Scienze sociali: 4 modi di intenderle

· 11 ottobre 2018

Le scienze sociali cercano di comprendere il nostro comportamento da una prospettiva molto particolare. Per iniziare a studiare il nostro modo di agire, è necessario accettare qualche idea di fondo. Prima di tutto, occorre determinare se siamo davvero capaci di interpretare il comportamento, se possiamo arrivare a conoscere la realtà sociale.

La risposta che si ottiene determinerà il modo in cui studiare il comportamento. Questa sarebbe la prima idea, ovvero l’assunzione ontologica. In secondo luogo, bisogna prendere in considerazione l’assunzione epistemologica. Quest’assunzione riguarda il tipo di relazione che intercorre fra il ricercatore e il soggetto su cui vertono le ricerche. Dunque, si può concludere che ricercatore e oggetto delle ricerche sono elementi separati, oppure che sono la stessa cosa. La risposta, ancora una volta, condiziona l’approccio usato nelle scienze sociali.

Oltre a queste due assunzioni, vi sono altre differenze fra i vari approcci. Ci riferiamo alla metodologia. Nonostante sia vero che alcune opzioni possano essere utilizzate in più approcci, alcune metodologie e alcuni modi di agire sono strettamente connessi a determinati approcci.

Basandoci su quattro distinzioni (ontologia, epistemologia, metodologia e metodi), otteniamo almeno quattro approcci con i quali studiare il comportamento. I quattro approcci delle scienze sociali sono positivista, post-positivista, interpretativo e umanista.

Approccio positivista delle scienze sociali

Il primo approccio che spieghiamo è quello positivista. Afferma che la realtà sociale è oggettiva. Questo significa che le interazioni fra le persone obbediscono a determinate leggi naturali, che sono facili da comprendere.

Questo approccio delle scienze sociali sostiene che il ricercatore e l’oggetto di studio sono elementi separati e, per questo, usa procedimenti induttivi.

Mani che uniscono pezzi di puzzle

Conoscere alcuni comportamenti ci serve per esaminare le leggi naturali che governano la realtà sociale. In questo modo, a partire dallo studio di certi comportamenti, si possono trovare le cause che ci portano ad agire.

I positivisti usano una metodologia empirica, basata sull’esperienza, mediante la quale aspirano a conoscere la realtà nella sua totalità. I metodi che usano provengono dalle scienze naturali e si concentrano sulla realizzazione di esperimenti a partire dai quali si ottengono dati che, mediante analisi statistiche, danno luogo a modelli matematici. Questi modelli spiegano il comportamento.

Approccio post-positivista delle scienze sociali

Con il tempo, l’approccio positivista si è rivelato erroneo, dato che i comportamenti umani non obbediscono a leggi naturali. Sulla base di questa frase, è sorto un altro approccio, il post-positivista.

Esso considera la realtà come oggettiva, nonostante tenga conto del fatto che non è facile conoscerla. Con tale cambiamento, ricercatore e oggetto smettono di essere considerati come elementi separati e si pensa che il ricercatore possa influire sulla conoscenza. Si iniziano anche a usare metodi deduttivi che partono dai dati, per applicarli a casi individuali e verificarne così la validità, basandosi sulla probabilità.

La metodologia usata dai post-positivisti è ancora quella empirica, ma il contesto acquisisce maggiore importanza. Allo stesso modo, i metodi utilizzati sono approssimazioni del metodo naturale, fra i quali si trovano gli esperimenti, le analisi statistiche e le interviste quantitative.

Approccio interpretativo delle scienze sociali

L’approccio interpretativo delle scienze sociali prende come punto di partenza il fatto che la realtà sociale è, allo stesso tempo, oggettiva e soggettiva. Questo nuovo concetto, la soggettività, implica che la realtà è una costruzione umana. Questo significa che le persone costruiscono la realtà sociale.

Secondo questo approccio, possiamo arrivare a conoscere la realtà sociale e i comportamenti anche se l’interpretazione che si dà dipende dalla soggettività umana. Per arrivare a comprendere la conoscenza soggettiva, i seguaci dell’approccio interpretativo si avvalgono della conoscenza concettuale.

Mongolfiera al posto di testa che vola

Nell’approccio interpretativo si usa una metodologia basata sul contesto. Si pone grande enfasi sul significato che le persone danno alle azioni. Per cercare questi significati, i ricercatori usano l’analisi testuale e l’analisi del discorso.

Approccio umanista delle scienze sociali

L’approccio umanista si trova all’estremo opposto e propone che una realtà del tutto soggettiva. Pertanto, non si può arrivare a conoscere la realtà sociale. La soggettività umana è l’elemento centrale e possiamo solo aspirare a entrarvi in empatia. A comprendere come gli altri vedono il mondo, in modo diverso di come lo vediamo noi.

La metodologia usato dall’approccio umanista delle scienze sociali è interessata ai valori, ai significati e agli obiettivi. Per conoscerli, ricorre all’interazione empatica. In questo modo, i ricercatori interagiscono con gli oggetti della ricerca, col fine di ricavare informazioni sul modo in cui intendono la realtà sociale.

Come abbiamo visto, le scienze sociali apportano diversi modelli per comprendere la nostra condotta. Esistono modi diversi per studiarla che, nonostante sembrano escludersi a vicenda, possono sicuramente combinarsi. Il comportamento umano è molto complicato e studiarlo utilizzando diversi approcci può favorire una maggiore comprensione. Alcuni approcci possono risultare più utili per comprendere alcuni o altri comportamenti, ma questo non significa che gli altri non siano altrettanto utili o peggiori.