Se cadi, ti aiuto a rialzarti oppure mi siedo con te

· 3 marzo 2016

Sono al tuo fianco, sono un tuo amico, il tuo compagno, la tua famiglia. La persona che ti ama o una persona che non conosci, ma che è disposta ad aiutarti. A volte possiamo esserci allontanati o forse non ci conosciamo nemmeno, ma la verità è che c’è un filo che ci lega, che esiste già o che possiamo creare, non importa. Se cadi ti aiuto a rialzarti, ti aiuto a camminare… E se non riesci a camminare, mi siedo accanto a te.

Ti capisco, affondo nella tua pelle, nei tuoi pensieri. So chi sei e non svelo i tuoi segreti, e anche tu mi conosci e mi proteggi. Sentiamo che le nostre anime sono legate, condividiamo la nostra vita, sorridiamo quando incrociamo lo sguardo dell’altro, cadiamo e ci rialziamo.

Il significato del dare amore

Se quando ti vedo piangere ti dico che mi dispiace e me ne vado, non ti sto dando amore. Se pago gli studi ai miei figli, ma li ignoro, non sto dando loro amore. Se vedo che il mio partner ha un problema e per farlo contento gli compro una macchina, non gli sto dando amore.

“Tra tutte le virtù, la generosità è quella più apprezzata”.

– Aristotele –

Dare amore significa molto di più. Aiutare qualcuno è mettersi nei suoi panni, sentire la sua sofferenza, il suo dolore, la sua tristezza come se fossero le nostre. È far capire all’altro che noi siamo lì per impedire che cada o, se cadrà, per aiutarlo a rialzarsi. L’aiuto verso gli altri deve nascere come un gesto altruista, fatto per gli altri e non per noi.

Ma l’amore non si dà solo alle persone che conosciamo, possiamo darlo anche a qualcuno che non conosciamo, ma che ne ha bisogno. L’amore è una mano tesa per dare aiuto, per dare sostegno.

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I benefici dell’aiutare gli altri

Aiutare gli altri non beneficia soltanto chi viene aiutato, ma aiuta anche noi sotto molti punti di vista e ci fa maturare come persone. A seguire vi elencheremo alcuni benefici che si producono quando aiutiamo un’altra persona.

Allunga la vita

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Health Psychology, le persone che fanno del volontariato vivono più a lungo di coloro che non lo fanno, sempre che il motivo per cui si impegnano è la volontà sincera di aiutare gli altri e non la soddisfazione personale.

Sara Konrath e i suoi colleghi della University of Michigan (USA) sono giunti a questa conclusione dopo aver sottoposto a uno studio 1000 persone di età diverse e aver scoperto che la speranza di vita di lì a quattro anni era del 3% superiore nelle persone che praticavano volontariato.

Secondo Konrath, la ragione scientifica che si cela dietro l’aumento della longevità risiede nel fatto che, quando ci preoccupiamo degli altri, le risposte allo stress del nostro organismo vengono disattivate, e vengono invece prodotti ormoni come l’ossitocina che ristabiliscono una corretta funzionalità fisiologica.

Provoca benessere a livello mentale

Come dicevamo prima, bisogna intendere l’“aiutare gli altri” in senso ampio. Non dobbiamo limitarci alle persone che conosciamo, ma allargare il nostro aiuto a persone che non fanno parte della nostra famiglia o dei nostri amici, ma che ne hanno bisogno.

“Chi fa soffrire il prossimo fa male a se stesso. Chi aiuta gli altri, aiuta se stesso.”

– Lev Tolstoj –

Quando dedichiamo del tempo ai nostri passatempi, proviamo un senso di benessere che rimane nel nostro corpo e nella nostra mente per un breve periodo, ma quando aiutiamo gli altri, il benessere mentale dura più a lungo, perché la felicità e la gratitudine che ci trasmettono gli altri rimangono impresse nella nostra memoria.

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Aumenta l’autostima

Quando aiutiamo gli altri e percepiamo la loro gratitudine, l’opinione che abbiamo di noi stessi migliora, e con essa la nostra autostima. Quella soddisfazione immensa che proviamo quando viene dato valore al nostro aiuto è un vero e proprio regalo per la nostra autostima. Ci sentiamo utili, sentiamo che abbiamo fatto qualcosa di importante.

Ci rende più positivi

Aiutare gli altri genera sentimenti positivi di gioia e felicità, ci fa vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Essere caritatevoli ci rende persone più ottimiste. I pensieri positivi che si generano in noi quando aiutiamo qualcuno sono i responsabili della sensazione di felicità che proviamo.

Essere altruisti e tendere la mano, quindi, non solo aiuta gli altri, ma anche noi stessi. Ci aiuta ad essere persone migliori, a vedere il mondo da un’altra prospettiva e a sentirci più felici.

“A volte sentiamo che quello che facciamo è solo una goccia in mezzo al mare, ma il mare non sarebbe lo stesso se gli mancasse una goccia.”

– Madre Teresa di Calcuta –