Santiago Ramón y Cajal: padre delle neuroscienze

29 ottobre, 2020
Il contributo del neuroscienziato spagnolo Santiago Ramón y Cajal è stato fondamentale negli studi sul cervello umano, in particolare per la scoperta della plasticità sinaptica e della struttura dei neuroni, che ha definito "le farfalle dell'anima".

Santiago Ramón y Cajal è stato uno degli scienziati più importanti della storia, alla stregua di Galileo, Einstein e tanti altri. Queste sono le parole con cui lo descrive Eduardo Punset. E ha ragione.

Questo istologo spagnolo ha teorizzato le basi delle moderne neuroscienze con concetti totalmente opposti al pensiero dominante dell’epoca, dimostrando di avere ragione. Ha scoperto l’individualità dei neuroni, ha gettato le basi per quella che oggi conosciamo come plasticità sinaptica e ha scoperto le cellule della glia.

Ramón y Cajal è sempre stato un ribelle, nel senso buono della parola, non si è fatto scrupoli a contraddire il pensiero prestabilito. Era una mente brillante, profondamente curioso, metodico e instancabile, qualità che gli hanno fatto vincere il primo Premio Nobel per la Medicina.

I primi anni e la laurea in Medicina

Nacque a Petilla de Aragón nel 1852. Suo padre era un medico di provincia che seppe trasmettere al figlio l’amore per la medicina. Certo non fu impresa facile: Santiago Ramón y Cajal era un bambino irrequieto, che mostrava maggiore interesse per le scoperte e gli esperimenti reali piuttosto che per i libri.

Le sue più grandi passioni erano la natura e la pittura. La sua famiglia decise di mandarlo in collegio per costringerlo a studiare, ma non funzionò. Quando era ancora un adolescente, suo padre volle dargli una lezione facendolo lavorare come apprendista barbiere e poi come calzolaio. Dicono che divenne molto abile in questi mestieri; per sua natura, sarebbe stato bravo in qualunque campo si fosse dedicato.

Alla fine decise di studiare Medicina presso l’Università di Saragozza, dove suo padre aveva ottenuto un posto come docente di anatomia. Le lezioni con suo padre gli permisero di sviluppare grandi capacità come disegnatore del corpo umano.

Dopo la laurea in medicina, fu chiamato alle armi e mandato in guerra a Cuba, dove trascorse alcuni mesi in condizioni molto precarie, finché non si ammalò.

Al suo ritorno da Cuba, ottenne il dottorato in Medicina presso l’Università Complutense di Madrid e un posto di assistente ad interim in anatomia presso la Scuola di Medicina di Saragozza.

Più o meno nello stesso periodo, uno dei suoi mentori, Maestre de San Juan, gli stava già insegnando le tecniche di osservazione microscopica.

Carriera medica di Santiago Ramón y Cajal

La scoperta del microscopio permise a Santiago Ramón y Cajal di coltivare un’altra delle sue passioni: si dice che il microscopio fosse diventato quasi un’estensione del suo corpo.

Dopo aver ottenuto diversi incarichi importanti presso le Università di Saragozza e a Valenzia, nel 1887 si trasferì definitivamente con la famiglia all’Università di Barcellona occupando la cattedra di istologia e in seguito, nel 1892, quella di anatomia patologica a Madrid.

Una delle figlie contrasse la meningite e sembra che questo episodio lo colpì profondamente, tanto da farlo rifugiare nella ricerca e nel suo laboratorio giorno e notte. Lo stesso giorno della morte della figlia, Ramón y Cajal portò a termine una delle sue scoperte più importanti. Avrebbe ricordato per tutta la vita l’intensità dei sentimenti contrastanti provati in quel momento.

Aveva creato dei metodi personali per colorare i campioni da laboratorio così da poter studiare le connessioni delle cellule nervose. Grazie a questa metodologia, fu in grado di dimostrare che i neuroni sono cellule indipendenti non fisicamente connesse tra loro.

La scienza di quel tempo si basava invece sull’idea che le cellule nervose non fossero separate l’una dall’altra, bensì che formassero una massa aggrovigliata e compatta.

Neuroni visti al microscopio.


Santiago Ramón y Cajal e il Premio Nobel

Santiago Ramón y Cajal studiò a fondo anche la struttura del cervelletto, del midollo spinale e del midollo allungato, insieme a vari centri sensoriali come l’olfatto e la retina.

Dopo un viaggio a Berlino e la presentazione a un congresso delle sue scoperte sul sistema nervoso e i neuroni, gli venne assegnato il Premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina nel 1906.

Non smise di lavorare un solo giorno della sua vita. Si dice che trascorse anche il giorno della sua morte, avvenuta nel 1934, lavorando a letto, già gravemente ammalato.

I contributi alle neuroscienze di Santiago Ramón y Cajal sono stati fondamentali per il progresso della conoscenza del cervello umano, della plasticità sinaptica e della struttura dei neuroni, che ha definito “le farfalle dell’anima”.

“I neuroni sono cellule dalle forme delicate ed eleganti, le misteriose farfalle dell’anima, il cui battito d’ali potrebbe forse, un giorno, chiarire il segreto della vita mentale.”

-Santiago Ramón y Cajal-