Scala dell'autostima di Rosenberg: quanta autostima ho?

12 gennaio, 2020
Uno dei test di psicologia più popolari per valutare l'autostima è la famosa scala di Rosenberg. Si tratta di un test di dieci domande che ci aiuta a valutare questa dimensione così fondamentale per il nostro benessere psicologico.
 

La scala dell’autostima di Rosenberg è tra i più conosciuti e usati. Anche se ci troviamo dinnanzi a uno strumento psicometrico nato oltre cinquant’anni fa, vanta ancora oggi una certa semplicità (è composto solo da 10 affermazioni di valutazione). Risultano interessanti, in particolare, la sua affidabilità e la sua validità.

Quando parliamo di autostima, sanno darne tutti, chi più chi meno, una definizione. Si tratta dell’idea che abbiamo di noi e del modo in cui valutiamo noi stessi. A questo punto, è importante dire che questa dimensione ha diverse sfumature, pennellate più marcate che delineano una tela psicologica ricca di singole tonalità, forme e prospettive.

Autostima è l’insieme dei pensieri che formuliamo ogni giorno verso di noi, ma anche le percezioni su come gli altri ci vedono. Non possiamo non tenere conto, oltretutto, del peso dell’infanzia, della formazione, dell’interazione con i genitori, con gli amici, con i partner… Questa dimensione è un totum revolutum che ingloba concetti come l’identità, l’autocoscienza, l’autoefficacia, ecc.

Per approfondire questo concetto, è interessante consultare i numerosi lavori di Morris Rosenberg, docente di sociologia dell’Università del Maryland e pioniere degli studi in questo settore. Proprio la pubblicazione di uno dei suoi libri, Society and the adolescence self-image, nel 1965, è stata l’occasione per presentare in anteprima la sua scala dell’autostima. Questa tecnica è ancora oggi uno degli strumenti psicometrici più utilizzati. Vediamo per quale motivo.

 

Nessuno può sentirsi a suo agio senza l’approvazione di se stesso.

-Mark Twain-

Donna allo specchio

Scala dell’autostima di Rosenberg

L’autostima è un costrutto psicologico soggettivo. Sappiamo che i suoi ingredienti si modellano attraverso ogni esperienza e valutazione che facciamo di essa, anche di ciò che diciamo di noi stessi, del modo in cui ci trattiamo, quanto ci apprezziamo e come ci valutiamo in quasi qualunque aspetto della nostra vita.

È importante sottolineare un aspetto: l’autostima è una dimensione emotiva. Non possiamo dimenticare che questa competenza, a un certo punto, può oscillare, soprattutto a partire dal modo in cui interpretiamo e affrontiamo determinati eventi nel corso della nostra vita. Ciò significa che nessuno giunge al mondo con una forte autostima e la preserva fino alla fine dei propri giorni.

L’autostima è come un muscolo: se non la alleniamo, a volte si indebolisce. Allenandola tutti giorni, tutto scorre, tutto pesa un po’ meno e ci sentiamo forti abbastanza da affrontare qualsiasi cosa. Un buon punto di partenza per sapere in che stato si trova quel “muscolo psicologico” è mediante lña scala dell’autostima di Rosenberg, a oggi lo strumento più affidabile.

 

Qual è la storia di questo test?

Morris Rosenberg sviluppò questa scala sulla base dei dati ottenuti da 5.024 studenti adolescenti nati negli Stati Uniti. La sua idea era quella di capire in che modo il contesto sociale di provenienza si relazioni al concetto di autostima. Sapeva che aspetti come l’educazione, l’ambiente e la famiglia possono contribuire o incidere su questo costrutto psicologico.

La sua idee era quella di sviluppare un test dell’autostima per valutare lo stato psicologico degli adolescenti del suo Paese. Questo studio venne sviluppato nel 1960, risvegliando un interesse immediato da parte della comunità scientifica. Soprattutto perché la scala dimostrò un’elevata affidabilità e perché continua a essere un valido strumento negli anni, e tra le diverse popolazioni del mondo.

Applicazione della scala dell’autostima di Rosenberg

Una delle caratteristiche di questo test psicologico che più merita attenzione è la semplicità di applicazione. Il test consta di 10 affermazioni, con quattro opzioni di risposta ciascuna in stile likert che vanno da assolutamente d’accodo ad assolutamente in disaccordo. Se ci domandassimo ora come è possibile affermare la validità di questo strumento, composto solo da dieci domande, è interessante mettere in luce un dettaglio.

Nel 2001 il dottor Richar W. Robbins affermava che per valutare l’autostima, in realtà, sarebbe sufficiente porre una sola domanda, una come “ho una buona autostima?”. Elaborò la Single-item Self-Esteem  Scale (SISE), dimostrando che questa scala di valutazione basata su una singola affermazione è efficace tanto quanto la scala di Rosenberg.

 
Compilare il test dell'autostima

In cosa consiste la scala di Rosenberg e come viene valutata?

Le affermazioni che compongono la scala dell’autostima di Rosenberg sono le seguenti:

  1. Sento di essere una persona degna di apprezzamento, almeno tanto quanto lo sono gli altri.
  2. Sono convinto/a di avere delle buone qualità.
  3. Sono in grado di fare le cose bene come le fa la maggior parte della gente.
  4. Ho un atteggiamento positivo verso me stesso/a.
  5. In generale, sono soddisfatto di me stesso/a.
  6. Sento di non avere molto di cui essere orgoglioso/a.
  7. In generale, tendo a pensare di essere un fallimento.
  8. Mi piacerebbe poter provare più rispetto per me stesso/a.
  9. A volte mi sento davvero inutile.
  10. Delle volte credo di non essere una brava persona.

A ogni domanda bisogna dare una valutazione, sulla base delle seguenti tipologie di risposta:

  • A. Molto d’accordo
  • B. D’accordo
  • C. In disaccordo
  • D. Molto in disaccordo

Interpretazione del test di psicologia dell’autostima

Giunto il momento di valutare ogni risposta, ci si affida alle seguenti linee guida:

  • Domande dall’1 alla 5, le risposte dalla A alla D si calcolano secondo un punteggio che va da 4 a 1.
 
  • Domande dalla 6 alla 10, le risposte dalla A alla D danno un punteggio da 1 a 4.

Con un punteggio finale che va da 30 a 40 punti avremo un buon livello di autostima. Se il punteggio finale oscilla tra 26 e 29 punti, il nostro livello di autostima sarà medio, per cui è consigliabile lavorare su di essa. Infine, nel caso in cui ottenessimo un punteggio pari a 25 o meno, la nostra autostima sarà bassa.

Per concludere, la scala dell’autostima di Rosenberg è uno strumento utile e semplice, molto pratico al fine di valutare sia pazienti in un contesto clinico che la popolazione in generale. Vale la pena di tenere presente questa risorsa psicologica.

 
  • Jordan, C. H. (2018). Rosenberg Self-esteem Scale. In Encyclopedia of Personality and Individual Differences (pp. 1–3). Springer International Publishing. https://doi.org/10.1007/978-3-319-28099-8_1155-1
  • Robins, R. W., Hendin, H. M., & Trzesniewski, K. H. (2001). Measuring global self-esteem: Construct validation of a single-item measure and the Rosenberg Self-Esteem Scale. Personality and Social Psychology Bulletin, 27(2), 151–161. https://doi.org/10.1177/0146167201272002