SIMS: test di simulazione dei sintomi

22 Maggio 2019
Alcune persone tentano di ingannare lo psicologo attraverso una simulazione dei sintomi. Questo affinché elabori la diagnosi che desiderano

Alcune persone tentano di ingannare lo psicologo attraverso una simulazione dei sintomi. Questo affinché elabori la diagnosi che desiderano. Parliamo di un problema serio, di fronte al quale molte volte gli psicologi sono inermi. Contano sull’onestà del paziente, ma a volte non basta. Cosa possono fare, quindi?

L’inganno può presentarsi come una vera opera d’arte, per cui individuarlo è un’autentica sfida per gli specialisti. Sono dunque necessari specifici strumenti di valutazione per poter smascherare questi “finti” pazienti. 

Allo scopo di individuare schemi di falsificazione ed esagerazione dei sintomi, è stato elaborato il SIMS, acronimo per Structured Inventory of Malingered Symptomatology (Inventario strutturato di simulazione dei sintomi). Grazie a esso, è possibile confutare l’ipotesi di simulazione e rafforzare l’affidabilità, la validità e la precisione della valutazione psicologica. 

Credibilità dei sintomi

È responsabilità dello psicologo giudicare la precisione e l’affidabilità di qualunque fonte che possa influire sul risultato della valutazione e, quando possibile, confermare l’informazione.

Deve quindi valutare l’ipotesi che il paziente che ha richiesto il suo parere si muova nel terreno dell’inganno. A volte familiari e amici possono essere più affidabili del paziente stesso, soprattutto in caso di anosognosia.

I sintomi o le dichiarazioni del paziente in questi casi non possono essere oggetto di approfondita ricerca, poiché richiederebbe un’ingente quantità di risorse.

Si opta, pertanto, per esplorare ciò che può essere analizzato: i sintomi, i risultati e il quadro clinico del paziente. In questo modo, sarà possibile determinare la possibile simulazione della malattia secondo criteri scientifici e diagnostici.

Seduta dallo psicoterapeuta

In cosa consiste il questionario SIMS

La finalità del SIMS è individuare la simulazione di sintomi psicopatologici e neuropsicologici. Si tratta di uno strumento di valutazione composto da 75 affermazioni a risposta dicotomica (vero o falso). È costituito da 5 aree, ognuna composta da 15 affermazioni:

  • Psicosi. Sintomi psicotici inusuali o stravaganti, atipici nella patologia reale. La sua sfera di controllo della simulazione dei sintomi è l’ambito psicopatologico. “Credo che il governo abbia installato videocamere sui semafori per spiarmi”. “Non c’è nulla che abbia effetto sulle voci che sento, eccetto i farmaci”.
  • Deterioramento neurologico. Sintomi di carattere neurologico illogici o particolarmente atipici. La sua area di controllo dei sintomi è quella fisica.Camminare mi risulta difficoltoso a causa dei miei problemi di equilibrio”.

Altre aree di simulazione dei sintomi

  • Disturbi di amnesia. Sintomi associati a problemi di memoria. Per esempio, “il più grande problema che ho è la mia memoria” oppure “ho difficoltà a ricordare il giorno della settimana”. La sua area di controllo della simulazione dei sintomi è la sfera cognitiva.
  • Scarsa intelligenza. Esagerazione del deficit intellettuale mediante risposte errate a domande di carattere generale. Come per il punto precedente, l’ambito di controllo della simulazione dei sintomi è quello cognitivo.La capitale dell’Italia è l’Ungheria” oppure “una settimana è formata da 6 giorni”.
  • Disturbi affettivi. Sintomi atipici di ansia e depressione. L’area di controllo della simulazione dei sintomi è quella psicopatologica. Per esempio, “rido raramente” oppure “piango davvero poco”.

Per stabilire se si tratta di un caso di simulazione, ogni scala presenta dei punti di rottura. Così, il punteggio ottenuto in ognuna permette di individuare la sintomatologia che si presenta in maniera atipica; oppure il modo in cui il paziente valutato sta cercando di simulare un disturbo in particolare. Ciò permette di sapere sia in quale misura si sospetta la simulazione, sia le aree in cui quest’ultima si presenta. 

Durata del test di simulazione dei sintomi

È di breve durata, dura una quindicina di minuti. Grazie a ciò, può essere applicato come screening o rilevamento dei segnali critici in modo rapido ed efficace; oppure in quanto parte di un sistema di diagnosi più ampio, completo ed esaustivo.

È possibile ricorrere a esso in diversi contesti e si adatta a diverse condizioni e bisogni di natura clinica, lavorativa, medico-legale e/o forense. 

Test di simulazione dei sintomi SIMS

Chi simula i sintomi?

La simulazione dei sintomi è più frequente in individui coinvolti in un’indagine criminale o in una contesa civile. Capita anche quando si fa domanda per la pensione di invalidità o per la disoccupazione.

Il test SIMS, tuttavia, è utile anche per individuare taccheggiatori che fingono di essere cleptomani per evitare il processo o ricorrer al disturbo come attenuante in corso di giudizio.

La simulazione dei sintomi non è tecnicamente una malattia psichiatrica. A ogni modo, bisognerebbe tenere un registro aggiornato della situazione quando un paziente ha provato a ingannare consapevolmente e volontariamente lo psicoterapeuta dopo l’applicazione di strumenti di misurazione come l’inventario strutturato di simulazione dei sintomi.