabili dei nostri errori e di ripararli, lo stesso per i nostri successi.

Tipico è l’esempio di genitori che cercano di convincere i figli a seguire una certa carriera scolastica e lo fanno “per il loro bene”. Questi genitori non amano i loro figli con generosità, per quanto ne siano convinti. In effetti, questa manipolazione risponde più all’egocentrismo che al reale interesse per i desideri dei figli.

Donna che guarda in bassa.

Quando limitano la nostra libertà

La libertà è uno dei beni più preziosi. Dobbiamo sentirci liberi di decidere cosa pensare, come vestirci, quali amici scegliere o in quale città vivere. Permettere a qualcuno di prendere queste decisioni al  nostro posto, significa rinunciare a una parte del potere che ci caratterizza e che dovrebbe essere soltanto nostro.

Restare con chi non ci ama non è un obbligo

Non è scritto da nessuna parte che dobbiamo stare al fianco di chi non ci vuole bene, anzi è vero il contrario. Capirlo ci aiuta a vincere l’inerzia che ci impedisce di interrompere la relazione.

Chi non ci vuole bene, non merita di godere del nostro valore. Chi non trascende il lato più egoistico della relazione, non merita la nostra generosità, chi non si offre, non merita disponibilità. Reagire è una nostra decisione, è il nostro esercizio di assertività che dovremmo cercare di praticare d’ora in avanti.

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  • Riso, W. ¿Amar o depender? Cómo superar el apego afectivo y hacer del amor una experiencia plena y saludable. Editorial Planeta/Zenith