Sense8, un inno alla libertà e all’amore

· 17 agosto 2018

Dalle ideatrici di Matrix, una serie ad alta intensità sui misteri della connessione telepatica. Creata e diretta dalla sorelle Wachowski, la parola che più definisce Sense8 è (come sempre avviene con le loro produzioni) “diversa”.

Diversa dalle serie a cui siamo abituati, Sense8 è, in alcuni suoi aspetti, sconcertante: potremmo definirla un inno alla libertà e all’amore. Otto sconosciuti, in otto posti diversi del mondo, si ritrovano connessi psicologicamente ed emotivamente, nonostante le differenze di razza, sesso, genere, religione.

Le loro diversità non impediscono loro di connettersi a un livello molto profondo; devono collaborare, sfruttando reciprocamente i punti di forza altrui, se vogliono sopravvivere. Un nemico comune li minaccia, dotato di stessi poteri telepatici, ma con obiettivi molto precisi. Sense8 esalta i ponti culturali, la comprensione, l’empatia, e lo fa attraverso la connessione dei suoi otto personaggi.

“Dovremmo aver paura di essere uguali, non della diversità.”

-Anonimo-

Riley Blue

Nome d’arte di Riley Gunnarsdottir, è una DJ islandese. Un passato difficile, costellato di perdite, l’ha fatta fuggire a Londra. Riley ci mostrerà il potere della musica come modo per risvegliarci ed entrare in connessione con le nostre anime. 

“La morte non ti lascia dire addio. Scava solo dei buchi nella tua vita, nel tuo futuro, nel tuo cuore.”

-Riley, 1×09 La morte non ti lascia dire addio-

Capheus Onyango “Van Damme”

Un compassionevole autista di matatu (minibus) di Nairobi, con un forte senso della giustizia e fan di Jean Claude Van Damme, suo modello e ispirazione. Il suo migliore amico e sua madre sono il miglior sostegno e le sue doti di autista si riveleranno fondamentali in questa avventura.

Sun Bak

Una donna d’affari di Seoul e stella nascente del kickboxing underground. Una complicata storia familiare la fa finire in prigione. La sua conoscenza delle arti marziali e l’aiuto del suo maestro saranno molto utili in qualsiasi difficoltà.

“Noi esistiamo grazie al sesso. Non è una cosa di cui aver paura, ma una cosa da onorare, da godere.”

-Sun,  2×01 Buon fottuto anno nuovo

Sun Bak

Lito Rodríguez

Celebre attore di film d’azione e soap, vive a Città del Messico. La sua sensibilità e le sue doti interpretative torneranno utili in più di un’occasione. La sua capacità di mentire e persuadere toglierà spesso i sensate dai guai. Punti di forza: l’amicizia di Daniela e l’amore del fedele Hernando.

Kala Dandekar

Chimica farmaceutica e fervente induista di Mumbai, promessa a un uomo che non ama. Le sue armi sono le nozioni chimiche e mediche.

Wolfgang Bogdanow

Scassinatore di Berlino appartenente al crimine organizzato, ha una questione in sospeso con il padre. In ogni squadra che si rispetti ci deve essere una mente capace di fare quello che va fatto, senza pensare troppo alle conseguenze. Lui è così e gode del sostegno incondizionato del suo miglior amico Felix.

Nomi Marks

Blogger politica, hacker e transessuale. Le sue conoscenze informatiche e i suoi contatti trovano ampio spazio nella serie. Grazie all’aiuto dei suoi amici hackers e del suo amore, Amanita, occupa un ruolo chiave nello svolgimento della trama.

“La tua vita può essere definita dal sistema o dal modo in cui sfidi il sistema”.

-Nomi, 2×04 Polifonia

Nomi Marks

Chi sono io?

Chi sono io? è il titolo del secondo episodio della seconda stagione di Sense8. Uno dei molti episodi indimenticabili e ad alto impatto emotivo. Rispondere a questa domanda non è mai facile e non lo è nemmeno per i protagonisti in cerca di una risposta.

Cosa o chi può definire la nostra identità? Chi sono, cosa faccio, cosa ho fatto, cosa farò, cosa sarò, chi amo, chi ho amato, cosa ho perduto? Domande che generano altre domande. Rispondere è difficile perché la costruzione di un’identità è un processo complesso, in evoluzione. L’identità si forma giorno dopo giorno, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza, decisione dopo decisione, influenzata dalle persone che incrociano il nostro cammino.

Il rischio di etichettare è sempre in agguato. Etichettare è il contrario di capire. Riduce le persone a ruoli, ruoli determinati dal colore della pelle, dalla razza, dalla religione, dall’orientamento sessuale, dagli aspetti della nostra vita che perlopiù non siamo stati noi a scegliere. Ruoli che sono parte di ciò che siamo, ma che da soli non bastano a definirci.

“L’amore non è una cosa a cui diamo la carica, una cosa che impostiamo o controlliamo. L’amore è come l’arte, una forza che irrompe nella nostra vita senza regole, attese o limiti. L’amore, come l’arte, deve essere libero.”

-Hernando, 1×09 La morte non ti lascia dire addio

L’amore, nel senso più ampio della parola

In un primo momento si era parlato del 14 febbraio 2018 come data per l’uscita del tanto atteso episodio finale. San Valentino sembrava la data più adatta, dal momento che questa serie può essere vista come un inno alla libertà e all’amore.

L’amore, nel senso più ampio della parola: amore per se stessi, per gli altri, per la vita. L’idea, che a più riprese la serie vuole esprimere, è l’importanza di amare ed essere amati liberamente. Amare la vita, dare valore all’esistenza: nostra, di chi amiamo e di tutta l’umanità.

“la vita e la morte sono unite, come, in un certo modo, certi inizi sono una fine e alcune volte la fine è un inizio”.

-Capheus, 1×09 La morte non ti lascia dire addio

Sono numerose le scene indimenticabili di Sense8, per molti motivi: l’originalità, la sensibilità, l’ironia, l’azione. La musica, la fotografia e le parole scelte con cura mostrano ciò di cui siamo potenzialmente capaci.