Sally Horner: la storia della Lolita di Nabokov

· 5 novembre 2018
La storia di Sally Horner ispirò Vladimir Nabokov a scrivere una delle opere più conosciute della letteratura: Lolita (1955).

Sally Horner aveva 12 anni quando venne rapita da Frank LaSalle, noto pedofilo appena uscito di prigione. La tenne prigioniera per 21 mesi, finché la ragazzina non riuscì a fuggire e a contattare la sua famiglia.

La storia di Sally Horner, oscura e dalle sfumature tragiche, tempo dopo ispirò Vladimir Nabokov a scrivere una delle opere più conosciute della letteratura: Lolita (1955).

La critica sostiene spesso che pochi libri sono così pieni di contraddizioni. La qualità letteraria è innegabile, così come l’atmosfera narrativa, la cui cornice è una relazione impossibile tra un uomo di mezza età e una bambina, a testimonianza della decadenza della società americana: frivola, torbida e priva di valori.

I protagonisti di questa amara storia

Il protagonista Humbert Humbert (gioco di parole del termine francese ombre, in italiano ombra) si presenta come un personaggio con cui è difficile identificarsi; parliamo di una persona che fugge dall’Europa con l’accusa di aver abusato di una bambina e che condurrà Lolita in questo universo tetro nel quale poter soddisfare la propria ossessione per quelle che egli stesso definisce “piccole ninfe”, ovvero giovani adolescenti.

Il libro di Nabokov non si nasconde, non si cela dietro menzogne. Fu lo stesso autore a non volerlo: con Humbert cercò di mostrare al mondo il profilo del pervertito più stereotipato, che non esiterà a uccidere. La crudezza della storia è innegabile ed è fastidiosa. La contraddizione impregna ogni dettaglio e ogni pagina del libro. E tuttavia è facile arrendersi alla sua prosa, alla sua atmosfera e alla sua storia, in cui ci viene mostrato un pedofilo rapitore di una bambina di 12 anni.

Fatto purtroppo tratta da una storia vera.

Un sentimentale può perfettamente diventare una belva nei suoi momenti liberi. Una persona sensibile non sarà mai crudele.

-Vladimir Navokov-

Vittima e carnefice

La storia della vera Lolita, Sally Horner

Frank LaSalle era un meccanico di 52 anni, conosciuto dalla polizia per aver abusato di bambine tra i 12 e i 14 anni. Era appena uscito dal carcere quando decise di trasferirsi nel New Jersey e rifarsi una vita. Tuttavia, per questi profili non è facile tenere sotto chiave “il predatore che risponde solo ai propri istinti”. Fu così che i primi di marzo del 1948, LaSalle tornò al suo territorio di caccia in quanto ossessionato da una bambina, Sally Horner.

Figlia di madre vedova, la vedeva uscire da scuola con le sue amiche. Come tutte le preadolescenti, non temeva nulla al mondo, si fidava di tutti e si affacciava alla vita. Non sospettava minimamente che qualcuno attentava ogni giorno alla sua vita. Un giorno LaSalle la seguì finché non si presentò l’occasione per soddisfare i propri istinti e commettere, ancora una volta, un delitto. Sally aveva appena rubato un quaderno da 5 centesimi in un negozio, come scommessa fatta con le sue compagne di scuola per potersi unire al gruppo. Una sciocchezza infantile che non avrebbe mai dimenticato.

Frank LaSalle fermò la ragazzina appena fuori dal negozio, affermando di essere dell’FBI e le intimò di seguirlo se non voleva che la madre venisse a sapere del furto. Sally, spaventata e pentita, accettò. Salirono sull’autobus e il calvario ebbe inizio. Trascorsero circa due anni in viaggio per il Paese: Atlantic City, Baltimora, Dallas, California… un continuo girovagare che li condusse da hotel in hotel, da motel a camping, sempre sotto le vesti di padre e figlia.

Salvataggio e successiva tragedia

Nessuno sospettò di nulla, si interrogò su quel padre ossessivo che non lasciava mai sola la figlia. Questo fino a quando l’ospite di un hotel, incuriosito dall’atteggiamento timoroso e triste della bambina, riuscì a separarla per un istante da LaSalle per chiederle se stava bene. Sally crollò e gli chiese aiuto: voleva solo chiamare casa.

La polizia non tardò ad arrivare e a portare la bambina dalla madre. Proprio allora la piccola Sally poté elaborare tutto il dramma vissuto: gli abusi sessuali, le vessazioni, la paura. Frank LaSalle fu condannato a 35 anni di prigione da un giudice che lo definì un “lebbroso immorale”.

Tuttavia, la fine di questa triste storia arrivò due anni dopo. Sally Horner morì in un incidente stradale in seguito a uno scontro con un veicolo agricolo. Frank LaSalle vivrà ancora 16 anni prima di morire in carcere, luogo da cui -secondo alcuni- inviava ogni settimana un mazzo di fiori alla tomba della bambina.

Sally e sua mamma

Nabokov e il viaggio di un pedofilo

Tutti questi dati e questi dettagli sono stati raccolti nel libro The Real Lolita: the kidnapping of Sally Horner, della giornalista Sarah Weinman. Si tratta di una lunga e dettagliata inchiesta in cui si trovano notevoli parallelismi tra Sally e la Lolita di Vladimir Nabokov. L’aspetto più curioso è il viaggio di un pedofilo e un’adolescente, figlia di una vedova.

Il libro venne pubblicato con uno scopo ben preciso: contribuire a fare giustizia. Giustizia per Sally Horner e per tutti i bambini e le bambine rapiti dai pedofili. Storie strazianti che occupano le prime pagine dei giornali solo per un breve arco di tempo. Proprio a questo proposito, l’autrice parla della bibliografia nabokoviana, laddove sono frequenti i personaggi adulti che rivolgono le proprie attenzioni alle bambine (Ada, Risata nel buio).

La vicenda editoriale della Lolita di Nabokov

Bisogna anche dire che quando Nabokov terminò di scrivere Lolita non trovò editore in tutti gli Stati Uniti disposto a pubblicare il libro. Era “scomodo”, assolutamente scorretto. Fu un editore francese specializzato in pornografia a pubblicarlo.

Gli stessi problemi si presentarono anche con l’uscita del film di Stanley Kubrik. Gary Grand, ad esempio, rifiutò di prendere parte a un progetto del genere quando gli venne offerto il ruolo di Humbert Humbert. E persino lo stesso James Mason si pentì, tempo dopo, di aver accettato.

Frontespizio del libro Lolita

Le nuove edizioni di Lolita evitano di mostrare un’adolescente spudorata che, in qualche modo, sembra essere artefice del suo stesso destino. Oggi troviamo frontespizi che non presentano più la ragazzina nelle vesti di femme fatale, giovane provocante con occhiali da sole a forma di cuore. Adesso troviamo l’immagine di una giovane manipolata, di una bambina attaccata da un’ombra, vittima di un pedofilo, come successe alla piccola Sally Horner.