Sappiamo chi siamo oggi, ma non chi saremo domani

· 16 ottobre 2017

Mi guardo attorno e mi vedo circondata da persone senza sogni, speranze, stanche di vivere situazioni soffocanti che non le rendono felici…Persone che si sono arrese, che pur sapendo quanto valgono, non riescono a realizzarsi o a comunicare agli altri la propria idea di se stessi.

Sono persone prive di entusiasmo, che non hanno progetti né il coraggio di riconoscere che il potere di decidere il proprio futuro è nelle loro mani. Parlando di sé, si descrivono in base ai propri studi, al proprio lavoro, al proprio stato civile o alla propria situazione personale, mai in base ai propri talenti o valori. Parlano di ciò che hanno ottenuto o raggiunto e mai di progetti futuri. Hanno abbandonato tutto quello che un tempo le faceva sognare, barattandolo con una vita di convenzioni in cui si fa “quello che è giusto fare”.

Perché così tante persone lasciano che sia la vita a decidere per loro, giustificandosi con lo stesso pensiero a cui si sono rassegnati, ossia che tutto è già scritto o stabilito? Cosa spinge tanti uomini e donne ad abbandonare i propri sogni e la convinzione di riuscire ad essere ciò che desiderano, se solo facessero quel piccolo sforzo per cambiare e guardare al di là della quotidianità? Approfondiamo questo argomento.

C’è ancora molta strada da fare!

Stiamo vivendo questa vita adesso, non potrebbe essere altrimenti. La situazione in cui ci troviamo non è altro che il risultato delle nostre esperienze e delle decisioni che abbiamo preso; è frutto di determinate congiunzioni. Magari la nostra vita attuale non è come l’avevamo immaginata in passato, non è quella che pensavamo di meritare, ma è il nostro presente ed è l’unica cosa che abbiamo.

Il contrasto tra come eravamo prima e come siamo ora può aiutarci a “rintracciare i segni” della nostra evoluzione.
Orme sulla spiaggia

Il presente può essere il migliore degli amici o il più acerrimo dei nemici, le catene che ci inchiodano o il trampolino di lancio che ci proietta verso i nostri sogni. Dipende tutto da come lo vediamo. Pur non essendo in grado di prevedere il futuro e gli ostacoli che si presenteranno sul nostro cammino o le persone che incontreremo, possiamo certamente decidere quale atteggiamento adottare nei confronti della vita.

Conoscerci, sapere chi siamo e scegliere come affrontare la nostra vita per intraprendere il nostro cammino è possibile e di estrema importanza. In caso contrario, saremmo solo marionette in balia delle circostanze. Tutto risiede nell’accettare il proprio carattere e i propri difetti, essere consapevoli dei propri limiti e decidere comunque di andare avanti. Solo in questo modo riusciremo a liberarci da quella sensazione di stasi che spesso ci attanaglia, e crescere.

Un limite non definisce chi siamo né chi possiamo diventare

Siamo ben altro che i nostri difetti, i nostri limiti, i nostri errori. Essi non ci definiscono né possono impedirci di realizzare i nostri progetti di vita. Dobbiamo considerare i nostri limiti come il punto di partenza per affrontare in maniera diversa ogni situazione, lo snodo per strade nuove e inaspettate che, aprendosi, ci propongono nuove sfide e ci permettono di crescere.

I nostri errori e i nostri limiti non possono definire le nostre potenzialità, solo la nostra capacità di adattarci alle diverse circostanze che scegliamo o che la vita ci propone. La nostra vita non deve rivolgersi a nessun altro se non a noi stessi. Per quanto la vita ci metta del suo, essa ci lascia il più importante tra i poteri: quello di scegliere, una possibilità che potremmo sempre esercitare e tramite la quale ci responsabilizziamo giorno per giorno.

Chi possiamo essere, dunque, dipende solo dal compromesso che raggiungiamo con noi stessi e dal coraggio necessario per sfidare il nostro presente e la presunta idea su come siamo. Il nostro posto nel mondo non è definito una volta per tutte, perché siamo noi ad avere il potere di scegliere dove e come essere. La domanda giusta è: vogliamo partecipare alla nostra stessa vita ed esserne i protagonisti o vogliamo essere spettatori e vederla passare? Preferiamo la situazione di “comfort” della vittima che subisce il destino o quella scomoda dell’attore che agisce, decide, vive?

Liberarsi dai vincoli è importante per progredire

È importante capire che per progredire nella vita dobbiamo liberarci di tutto ciò che ci rende schiavi, si tratti di persone, sentimenti, oggetti, azioni…Dobbiamo imparare a superare i nostri vincoli di attaccamento tossico per essere davvero liberi.

Donna libera

Troppe volte ci troviamo a pensare a quello che “poteva essere, ma non è stato”, lamentandoci per i nostri errori e le nostre carenze materiali e personali, delusi dalle nostre aspettative senza essere capaci di trovare una soluzione alla situazione vissuta. Troppo spesso restiamo intrappolati tentando di controllare ciò che non possiamo controllare.

Dobbiamo imparare a disfarci di tutto ciò che non ci permette di progredire; soprattutto, la nostra voglia di controllare ogni cosa.

Pur essendo imprevedibile e caratterizzato da quell’incertezza che può spaventarci o incuriosirci, il futuro ha una certa responsabilità nell’influenzarci e nel farci cambiare, ma mai quanto le nostre azioni e le nostre decisioni. La chiave di tutto è aprirsi a questa possibilità.

Ragion per cui dobbiamo imparare a “lasciar andare”. E dobbiamo imparare a farlo tenendo a mente che il nostro comportamento non è l’unico elemento che contribuisce al risultato finale. Dobbiamo imparare a perdonare, a mettere da parte l’ira e il rancore, ad accettare chi siamo, perché altrimenti la crescita e l’evoluzione di propria iniziativa saranno impossibili. È questo il primo passo per porci noi a guida della nostra vita.